All’università di Stanford, negli Stati Uniti, è stato sperimentato un nuovo modello per studiare lo sviluppo del cervello umano, le malattie neurologiche e possibili terapie. Consiste nel trapianto di organoidi cerebrali, piccole strutture tridimensionali ottenute da cellule staminali umane, in topi privati della corteccia cerebrale, lo strato di sostanza grigia che riveste gli emisferi cerebrali. Nell’80 per cento dei casi gli organoidi umani hanno attecchito e hanno riempito lo spazio vuoto nella cavità corticale formando gran parte della corteccia cerebrale. Le registrazioni dell’attività elettrica hanno mostrato circuiti organizzati, simili a quelli osservati durante lo sviluppo della corteccia. Gli organoidi non solo si sono integrati nel cervello dei topi, ma hanno anche ripristinato parte delle funzioni corticali cerebrali, come la coordinazione motoria e la memoria a breve termine. Benché i ricercatori escludano che gli organoidi conferiscano ai roditori intelligenza o coscienza umane, l’esperimento solleva problemi di natura etica. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1684 di Internazionale, a pagina 97. Compra questo numero | Abbonati