Tiemen Hiemstra

“W. Non. È. Scomparso. W. se n’è andato Dio sa dove e non ci ha detto niente. Ci ha mollati”. Tre anni fa W. è sparito da un giorno all’altro. Destinazione? Sconosciuta. Motivi? Idem. Ha lasciato il suo migliore amico Olaf e l’ex fidanzata Hilde in preda allo smarrimento, con un mosaico di ricordi fragili. Nel suo romanzo d’esordio, lievemente assurdo ma costruito con abilità, Tiemen Hiemstra affida la parola a Olaf, che attraverso brevi scene ricostruisce il suo rapporto con W. La W. rimanda al filosofo Ludwig Wittgenstein, che aveva a sua volta l’abitudine di sparire improvvisamente. Olaf è un ragazzo insicuro e pieno di dubbi che riesce a nascondere accanto al più risoluto W. Dopo un primo incontro a scuola nasce tra loro un rapporto quasi simbiotico, tanto che gli altri – e loro stessi – si chiedono se siano gay. Hiemstra rende con grande forza questa intimità, ma anche la natura transitoria dei legami adolescenziali. La distanza arriva quando Olaf va a studiare ad Anversa e W. parte per Buenos Aires, mentre Hilde assume un ruolo ambiguo tra i due. Ma nel presente la scomparsa di W. paralizza Olaf, che cerca ostinatamente di ricostruirne le tracce. Chi era davvero W? Hiemstra passa con sottigliezza dalla gravità alla leggerezza in un libro che è insieme un romanzo di formazione e una rêverie.
Dirk Leyman, **
**Het Parool

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Questo articolo è uscito sul numero 1684 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati