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Un licenziamento, una gravidanza, un “fratello” nei guai e i debiti che si accumulano spingono l’ex detenuto ed ex lottatore di arti marziali miste Patton (MacPherson) a rivolgersi al suo allenatore (Crowe, anche coautore della sceneggiatura) per tornare sul ring. Impossibile non fare il tifo per lui. Tyler Atkins dirige l’azione con un unico scopo e sa esattamente cosa vuole il suo pubblico, ma ci sono difetti troppo evidenti per ignorarli (in particolare, i personaggi secondari risultano piatti). Ma non si può neanche ignorare la presenza di Crowe: le scene che condivide con MacPherson dentro e fuori dal ring sono sempre credibili. Randy Myers, The Mercury News
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Questo articolo è uscito sul numero 1685 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati