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In una città futuristica, Elle raggiunge un hotel che è il set di un’opera diretta dal padre e di cui lei è protagonista. Il luogo assume una dimensione onirica in cui Elle incontra strane presenze. Tra queste, un assassino e un soldato che incarnano miti opposti della paternità: uno predatorio, l’altro protettivo. Il sogno manierista di Winding Refn fa un passo avanti con un cinema ancora più basato sul potere dell’immagine: rallentando l’azione e riducendo al minimo i dialoghi flirta con il feticismo pittorico, affidandosi però esclusivamente all’autoreferenzialità del cinema stesso. E il film diventa una mostra delle visioni dell’autore. Mathieu Macheret, Le Monde

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Questo articolo è uscito sul numero 1685 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati