Zelenskyj e Merz a Kiev, 4 ottobre 2026  (Kay Nietfeld, picture alliance/Getty)

In Europa cresce il timore che il conflitto ibrido con la Russia possa trasformarsi in una guerra aperta. Il 5 ottobre, in un’audizione parlamentare, il capo dell’intelligence tedesca Martin Jäger ha avvertito che la Germania rischia di essere trascinata in un “conflitto violento” con Mosca. Tra il 5 e il 6 ottobre sul mar Nero, al largo di Romania e Bulgaria, sono state colpite due navi commerciali. “Con incursioni di droni, sabotaggi e attacchi informatici”, scrive il Kyiv Independent, “Mosca sta sondando fin dove può spingersi senza scatenare una guerra aperta”. Intanto, i russi continuano a colpire le città ucraine. Il 4 ottobre – mentre il cancelliere Friedrich Merz era in visita a Kiev per “riaffermare il sostegno tedesco all’Ucraina”, scrive la Süddeutsche Zeitung – è stato colpito un ponte sul Dnepr. Tra il 5 e il 6 ottobre gli attacchi russi hanno fatto tredici vittime, mentre la notte del 7 ottobre, giorno del compleanno di Vladimir Putin, a Černihiv e Kiev i morti sono stati 22, tra cui quattro bambini. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1686 di Internazionale, a pagina 24. Compra questo numero | Abbonati