Il governo cinese ha deciso di ridurre il numero di banche presenti sul territorio nazionale con l’obiettivo di controllare meglio l’attività dei piccoli istituti di credito e allo stesso tempo aumentarne la capacità di resistere al rallentamento dell’economia, scrive il Financial Times. Le banche saranno ridotte di quasi un quarto, promuovendo la fusione dei piccoli e medi istituti regionali di proprietà dello stato. La decisione, spiega il quotidiano britannico, è stata presa in seguito al calo della domanda di crediti, che sta mettendo in crisi molte banche. Secondo i dati ufficiali forniti dall’autorità cinese di controllo dei mercati finanziari, nel 2025 in Cina hanno chiuso più di 670 istituti di credito, quasi tutti nelle aree rurali del paese.
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Questo articolo è uscito sul numero 1686 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati