Fino a diecimila anni fa l’attuale laguna di Venezia era una distesa pianeggiante solcata da fiumi, che offriva riparo ai primi cacciatori-raccoglitori. La terraferma si estendeva per decine di chilometri oltre l’attuale linea di costa. Anche la zona dove oggi sorge Trieste era molto diversa, con colline che si affacciavano su paludi e lagune. Da allora il livello del mare è salito più volte, in alcuni periodi anche di 25 millimetri all’anno, e la terraferma è stata progressivamente sommersa. Lo racconta uno studio che ha ricostruito il paleopaesaggio dell’alto Adriatico a partire dai dati sismici e da campioni di sedimenti raccolti in Italia, Slovenia e Croazia. Probabilmente per adattarsi all’innalzamento del mare, le comunità del Mesolitico modificarono le proprie attività di caccia e pesca. Negli ultimi seimila anni il livello del mare è rimasto relativamente stabile, favorendo la formazione degli insediamenti e lo sviluppo dell’agricoltura lungo le coste dell’Adriatico settentrionale. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1690 di Internazionale, a pagina 102. Compra questo numero | Abbonati