Pedro Caballero apre la porta della sua casa alla periferia di Madrid e c’invita a entrare. È un uomo alto, bruno, sulla cinquantina. Indossa una camicia blu, dei jeans e l’immancabile grembiule marrone. È sabato mattina. All’ingresso incrocio la sua compagna, che oggi parte per un viaggio di lavoro. I tre figli di Pedro non vivono più con lui, ma nonostante ciò non ha intenzione di tornare al suo vecchio lavoro: da diciott’anni, ormai, fa il casalingo (in spagnolo amo de casa). Ricorda che quando all’epoca la sua ex moglie ottenne una promozione decise di lasciare il lavoro nel marketing e di occuparsi della casa. “Non avevo mai pulito prima, perché il mio lavoro non me lo permetteva; quando tornavo a casa, facevo poco”, ammette.
Gli faccio compagnia mentre fa il bucato. “La guarnizione della lavatrice accumula sporco e residui, per questo bisogna pulirla regolarmente. Così si prevengono la muffa e i batteri che potrebbero passare ai vestiti e, dai vestiti, alla nostra pelle. È un semplice trucchetto da casalingo”, commenta.
Pedro conosce molti altri trucchetti. Per esempio, cosa fare perché le suole delle scarpe lavate non si rovinino oppure come appendere le magliette in modo da non doverle stirare. Ha dovuto imparare tutto questo da zero. Proviene da una famiglia molto conservatrice: a casa si occupavano di tutto la nonna, la mamma e la sorella; gli uomini non entravano in cucina, non prendevano in mano il mocio. “Quando ho iniziato a ricoprire questo nuovo ruolo, nei primi mesi capitava spesso che alle sette di sera tornasse la madre dei miei figli e io non avessi nemmeno un attimo per sedermi, anche se, per esempio, i letti erano ancora da rifare. Allora mi sono reso conto di quanto sia impegnativo il lavoro di una casalinga o di un casalingo”, racconta.
All’inizio aveva pensato di occuparsi della casa e dei bambini “per un po’”. È quello che, del resto, dichiara la maggior parte degli uomini che in Spagna lo fanno “a tempo pieno”. Di solito dicono che è “per un po’” o “fino a quando non troveranno un lavoro migliore”. Molti si vergognano dell’etichetta di “casalinghi disperati”. Ne parlo con l’Associazione delle famiglie numerose di Madrid e con l’Unione delle associazioni familiari. Ovunque ricevo la stessa risposta: “Conosciamo famiglie in cui è la donna a portare a casa lo stipendio, mentre il marito si dedica alle faccende domestiche”. Tuttavia, quando chiedo un’intervista, gli uomini rifiutano.
L’Istituto nazionale di statistica riferisce che vent’anni fa 89mila spagnoli si definivano “casalinghi”. Oggi sono più di 445mila. Secondo María Ángeles Sepúlveda, esperta di violenza di genere, la Spagna è ancora un paese machista. Il termine spagnolo machismo, stando al dizionario dell’Accademia reale spagnola, indica “un atteggiamento di superiorità degli uomini nei confronti delle donne”. Sepúlveda ritiene che il machismo sia così profondamente radicato nella cultura che è più facile fare due passi indietro che uno in avanti. Forse è per questo che molti si vergognano di ammettere che si occupano della casa al posto delle loro mogli. Pedro, invece, ricorda che prima o poi capita di dover fare le faccende domestiche: “Ognuno di noi a volte deve cucinare, pulire la cucina, lavare il bagno e dare una sistemata all’appartamento”.
Un tempo si riteneva inopportuno che una donna permettesse a un uomo di lavare i piatti o di occuparsi di altre faccende domestiche
Mi racconta del cambiamento generazionale María, una signora sulla settantina, che incontro a Torrelodones, vicino a Madrid. “Mio marito non ha mai aiutato in casa, mentre i miei figli lo fanno ogni giorno. È una generazione completamente diversa. Un tempo, come ho visto dai miei genitori, sembrava inopportuno che una donna permettesse a un uomo di lavare i piatti o cose simili. Gli uomini che volevano dare una mano in casa erano definiti ‘mariti succubi delle mogli’”, ricorda María.
L’esperienza di Diego, quarant’anni, è diversa: “Praticamente tutte le faccende domestiche ricadono su di me. Sono io che cucino, che faccio il bucato. In molte cose io e mia moglie ci aiutiamo a vicenda, a seconda di chi ha più tempo dopo il lavoro. Nella casa in cui sono cresciuto non era così: tutto ricadeva su mia madre”. Incontro Diego davanti alla scuola elementare, mentre va a prendere i bambini.
Padri con passeggini
Il sociologo Héctor Cebolla-Boado ritiene che oggi la maggioranza degli spagnoli direbbe che non ha importanza chi nella coppia si fa carico della maggior parte delle faccende domestiche, anche se, ovviamente, sono ancora le donne a svolgerle più spesso. Mentre parliamo nel centro di Madrid ogni tanto vediamo dei padri con i passeggini. “Solo vent’anni fa era una rarità”, commenta il sociologo. “Sono sempre più comuni le situazioni in cui regna la parità per quanto riguarda le faccende domestiche, e talvolta c’è perfino uno spostamento verso gli uomini. Si tratta però di qualcosa di nuovo, soprattutto tra i giovani sotto i trent’anni. In un lasso di tempo molto breve si è verificato un enorme cambiamento sociale”, sostiene Cebolla-Boado. E aggiunge: “In Spagna i cambiamenti non avvengono gradualmente: arrivano in ritardo, ma in modo repentino”.
Secondo gli esperti, le infrastrutture pubbliche non sono preparate al numero crescente di casalinghi o anche solo di papà che, dopo il lavoro, si occupano dei bambini. Prendiamo i fasciatoi nei bagni pubblici: nel 2019 un padre ha citato in giudizio un ristorante di Valencia perché non gli era stato permesso di entrare nel bagno delle donne per cambiare il pannolino al bambino; in quello degli uomini non c’era un fasciatoio. Due anni prima il comune di Madrid aveva deciso di installare i primi fasciatoi in alcuni bagni per uomini negli edifici pubblici; ma secondo l’Associazione degli uomini per l’uguaglianza di genere si tratta ancora di una goccia nel mare.
◆ In Europa alcune rilevazioni fatte dagli istituti nazionali di statistica nel 2023 mostrano che in media il 79 per cento delle donne (con o senza figli) svolge le faccende domestiche e cucina quotidianamente, contro appena il 34 per cento degli uomini. Il divario più basso è in Svezia, dove il 74 per cento delle donne svolge regolarmente questi compiti, ma anche il 56 per cento degli uomini. Si trova nella situazione opposta la Grecia: l’85 per cento delle donne si dedica alle faccende domestiche, mentre solo il 16 per cento degli uomini dà una mano. Parlando solo della cura dei figli, il 93 per cento delle donne tra i 25 e i 49 anni si occupa quotidianamente dei figli minorenni, rispetto al 69 per cento degli uomini. Euronews
La regione che si distingue in materia di fasciatoi è la Galizia, nel nordovest della Spagna. Lì la questione è stata risolta con una legge: dal 2019 ogni nuovo edificio aperto al pubblico deve disporre di un fasciatoio sia nei bagni delle donne sia in quelli degli uomini.
L’interesse degli uomini per la gestione della casa si percepisce nelle aule della Home academy, la prima scuola professionale in Spagna che dal 2014 insegna a prendersi cura della casa, a stirare, a fare il bucato e a cucinare. Tra gli studenti ci sono sempre più spesso ragazzi che vogliono andare a vivere da soli, oppure uomini divorziati che devono imparare queste cose da zero. “Adoro insegnare agli uomini perché sono più pratici delle donne. Vogliono sapere subito tutto, sono molto interessati e diligenti. Un tempo si pensava che gli uomini sapessero al massimo cucinare, ma noi vediamo che vogliono anche pulire, stirare e lavare il bagno. E lo fanno con impegno”, mi dice Rita Cifuentes, cofondatrice della scuola. Dalle sue osservazioni emerge che durante le lezioni le donne si distraggono più spesso, mentre gli uomini prendono appunti e fanno numerose domande. Rita racconta che molti allievi e allieve non sanno come pulire il ferro da stiro o come occuparsi dei fornelli. “A volte gli chiedo di cosa sono fatti il pavimento e le finestre. Non lo sanno. Quindi come fanno a pulirli?”.
Il linguaggio è importante
Cifuentes e la sua collega María González pensano che nelle scuole dell’obbligo manchi un’educazione su come pianificare il bilancio familiare o ripartire le faccende domestiche. Anche il linguaggio è importante. “Perché le donne di solito dicono: ‘Mio marito mi aiuta nelle faccende domestiche’. Perché ‘mi aiuta’? Tutta la famiglia dovrebbe essere ugualmente responsabile della casa”, mi dice María.
Pedro Caballero, alcuni anni dopo aver lasciato il lavoro per occuparsi della casa, ha avuto l’idea di condurre un programma alla radio intitolato Amos de casa, casalinghi. Insieme ad alcuni esperti, dava consigli agli uomini che si trovano in una situazione simile alla sua, soprattutto sulle faccende domestiche. Il programma ha conquistato un vasto pubblico. Pedro è diventato un punto di riferimento in materia di lavori domestici e un ospite fisso dei programmi mattutini, anche all’estero. Oggi conduce un programma televisivo su un’emittente locale in Castiglia e León.
Lui scherza dicendo che a molte spagnole piace che sia un uomo a occuparsi della casa. Riceve perfino proposte di matrimonio. “Ma, parlando seriamente”, dice, “le donne hanno un’ottima opinione degli uomini che si occupano della casa, perché ci vedono un sostegno concreto. Non significa che tutti gli uomini devono rinunciare al lavoro per dedicarsi completamente alla casa, ma essere più coinvolti”. ◆ sb
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Questo articolo è uscito sul numero 1684 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati