In una frazione dell’isola di Stromboli, sul fianco di un vulcano circondato dalle acque del mar Tirreno, una bambina di sei anni ha cominciato l’anno scolastico in una scuola aperta solo per lei. Il 10 settembre le immagini di Aisha, figlia di Monica Abbate e Raffa Bazine, con zaino rosa sulle spalle e tra le mani un cono pieno di dolci, come quelli che si regalano ai bambini quando varcano per la prima volta la soglia della scuola, hanno avuto grande risonanza in Italia, alle prese con un declino demografico irreversibile.

La nuova alunna, accolta da Laura Mongi, una maestra arrivata dalla periferia di Milano, è una dei più giovani abitanti di Ginostra, il piccolo paese raggiungibile solo via mare. I mezzi di informazione italiani dicono che questa sia la scuola “più piccola d’Europa”, in un borgo isolano dove il porto, secondo la tradizione, sarebbe il più piccolo del mondo.

Qui non ci sono auto e della logistica si occupa un asino. Non c’è neppure l’acqua corrente, viene trasportata periodicamente con una nave cisterna. Sull’isola, che fa parte dell’arcipelago delle Eolie, l’elettricità è arrivata all’inizio degli anni duemila. Ogni tanto il rombo del vulcano, sempre attivo, scuote chi vive alla sua ombra.

Sostituita da un parcheggio

Abbate, come ha detto al periodico del terzo settore Vita, afferma che Ginostra è una “dimensione speciale, comprensibile solo se la si vive”. È lei che si è battuta per garantire la continuità del servizio pubblico, ottenendo dopo vent’anni la riapertura della scuola, in un locale della chiesa del paese. Abbate vive a Ginostra da quando aveva 18 anni ed è una dei suoi circa trenta residenti.

Il fascino dell’isola, che all’inizio dell’anno scolastico permette di salutare un’ultima volta l’estate, non è l’unico motivo per cui la storia di Aisha ha attirato l’attenzione. Con il calo demografico che sta vivendo l’Italia, non sembra certo il momento di aprire nuove classi.

La popolazione italiana invecchia e ci sono sempre meno bambini, quindi meno alunni. L’età media è di 47 anni e secondo i dati Istat le persone di più di 65 anni sono il 25 per cento della popolazione, la percentuale più alta in Europa; mentre i minori di 14 anni sono appena il 12 per cento, una quota tra le più basse del continente. Rispetto allo scorso anno scolastico le scuole italiane hanno perso 131mila alunni e il numero complessivo, pari a 6,7 milioni, dal 2017-2018 è sceso di un milione.

Secondo le previsioni dell’Istat, il calo proseguirà nei prossimi cinquant’anni. In occasione della ripresa delle scuole la mancanza di nuovi alunni è stata un argomento onnipresente sui giornali italiani. La Gazzetta di Siena racconta che nella città toscana ce ne sono 500 in meno rispetto al 2025. In Lombardia, negli ultimi quattro anni, sono state chiuse centinaia di scuole. A Varese sono state chiuse due classi. Non succedeva dalla fine della seconda guerra mondiale, racconta il quotidiano della città La Prealpina.

In Emilia-Romagna e in Friuli Venezia Giulia i giornali raccontano di vicende analoghe, mentre Napoli registra una perdita in un anno di quasi 4.368 alunni sui 16mila della Campania, più dei quattromila persi in Puglia. Il Corriere della Sera riferisce che a Torino quattro scuole sono state trasformate in spazi destinati alle associazioni e che il capoluogo piemontese perde ogni anno l’equivalente di cento classi.

Molti sindaci sono preoccupati nel vedere, anno dopo anno, il tramonto senza fine delle proprie città e dei propri paesi, altri invece individuano in questo declino demografico delle opportunità economiche: Alessandro Rapinese, sindaco di Como, che un tempo era una città industriale, vuole approfittarne per sostituire una scuola con un parcheggio. Sui social media sono circolate immagini che lo mostrano mentre sposta un armadio nei corridoi vuoti dell’istituto. Il nuovo parcheggio dovrebbe servire per lo stadio della potentissima squadra di calcio, i cui dirigenti, provenienti dall’industria indonesiana del tabacco, intendono trasformare la città in un parco divertimenti, una Disneyland per adulti. ◆ gim

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Questo articolo è uscito sul numero 1684 di Internazionale, a pagina 32. Compra questo numero | Abbonati