Cultura Suoni
Integrated tech solutions
Aesop Rock (Ben Colen)

Il nuovo disco del rapper di New York Aesop Rock è un concept album sul rapporto tra l’umanità e la tecnologia. Questi 18 pezzi spaziano tra diversi temi, inclusa l’arte di disegnare piccioni (Pigeonometry), la storia di un uomo con problemi mentali che fa irruzione nell’appartamento di Aesop (Aggressive Steven) e un viaggio in purgatorio (Time moves differently here).

Le riflessioni del rapper sono interessanti e spesso ritornano al tema centrale in modi sorprendenti. Per esempio Pigeonometry, oltre che una divertente descrizione del regno animale, è una meditazione sul ruolo dell’arte nella contemporaneità. Alcune recensioni hanno definito Integrated tech solutions un disco “retro-futurista”, ma l’hanno frainteso. L’album evita i cliché del rap contemporaneo, abbandonandosi invece a una visione diversa del presente della musica rap. Ogni canzone è varia quanto le innovazioni tecnologiche che Aesop celebra e mette in discussione. Aesop Rock possiede una delle menti più affascinanti dell’hip-hop odierno. A volte, dopo aver ascoltato una strofa particolarmente intelligente, viene spontaneo mettere il pezzo in pausa per contemplare l’immagine che ha evocato.
Tom Morgan, Treblezine

Nekkuja
Marina Herlop (Anxo Casal)

La prima volta che si ascoltano le canzoni di Marina Herlop potrebbero risultare incomprensibili. Il canto arriva da un posto lontano, oltre il linguaggio; le armonie e i ritmi tortuosi disorientano. I suoi pezzi sono ispirati dall’avanguardia del novecento e dal folk antico ma sembrano anche galassie aliene. Dopo una prolungata esposizione, tuttavia, questi suoni non solo diventano familiari ma addirittura naturali. La confusione è stata raramente così attraente. I brani del nuovo disco non sono distanti dal precedente Pripyat ma sono più efficaci e ambiziosi. Da grande affabulatrice qual è, l’artista catalana fa un salto in avanti nella scrittura e nella composizione. Il tema portante dell’album è legato, vagamente, al giardinaggio; un’idea riconducibile al bisogno di nutrimento e cura di una creatività in crisi e anche a quello di fare pace con cosa sfugge al nostro controllo. Nekkuja comincia con il verso “Damunt de tu només les flors” (sopra di te solo fiori), preso in prestito dall’amato compositore Frederic Mompou, che Herlop trasforma in una poesia di realismo magico sul parto e la storia. Questo suo mondo bizantino converge in Reina mora, dove i ticchettii sul legno e i battiti di mani sono infilati in una furia ritmica controllata. La parabola sulla semina e sul raccolto alla base di Nekkuja trova un senso nell’estasi finale.
Philip Sherburne, Pitchfork

Beethoven, Berwald: settimini

Il settimino di Beethoven vede il compositore rivisitare nel 1799-1800 le forme classiche della serenata e del divertimento. Il successo di questo lavoro generò molti emuli, tra cui Franz Berwald (1796-1868), che ne compose uno nel 1818-1820. Il musicista svedese era ammirato da Liszt e Berlioz ma respinto in patria, dov’era considerato un pericoloso progressista. Qui dimostra una tendenza al rigore formale, nella tradizione di Haydn. Le due partiture hanno in comune una solida economia nella distribuzione dei temi, ma anche linee vive e piene di energia. Riuniti sotto il nome Wigmore Soloists, il clarinettista Michael Collins, il fagottista Robin O’Neill, il cornista Alberto Menéndez Escribano, la violinista Isabelle van Keulen, la violista Rachel Roberts, il violoncellista Adrian Brendel e il contrabbassista Tim Gibbs ci offrono delle interpretazioni che uniscono semplicità e ricchezza del suono, brio ritmico, sorrisi maliziosi e senso drammatico. Un ottima novità nella discografia di queste due opere.
Pascal Brissaud, Diapason

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1538 - 17 novembre 2023

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