Il video non lascia spazio a dubbi: sono due minuti e undici secondi che mettono a nudo il populismo usando le sue stesse armi. Nelle immagini si vede una donna che si avvicina al leader della Lega Matteo Salvini all’uscita di una conferenza stampa che si è tenuta il 21 gennaio a San Giovanni in Persiceto, in Emilia-Romagna. Con tutta la calma del mondo, gli fa una domanda: “Matteo, ti ricordi di me? Sono una tua ex collega, ti ricordi? Al parlamento europeo. Devo farti una domanda, perché è un po’ che te lo chiedo e non mi rispondi mai”.

“Elly, dimmi”, risponde Salvini, temendo già il peggio.

Il video di Schlein è stato condiviso quattro milioni di volte, ha avuto due milioni e mezzo di visualizzazioni e migliaia di like

“Ma perché non siete mai venuti alle ventidue riunioni sui negoziati di Dublino? Lo sai che è la riforma più importante per l’Italia sull’immigrazione?”.

“Aspetta un secondo amica mia”, risponde Salvini, mentre tira fuori il cellulare e si mette a guardarlo come se una questione urgente lo reclamasse. In realtà prende tempo aspettando che succeda qualcosa che lo possa allontanare dalla domanda scomoda. Un sostenitore, un autografo, un selfie, qualcuno della sicurezza. Di solito succede sempre così. Ma stavolta nessuno accorre a salvarlo.

Bologna, 6 gennaio 2020. Elly Schlein (Gianni C​ipriano, The New York Times/Contrasto)

Passione politica

Un minuto e ventuno secondi dopo, visto che la donna è ancora lì, Salvini le chiede di ripetere la domanda e poi finisce per allontanarsi, rispondendo di sfuggita che la Lega va solo alle riunioni che servono. “Ha guardato il cellulare per un bel po’, è vero. Forse stava cercando la risposta su Google, chissà”, scherza al telefono Elly Schlein – 35 anni, ex eurodeputata – la capolista di Emilia-Romagna coraggiosa ecologista e progressista, una delle liste che hanno sostenuto Stefano Bonaccini. Schlein ha piegato la strategia comunicativa di Salvini con una sola domanda. E il 26 gennaio è stata la più votata dell’Emilia-Romagna, con 22.098 voti. Il video ha aiutato. È stato condiviso quattro milioni di volte, ha avuto due milioni e mezzo di visualizzazioni, ha ricevuto decine di migliaia di like sui social network e per Salvini è stata una bella dose della sua stessa medicina.

“Ha messo in luce l’ipocrisia di chi scrive tweet contro un’Europa accusata di non fare nulla per l’accoglienza, ma poi è clamorosamente assente nella sede europea in cui bisogna cambiare leggi ingiuste come il regolamento di Dublino. È assurdo”, dice Schlein. “Il video è utile anche fuori dalle nostre frontiere. L’internazionale nazionalista si rafforza con la stessa retorica dell’odio e dei muri. Loro si muovono come un fronte compatto, nascondendo la contraddizione che hanno di fronte: infatti la Lega non è in grado di chiedere ai suoi amici di ultradestra di essere solidali con l’Italia nell’accoglienza”. Dietro il video c’è molto lavoro. Freschezza, ma anche una profonda conoscenza del funzionamento dei partiti.

La nuova stella della politica italiana è nata a Lugano, in Svizzera, nel 1985. Figlia di professori universitari, madre italiana e padre statunitense, a diciott’anni si è trasferita a Bologna per studiare giurisprudenza ed è diventata la “figlia adottiva” della regione. Ha la politica nel sangue. È stata volontaria nelle due campagne elettorali di Obama e quando è tornata, nel 2012, ha partecipato alla campagna elettorale di Italia bene comune, l’alleanza progressista messa in piedi da Pier Luigi Bersani nel 2013, che non però non ha raggiunto i voti necessari per governare. Ma si era già fatta notare. “Ho guidato un movimento spontaneo chiamato Occupy Pd per protestare contro l’alleanza di governo che volevano stringere con Berlusconi e contro l’opposizione a Romano Prodi come presidente della repubblica”. È stato prima di essere eletta europarlamentare (con 54mila voti) e prima di abbandonare il Pd e fondare Possibile insieme ad alcuni ex dirigenti del Pd, un partito che voleva essere una sorta di Podemos all’italiana e che poi ha abbandonato.

Schlein, che il giorno dopo le elezioni regionali aveva ancora 450 notifiche non lette sul cellulare, ha cominciato a lavorare per l’Unione europea a 29 anni, come relatrice dei negoziati sulla riforma del regolamento di Dublino. Si è occupata anche di lotta contro l’evasione fiscale delle grandi multinazionali, partecipando alla commissione d’inchiesta sui Panama papers. Alle ultime elezioni ha deciso di non ripresentarsi e di accettare la sfida di lavorare direttamente per un territorio che adesso potrebbe fornire la ricetta per combattere il populismo. Schlein è vicina al movimento delle sardine e ha ricevuto molti voti da loro. “C’è grande sete di una sinistra nuova, ecologista, femminista, europeista, consapevole che le grandi sfide sono l’emergenza climatica e sociale”, dice Schlein. “È stata un’operazione nuova da un punto di vista culturale. Ogni contesto territoriale è diverso, l’Emilia-Romagna è una regione che funziona, ben governata. Ma ci sono molti spunti per capire quello che dovrebbe fare la sinistra in ambito nazionale per rinnovarsi”.

Le opinioni
Il Movimento debole

“Salvini aveva fatto in modo che le elezioni in Emilia Romagna avessero una valenza nazionale. Con la sua tipica spavalderia, aveva investito una grande quantità di capitale politico alla ricerca di un successo eclatante proprio nel feudo del Partito democratico (Pd). Sperava di far cadere il governo e di indire nuove elezioni, invece si è trovato preso di mira dalle sardine, un movimento improvvisato contro i populisti”, scrive il Guardian. “L’elemento più significativo di queste elezioni potrebbe essere il tracollo del Movimento 5 stelle, al governo insieme al Partito democratico” prosegue il quotidiano britannico. “In Emilia-Romagna i cinquestelle sono scesi addirittura sotto il 5 per cento dei voti. In Calabria i risultati sono stati altrettanto deludenti. Nel frattempo Salvini ha buoni motivi per rallegrarsi. Con il primo partito della coalizione di governo in caduta libera, i dubbi sulla capacità dell’esecutivo di andare avanti sono più che giustificati. Secondo i sondaggi, a livello nazionale la Lega ha un vantaggio di dieci punti sul Pd, mentre Fratelli d’Italia, partito di estrema destra alleato di Salvini, supera il 10 per cento. Anche per questo motivo il Pd dovrà riflettere attentamente sul modo in cui il disastro è stato scongiurato”. Secondo il Guardian il Partito democratico “dovrà trarre una lezione dalle sardine, che nella battaglia contro la Lega hanno portato carattere e creatività, elementi ormai spariti dalle iniziative del centrosinistra convenzionale. L’esperienza delle sardine può offrire ampi spunti su come reagire alla maleducazione, agli stereotipi e agli attacchi verbali che caratterizzano il populismo di destra in Italia e altrove. A marzo le sardine faranno un congresso nazionale a Napoli, per discutere il loro futuro. Il Pd e il centrosinistra italiano farebbero bene a tenersi vicino il movimento. Nuotare con le sardine ha permesso al partito di restare a galla in Emilia-Romagna”.

Il quotidiano spagnolo La Vanguardia si chiede se l’ascesa di movimenti contrari all’Unione europea, ultranazionalisti e xenofobi è inevitabile: “In Italia la risposta è no. L’Italia e l’Europa hanno sufficiente energia, moderazione e memoria per fermare alle urne quei partiti che si allontanano dai valori democratici preferendo aggravare i problemi sociali, combattere gli immigrati e coltivare amicizie pericolose”. Secondo il quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung, il vero sconfitto in Emilia-Romagna non è Matteo Salvini ma il Movimento 5 stelle. “Il grande errore di Luigi Di Maio, che fino a pochi giorni prima del voto era il capo politico del movimento, è stato far correre un proprio candidato invece di sostenere quello del Partito democratico. Così facendo ha rischiato di far vincere la Lega. Inoltre con questa scelta i cinquestelle non possono rivendicare una quota del successo ottenuto dal Pd e rischiano di perdere potere all’interno del governo”. “Proiettare il risultato elettorale dell’Emi­lia-Romagna su scala nazionale sarebbe un errore”, scrive il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung. “Per due motivi: il primo è che le forze politiche che combattono contro Salvini non possono contare ovunque su strutture solide come quelle di questa regione, amministrata da partiti di sinistra per decenni; il secondo è che a causa di questa tradizione la scelta in Emilia-Romagna aveva un alto valore simbolico”. “Il risultato delle elezioni è la dimostrazione che per la maggioranza dei cittadini è la politica e non l’antipolitica la scelta giusta”, scrive il quotidiano spagnolo El País. “La débâcle dei cinquestelle evidenzia anche l’instabilità di un quadro politico in cui si passa rapidissimamente dalla vittoria alla sconfitta”, scrive il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung. E aggiunge: “Le cinque stelle si sono spente, proprio per la loro debolezza di contenuti e per lo scarso spessore dei loro rappresentanti politici. Può darsi che questi risultati porteranno a un ritorno al sistema bipolare. In ogni caso il voto in Emilia-Romagna dimostra che il populismo dei cinquestelle e della Lega si può fermare”. ◆


Poche risorse

Il risultato ottenuto alle regionali in Emilia-Romagna e il suo scontro diretto con Salvini fanno di Schlein una figura in ascesa che i partiti proveranno a valorizzare.

“Vediamo”, dice lei. “È ancora presto, ma siamo fiduciosi. In tre settimane di campagna elettorale, con poche risorse e con un simbolo nuovo, abbiamo raggiunto il 4 per cento e io sono stata la più votata. Una cosa del genere deve accadere anche a livello nazionale, perché ci sono spinte che non sono rappresentate da nessun partito, e in molti vogliono attivarsi, ma non sanno come. Dobbiamo capire come declinare la transizione ecologica necessaria e la lotta contro le disuguaglianze in Italia”.

La vittoria del centrosinistra in Emilia-Romagna e la prima sconfitta elettorale di Matteo Salvini da quando è segretario della Lega introducono delle novità nella politica italiana. Per la prima volta da tempo, la sinistra ha il vento a favore. Se vuole approfittarne, dovrà puntare su nuove figure come Schlein. ◆fr

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Questo articolo è uscito sul numero 1343 di Internazionale, a pagina 32. Compra questo numero | Abbonati