Tra le montagne di Taiwan ci sono delle zone straordinarie. Una delle più particolari è sicuramente quella delle foreste primordiali che si trovano nell’Area ricreativa della foresta nazionale di Taipingshan, dove alcune vette superano i duemila metri.

Nota per le nevicate invernali, i colori autunnali e i panorami cangianti – descritti spesso come una “canzone di nuvole e foreste” – l’area attira circa mezzo milione di visitatori all’anno. Nonostante l’atmosfera sia quella di una zona molto isolata, per raggiungerla da Taipei ci vogliono solo due ore e mezza di auto.

Il parco è stato aperto ai turisti nel 1983 quando è diventato area protetta, ma la sua popolarità è cresciuta soprattutto negli ultimi anni. Il merito è di una foresta fotogenica e degli otto sentieri mozzafiato, facilmente percorribili, inaugurati all’inizio degli anni duemila. I sentieri di Taipingshan sono profondamente legati alla storia delle montagne. Molti seguono vecchi binari ferroviari costruiti negli anni venti durante il dominio coloniale giapponese (1895-1945). I giapponesi sono stati i primi a commissionare, nel 1914, un rilievo cartografico della zona. Quando i tecnici scoprirono ampie aree con cedri secolari dichiararono che la foresta era “la più preziosa di Taiwan”. Sottolinearono che il suo sviluppo “richiedeva un’attenzione urgente”. Fu costruito un sistema rudimentale di strade e funivie e la ferrovia fu completata nel 1924. Due anni dopo i treni non trasportavano più solo merci, ma anche turisti.

Gli itinerari

In quella prima ondata di visitatori c’erano anche botanici e cacciatori d’insetti armati di retini per farfalle, formaldeide e materiali per pressare e conservare i campioni di foglie. Nel luglio 1926 il naturalista Tadao Kano s’imbatté in una farfalla che svolazzava fuori dalla fitta foresta verde, descrivendola come “un sogno color pesca”. Era il primo esemplare mai osservato di Papilio maraho, le cui ali posteriori si allungano in un disegno di gocce rosse e nere. Oggi è considerata un tesoro nazionale di Taiwan.

Cinque anni dopo Shunichi Sasaki, anche lui naturalista, scoprì una specie unica di ciliegio, dai fiori bianchi come la neve, il ciliegio di Taipingshan (Prunus matuurai). Da allora sono state scoperte diverse specie endemiche e molte includono il nome Taipingshan nella classificazione scientifica.

Ancora oggi le montagne sono piene di animali selvatici. Recentemente ho incrociato uno splendido fagiano blu che passeggiava lungo il sentiero, indifferente alla mia presenza, con la sua coda dalle lunghe piume. Era un maschio della specie mikado, chiamato così in onore dell’imperatore giapponese. Il fagiano mikado è considerato una sorta di “uccello nazionale non ufficiale” di Taiwan, al punto che la sua immagine è sulla nuova banconota da mille dollari taiwanesi. L’aspetto del Taipingshan che preferisco è l’estrema serenità che si respira nelle foreste. Se volete fuggire da tutto ci si può rintanare tra cedri secolari avvolti dalle nuvole in cima a una montagna lontana. Se invece si vuole stare al sole c’è anche quello, ma quasi sempre solo la mattina. All’alba il cielo è terso, ma di solito verso mezzogiorno arrivano le nuvole e con loro la pioggia. Gran parte di questa atmosfera può essere apprezzata seguendo i sentieri del parco.

Ecco una breve guida per orientarsi tra i percorsi e le diverse aree del parco.

Treno Bong Bong Il treno giallo parte dalla stazione di Taipingshan Villa e arriva a quella di Maosing, viaggia su un binario a scartamento ridotto ed è l’attrazione più popolare del Taipingshan. La linea è lunga 2,5 chilometri ed è stata ricostruita seguendo un vecchio tracciato usato dai commercianti di legname giapponesi. In circa venti minuti trasporta i visitatori dal parcheggio o dalla struttura principale fino a un’area perfetta per immergersi nella foresta.

Il sentiero superiore e quello inferiore formano un circuito che si percorre in mezz’ora e s’incontrano cedri rossi piantati di recente, ma questa zona un tempo accoglieva alberi giganti millenari. Rimangono solo tronchi enormi e nodosi, contorsioni di legno antico, spesso con alberi più giovani che emergono dalle stesse radici.

Sentiero storico di Jiancing Il sentiero di Jiancing, il più fotogenico, permette ai visitatori di camminare seguendo i binari vecchi di un secolo usati per il trasporto di legname. È lungo appena un chilometro e può essere completato in quaranta minuti. Se invece ci si vuole addentrare nella foresta per scattare delle foto, allora ci vorrà almeno il doppio del tempo. La ferrovia, ricoperta da un folto muschio verde chiaro, è perfetta per scatti da cartolina. E quando il sentiero non è troppo affollato regala la stessa serenità di una cattedrale.

Mentre lo percorro sotto una pioggerella pomeridiana gli unici suoni che riesco a sentire sono quelli dei rigagnoli che scorrono nei canali ricoperti di muschio e dell’acqua che gocciola dalle foglie. È un fruscio molto dolce.

Sentiero della foresta delle tsughe Questo percorso offre una combinazione piuttosto singolare: una palude in cima a una montagna, insieme ad alcuni panorami arborei tra i più spettacolari della zona. L’escursione, lunga tre chilometri, parte poco più in alto rispetto alla struttura principale del Taipingshan, nei pressi di un tempio taoista che una volta era un altare shinto. Qui la foresta è composta soprattutto da tsughe cinesi, conosciute come “cedri di ferro” perché il loro legno è uno dei più duri di Taiwan. Questi giganti avvolti nella foschia e piegati dal vento ricordano i paesaggi pittorici. Immagino che il poeta della dinastia Ming Qu Rongzhi avesse in mente panorami simili quando scrisse il verso “nuvole bianche e profonde proteggono il cuore della montagna”.

Sentieri del lago Cueifong Il Cueifong, a un’altitudine di 1.840 metri e con una superficie di 25 ettari durante la stagione delle piogge, è il più grande lago di montagna di Taiwan. Il percorso di 4,8 chilometri che si snoda lungo lo specchio d’acqua è stato il primo “sentiero silenzioso” ufficialmente riconosciuto a Taiwan. Per completarlo servono circa tre ore. Dalla riva del lago parte anche il Wangyang (o vista dell’oceano), un sentiero che raggiunge una vetta a 2.050 metri. Nelle mattine più limpide i fotografi dilettanti affollano le piazzole panoramiche per immortalare l’alba sul Pacifico e la vicina isola Gueishan.

Un terzo percorso, il sentiero del faggio di Taiwan, offre un’escursione di otto chilometri attraverso una foresta composta da specie endemiche e uniche di faggio. Per completarlo ci vogliono dalle tre alle quattro ore. Oltre al vantaggio di essere quasi sempre poco affollato, offre panorami molto belli.

Sentieri più lunghi Due dei sentieri di Taipingshan si collegno a percorsi più lunghi, ideali per escursioni di più giorni e attività di montagna. Tra questi, un trekking in cresta che collega diverse cime sopra i duemila metri e che include una lunga e ripida discesa verso la costa pacifica di Taiwan, da un luogo che gli indigeni chiamavano un tempo Yapulasai (il luogo della discesa).

Questi sentieri richiedono permessi di montagna e possono essere pericolosi, perché può capitare che le frane spazzino via dei tratti del percorso. Si consiglia di affidarsi a una guida locale. Per saperne di più sui sentieri di montagna a Taiwan, si può consultare il sito Taiwan trails and tales. Per informazioni più dettagliate, il sito in cinese Hiking note offre mappe dei sentieri in formato gpx e diari di trekking di altri escursionisti. ◆ as

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Questo articolo è uscito sul numero 1684 di Internazionale, a pagina 72. Compra questo numero | Abbonati