Ognuno legge i giornali e le riviste a modo suo. C’è chi comincia dalla fine, chi da una certa rubrica. Alcuni sfogliano e poi tornano indietro per leggere dalla prima all’ultima pagina, altri vanno a caso senza un ordine preciso. Tutti, però, vedono o passano dalla prima pagina o dalla copertina. La lettura dei giornali su internet è un’altra cosa. E non solo perché il mezzo è diverso.

Online i concetti di “inizio” e soprattutto di “fine” sono relativi. Non esiste un’ultima pagina, un limite fisico oltre il quale non c’è più niente. C’è però una pagina iniziale, il cui nome è rimasto in inglese, home page. Ma è una pagina da cui passano pochissime persone: di solito circa il 20 per cento di tutti i visitatori di un sito transita da questa prima pagina. La stragrande maggioranza delle persone arriva direttamente sulle pagine interne, attraverso i social media o dopo aver fatto una ricerca. Malgrado sia vista da relativamente poche persone, l’home page è comunque fondamentale, perché indica le scelte e le priorità di un giornale, gli argomenti che la redazione considera più importanti. E poi perché sull’home page arrivano lettori e lettrici preziosi, intenzionali, che scelgono proprio quel giornale e che non finiscono sul suo sito per caso.

Per questo abbiamo impiegato quasi due anni a riprogettare integralmente l’home page del sito di Internazionale. Ascoltando abbonate e lettori abituali, coinvolgendo designer ed esperte di interfaccia, affidandoci infine al lavoro di tecnici e sviluppatrici. L’obiettivo della nuova home page, che è online già da qualche giorno, è organizzare in modo chiaro tutti i contenuti e renderli facilmente accessibili. Ci piacerebbe che passare da questa pagina diventi un’abitudine quotidiana per chi segue Internazionale. E che insieme al podcast e alla newsletter della mattina sia un modo per cominciare la giornata avendo gli strumenti per capire dove va il mondo. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1663 di Internazionale, a pagina 5. Compra questo numero | Abbonati