C’è un posto in cui il controllo della vita attraverso la tecnologia digitale che ha immaginato Dave Eggers nei suoi romanzi Il cerchio (2013) e The every (2022) è già praticato: la Cina. In questo ricco reportage, documentato e ben costruito, due giornalisti investigativi del Wall Street Journal spiegano come.

Partono dalla regione dello Xinjiang, in cui il governo sta perfezionando una schedatura di massa e una sorveglianza assoluta della minoranza uigura per sopprimere tramite sistematici imprigionamenti, torture e lavaggi del cervello il movimento di opposizione sorto al suo interno.

Poi tornano indietro e ripercorrono la storia dello sviluppo tecnologico negli ultimi cinquant’anni in Cina, raccontando gli inizi incerti seguiti dall’accelerazione impressa da Xi Jinping, che, tra l’altro, ha reso Hangzhou una smart city efficientissima in cui nulla sfugge a un centralizzato City Brain, dalla gestione del traffico alle biciclette in divieto di sosta.

Inoltre mostrano come i sistemi cinesi di sicurezza si stanno diffondendo altrove, a partire da alcuni paesi africani come l’Uganda, mentre all’interno della Cina si ridefinisce al ribasso la nozione di privacy e si sperimentano tecniche sempre più invasive. Dalla lettura del libro si riemerge convinti che solo la democratizzazione possa impedire agli stati, in oriente e in occidente, di abusare di mezzi ormai largamente disponibili. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1487 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati