Non è facile dire cosa sia un saggio. Secondo Matteo Marchesini è un discorso in cui s’incontrano due tendenze, “quella a ragionare sulle visioni del mondo e a cogliere certi fenomeni oggettivi” e quella a descrivere “la radice soggettiva da cui proviene ogni teorizzazione”, dunque un testo che dà conto della generazione di un’idea. La sua posizione liminare rispetto ad altri generi testuali (il corsivo, il testo accademico, il reportage) ne fanno un genere sfuggente che, a differenza di altri, non è stato studiato né antologizzato. Secondo Marchesini e Alfonso Berardinelli, che firmano rispettivamente introduzione e prefazione del volume, si tratta di una lacuna grave: specialmente in Italia i saggi hanno una tradizione forte che, a differenza di romanzi e poesie, non può essere letta come versione locale di tendenze europee e che nel novecento ha costituito l’espressione più chiara della cultura del paese. Da qui questa corposa antologia che comprende 106 autori ordinati cronologicamente. Si parte da due modelli inimitabili e imitati, D’Annunzio e Croce, e si arriva ad autori attivi come Siti o Rasy, passando per nomi noti e meno noti, attraverso interventi di vario genere. Si scoprono o riscoprono testi che sebbene talvolta legati a occasioni specifiche si conservano freschi e limpidi e insegnano a pensare. ◆

Quodlibet, 1.450 pagine, 36 euro Non è facile dire cosa sia un saggio. Secondo Matteo Marchesini è un discorso in cui s’incontrano due tendenze, “quella a ragionare sulle visioni del mondo e a cogliere certi fenomeni oggettivi” e quella a descrivere “la radice soggettiva da cui proviene ogni teorizzazione”, dunque un testo che dà conto della generazione di un’idea. La sua posizione liminare rispetto ad altri generi testuali (il corsivo, il testo accademico, il reportage) ne fanno un genere sfuggente che, a differenza di altri, non è stato studiato né antologizzato. Secondo Marchesini e Alfonso Berardinelli, che firmano rispettivamente introduzione e prefazione del volume, si tratta di una lacuna grave: specialmente in Italia i saggi hanno una tradizione forte che, a differenza di romanzi e poesie, non può essere letta come versione locale di tendenze europee e che nel novecento ha costituito l’espressione più chiara della cultura del paese. Da qui questa corposa antologia che comprende 106 autori ordinati cronologicamente. Si parte da due modelli inimitabili e imitati, D’Annunzio e Croce, e si arriva ad autori attivi come Siti o Rasy, passando per nomi noti e meno noti, attraverso interventi di vario genere. Si scoprono o riscoprono testi che sebbene talvolta legati a occasioni specifiche si conservano freschi e limpidi e insegnano a pensare.

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Questo articolo è uscito sul numero 1659 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati