I tedeschi non sapevano quasi niente di lui fino al luglio del 2016, quando il tabloid Bild ha pubblicato la sua foto sulla pista dell’aeroporto di Monaco. Indossava una canottiera che copriva solo metà della pancia e dei jeans a vita bassa, che lasciavano in parte scoperto un enorme tatuaggio sulla schiena.

In Baviera, lontano da Bangkok, dai suoi palazzi e dalla sinistra reputazione che si è guadagnato, l’erede al trono tailandese Maha Vajiralongkorn ha passato i giorni più tranquilli degli ultimi anni, mentre suo padre, Bhumibol Adulyadej, era costretto a letto e i suoi sudditi, l’esercito e l’élite politica tailandese temevano che la morte del sovrano fosse imminente.

L’epilogo temuto è arrivato il 13 ottobre 2016, dopo settant’anni e 126 giorni di regno. A quel punto Vajiralongkorn è rientrato nel paese, per poi ripartire quindici giorni dopo. Il popolo tailandese ha portato il lutto per la morte di Rama IX – il nome dinastico di Bhumibol Adulyadej – per un anno, fino alla cremazione, avvenuta il 26 ottobre 2017. Maha Vajiralongkorn è stato proclamato re il 1 dicembre del 2016, ma deve ancora essere incoronato. Quando sarà la cerimonia? “Verso la fine dell’anno”, aveva annunciato a ottobre il vicepremier Wissanu Krea-Ngam. Ma il 2017 è passato e l’incoronazione non c’è ancora stata, e nel governo nessuno sa dire quando l’erede si deciderà a firmare il decreto. Potrebbe farlo a marzo o più probabilmente entro la fine del 2018.

La personalità di Maha Vajiralongkorn è un argomento delicato in Thailandia. Il suo carattere irascibile, i capricci, i matrimoni e le amanti ripudiate sono un segreto di Pulcinella nel paese, ma restano un tabù. Guai a chi lo infrange. L’articolo 112 del codice penale prevede una pena fino a quindici anni di carcere per chiunque si azzardi a insultare o anche solo a criticare la monarchia. Nel 2015 un uomo è stato arrestato per un commento sarcastico sul cane del re, un altro solo per aver condiviso su Facebook un fotomontaggio. In ogni caso, la stranezza del nuovo sovrano è nota. Quando nel 2010 l’ambasciatore statunitense a Bangkok, Eric G. John, chiese al generale e reggente Prem Tinsulanonda dove si trovasse il principe, il capo del consiglio privato del re Rama IX gli rispose: “Sapete bene com’è la sua vita sociale…”. Un documento pubblicato da Wikileaks contiene la testimonianza di un altro ambasciatore statunitense, Ralph Boyce, su una cena da 600 persone, organizzata da Vajiralongkorn quando era principe, durante la quale il suo barboncino, Foo Foo, fu nominato comandante dell’aviazione con tanto di conferimento dei gradi. Il cane salì sul tavolo e bevve dai bicchieri degli invitati, compreso quello del diplomatico.

Un Budda vivente

L’establishment tailandese avrebbe preferito vedere sul trono la principessa Sirind­horn, amata dal popolo e sempre sensibile ai progetti di sviluppo rurale. Ma non sarebbe mai stato possibile: la principessa non è sposata e non ha figli. Tra l’altro Rama IX aveva già promesso il trono al figlio durante una cerimonia nel 1972.

Il nuovo re è innamorato della Germania. Nel 2015, quando il padre era già in precarie condizioni di salute, Vajiralong­korn ha comprato due case in ricchi centri abitati sulle rive del lago Starnberg, nell’Alta Baviera. Il lago maestoso, i monti innevati, la lontananza, una specie di libertà: Maha Vajiralongkorn, che nel suo regno possiede tutto, è riuscito a trovare queste cose solo tra Monaco e le stazioni alpine.

Nella cittadina di Tutzing, in Baviera, il suo palazzo giallo è costato circa dodici milioni di euro. “Lo trattano come un Budda vivente. Quando fissa qualcosa i servitori cercano d’interpretare i suoi desideri basandosi sullo sguardo”, spiega Guido Lindner, gestore del vicino Hotel du Lac, che Vajiralongkorn ha cercato di comprare senza riuscirci. Il re ha vissuto anche a pochi chilometri di distanza, a Feldafing, dividendo il suo tempo tra le varie compagne e uno dei figli, che abita con lui.

Il lago di Starnberg si trova in una regione dove i grandi imprenditori e i musicisti famosi vengono a cercare la pace e la tranquillità. È più discreto rispetto all’hotel Hilton a quattro stelle dell’aeroporto di Monaco, frequentato spesso in passato dal re e ancora oggi tappa ricorrente dei suoi viaggi, soprattutto perché si affaccia direttamente sulle piste d’atterraggio.

A 65 anni il nuovo re non sembra molto interessato alla popolarità. Ma può contare su una stampa asservita e sulla propaganda

Vajiralongkorn si è formato all’accademia militare australiana ed è fissato con gli aerei. Pilota regolarmente il suo Boeing 737, che i curiosi seguono sui siti specializzati in rotte aeree. Nella biografia di Rama IX, intitolata The king never smiles (Il re non sorride mai), che in Thailandia è vietata, il giornalista statunitense Paul Handley racconta di quando, durante una visita in Giappone nel 1987, Vajiralongkorn non gradì una sosta in autostrada decisa dall’autista giapponese. Notoriamente rancoroso, nove anni dopo il principe vendicò quel torto. In occasione di un vertice a Bangkok, ai comandi di un F-5 sulla pista d’atterraggio e affiancato da altri due caccia dell’esercito, impedì per diversi minuti all’aereo del primo ministro giapponese di atterrare.

I suoi soggiorni nell’hotel dell’aeroporto, gestito dal gruppo Kempinski (il re tailandese è stato a lungo azionista del loro fondo d’investimento) prima di essere ceduto alla catena Hilton, sono stati spesso fonte di problemi, come racconta un ex dipendente dell’albergo. Diverse volte all’anno il principe ha vissuto nell’albergo per due o tre mesi. A volte l’ambasciata tailandese a Berlino avvisava l’hotel con pochi giorni d’anticipo.

Qualche anno fa la direzione è stata costretta a spostare all’ultimo momento una conferenza organizzata dalla compagnia assicurativa Allianz, alla quale erano invitate centinaia di persone, solo perché Vajiralongkorn aveva deciso all’improvviso di fermarsi a Monaco.

Sguardi e inchini

A ogni visita, insieme al principe arrivavano tonnellate di bagagli. L’albergo doveva riorganizzare interi piani 0 una delle due ali dell’albergo, a seconda di quali amanti erano presenti contemporaneamente.

Le autorità tailandesi chiedevano perfino al personale dell’albergo d’inchinarsi di fronte al sovrano. La direzione rifiutò, ma fu stabilito che nessuno doveva incrociare lo sguardo del principe né rivolgergli la parola. Nella camera di Vajiralongkorn i muri furono ricoperti di foto delle sue auto da collezione. Un giorno le cameriere scoprirono che il personale tailandese aveva attaccato al muro anche un ritratto di Adolf Hitler, racconta l’ex dipendente, che ancora oggi non sa dire se l’iniziativa nascesse da una profonda ignoranza o da un discutibile apprezzamento. La direzione dell’albergo dovette insistere a lungo con l’inviato dell’ambasciata per far sparire il ritratto di Hitler.

Nessuna empatia

Oltre agli aerei, Rama X ama anche le escursioni in bicicletta in Baviera. Lo scorso aprile il principe è arrivato in bicicletta al Gasthof Stern, chiamato anche “l’albergo della stella”, uno dei grandi chalet tradizionali del pittoresco borgo alpino di Unterammergau, con al seguito una trentina di servitori e la sua compagna Suthida, un’ex hostess della Thai Airways.

Dopo aver provato alcuni piatti bavaresi, Maha Vajiralong­korn è ripartito a bordo di una Porsche. Lo si vede regolarmente passare anche per Eschenlohe, o ancora a Murnau am Staffelsee, un piccolo centro dove in passato ha vissuto il pittore Vasilij Kandinskij.

Il contesto è molto meno bucolico quando il principe pedala nel suo regno. Nel 2015 una processione in bicicletta per le strade di Bangkok, organizzata per rendere omaggio a Rama IX, avrebbe dovuto mostrare alla popolazione un principe umile e simpatico.

Biografia

1952 Nasce nel palazzo Dusit di Bangkok,
in Thailandia.

1975 Diventa ufficiale dell’esercito.2016Muore suo padre, il re Bhumibol Adulyadej, conosciuto come Rama IX.2016 Maha Vajiralongkorn accetta la nomina di sovrano della Thailandia, ma rimanda
a data da destinarsi la sua incoronazione.


Un mese e mezzo prima della manifestazione, però, un famoso medium al servizio di Vajiralongkorn fu accusato di aver intascato una parte del denaro donato per l’evento da alcune aziende. Poche settimane dopo il suo arresto, l’uomo morì per un’“infezione del sangue”, mentre un funzionario di polizia finito in carcere con le stesse accuse fu ritrovato impiccato in una prigione militare.

La terza vittima legata allo scandalo fu un’ex guardia del corpo del principe. “Ci dissero solo che era morto e che non potevamo parlarne nei nostri articoli”, racconta un giornalista tailandese. Quando ci sono scandali di questo tipo i collaboratori del re si rivolgono con discrezione ai direttori dei quotidiani, che inoltrano gli ordini alle redazioni.

Una censura simile, racconta il giornalista, è stata imposta alla stampa anche quando il principe ha ripudiato la sua terza moglie, Srirasmi, che era apparsa in tanga in occasione del compleanno del principe nel 2007. Il video della festa era finito su internet ed era subito diventato il simbolo del tenore di vita discutibile del principe, in un paese dove i turisti non possono visitare il palazzo reale con le spalle scoperte. Caduta in disgrazia, Srirasmi avrebbe ricevuto l’ordine di non rimettere mai più piede a Bangkok. Si dice che viva sotto sorveglianza a ovest della capitale. Almeno tre componenti della sua famiglia sono stati arrestati per lesa maestà.

Il figlio di Srirasmi, di undici anni, educato in Germania, è stato probabilmente separato dalla madre. Oggi il bambino è primo in ordine di successione al trono, dato che nel 1997 il padre ripudiò la sua seconda moglie, un’attrice, e fece sapere al preside di una scuola britannica che avrebbe smesso di pagare la retta per i quattro figli avuti con la donna. Il principe è rimasto in contatto solo con la figlia. I quattro ragazzi vivono negli Stati Uniti e le loro lettere con la richiesta di poter tornare in Thailandia non hanno ricevuto risposta. “È intelligente, può anche essere affascinante. Ma non ha nessuna empatia”, racconta un uomo d’affari tailandese.

Il principe è convinto che il potere gli spetti e basta. In uno dei rari filmati d’archivio in cui lo si vede parlare, registrato nel 1979, Maha Vajiralongkorn ribadisce il concetto. A un giornalista che gli chiede cosa pensa della sua condizione sociale, risponde imbarazzato: “Dal mio primo secondo di vita sono stato un principe. È difficile per un pesce o un uccello spiegare cosa significa essere un pesce o un uccello”. Secondo un suo ex compagno di stanza a Millfield, un college britannico famoso per l’attività sportiva e frequentato dai figli di buona famiglia che non sono riusciti a entrare in quello più prestigioso di Eton, il nuovo re sente un forte bisogno di imporsi sugli altri.

Rupert Christiansen, un critico musicale del Telegraph, ricorda che Mahidol, nome con cui era conosciuto il principe all’epoca, “aveva una personalità doppia, instabile. Voleva essere temuto”. Negli anni ottanta veniva chiamato Sia O, un soprannome dovuto ai suoi legami, reali o presunti, con la mafia cinese.

“Sarà il regno della paura, non quello dell’amore”, prevede Pavin Chachavalpongpun, professore in esilio ed ex diplomatico, molto critico nei confronti del regime militare e dell’attuale situazione della monarchia tailandese.

Il regno della paura

A 65 anni, il nuovo re non sembra molto interessato alla popolarità. Ma può contare su una stampa asservita e su un solido apparato di propaganda. Nei cinema tailandesi i film cominciano con un video che omaggia il sovrano. Gli basterebbero poche visite nelle risaie e qualche gesto di solidarietà verso i contadini per conquistare il cuore del popolo, come ha saputo fare la sorella. Ma per ora il regno resta immerso nell’incertezza.

Nel 2014 questa rischiosa transizione aveva già spinto l’esercito a prendere il potere. Tre anni e mezzo più tardi, i militari sono ancora al potere. “L’esercito lavora in previsione di quello che potrebbe soddisfare il re”, spiega lo specialista di questioni tailandesi Eugénie Mérieau, professore all’università di Gottinga. Secondo Mérieau c’è il rischio di un “neoassolutismo” perché Vajiralongkorn, nel tentativo di consolidare il suo potere, potrebbe cancellare le libertà politiche.

Appena nominato re dal parlamento, Vajiralongkorn ha fatto togliere dalla costituzione un articolo che impone la firma di un ministro o del presidente del parlamento per qualsiasi proclama reale, rafforzando il suo potere. A ottobre è stato annunciato il trasferimento di 420 milioni di euro in azioni della Siam Commercial Bank, passata sotto il controllo del re, a un beneficiario sconosciuto, probabilmente lo stesso sovrano.

A marzo 69 milioni di tailandesi assisteranno all’incoronazione di Maha Vajiralongkorn? Forse l’attesa sarà più lunga. Il 24 dicembre 2017 il Boeing 737 immatricolato Hs-hrh ha fatto l’ennesimo volo tra Monaco e un aeroporto della Germania centrale, dove il re perfeziona la sua tecnica di atterraggio.◆ as

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Questo articolo è uscito sul numero 1244 di Internazionale, a pagina 68. Compra questo numero | Abbonati