Pina Irace riesce, con una lingua densa e poetica, a raccontare il cambiamento totale che avviene nella vita di Daniele, un ragazzo i cui genitori si stanno separando. Per lui ormai è come vivere due volte se stesso: c’è un Daniele con la mamma e un Daniele con il papà. Tutto è di fatto doppio nella sua vita, dai regali che riceve alla cameretta che custodisce il suo sonno e i suoi segreti. Si sente diviso a metà da una decisione che non è sua, ma che in fondo deve subire, frammentato da una vita che non è pronto a vivere. I genitori lo amano, ma il concetto stesso di famiglia è ormai destinato a cambiare. Nell’attesa che questa nuova vita gli insegni un alfabeto diverso per stare al mondo, Daniele va al mare dai nonni, come ha sempre fatto, nella bella e misteriosa Torre di Fornillo. È qui che il mistero prende il posto dell’angoscia del vivere. Ci sono le pastarelle, le nuotate, la barca e le chiacchiere, ma c’è anche una scaglia di pesce, tutta luminosa, che il ragazzo trova sulla spiaggia e che lo trasporta in un universo fatto di antiche leggende di pescatori, mondi fatati e sogni. Saranno proprio queste storie a fargli capire che stare a metà tra le cose, le persone e il mondo non è così male. Un romanzo intenso sulla fragilità del vivere e del crescere. Igiaba Scego

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Questo articolo è uscito sul numero 1680 di Internazionale, a pagina 83. Compra questo numero | Abbonati