Lily Berlin Dodd è una scrittrice ed educatrice statunitense che ha molto a cuore il futuro dei ragazzi. Laureata alla Yale university fa parte dell’associazione Writers and artists across the country, che invia autori e illustratori in scuole con risorse insufficienti. Le sue storie non sono mai manichee e cercano di educare alla complessità. La sua penna scivola sulla pagina con una prosa piena di suspence e bellissima da leggere. A questa lingua ha contribuito in italiano una traduzione di eccezione, quella di Licia Troisi, regina indiscussa e amatissima del fantasy italiano. Un’accoppiata vincente. Come lo è anche quella dei due protagonisti di questo romanzo. Da una parte c’è Eva Alexander che esce dai grandi magazzini dove l’ha portata il padre con un uovo di aerimando (una specie di drago). Non sa bene cosa sia e non sa che è l’ultimo rimasto al mondo. Dall’altra c’è Stinto St. Ichabod che vive in un riformatorio-caseificio per “delinquenti”, incaricato da una banda ribelle, quella dei “ladri”, di recuperare l’uovo. I due ragazzi s’incontrano, diventano nemici e poi amici. Si capisce pagina dopo pagina che la realtà è difficile da decifrare e che a volte confondiamo il bene con il suo contrario, e viceversa. Un romanzo che diverte tenendoci sulle spine e ci insegna a non dare nulla per scontato. Igiaba Scego

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Questo articolo è uscito sul numero 1689 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati