Prima che passasse alla storia come “il funerale”, tutti pensavano che sarebbe stata semplicemente la proiezione di un film. Era il 2023 e Coyote vs. Acme era pronto per la distribuzione. Il regista Dave Green, ispirato da Chi ha incastrato Roger Rabbit, aveva appena completato il montaggio tra le scene animate e le riprese dal vivo. Il progetto, nato da un articolo di Ian Frazier sul New Yorker, era una scommessa audace, ma sembrava anche vincente.

Le aspettative erano alte, anche perché i test sul pubblico avevano prodotto ottimi risultati. Eppure, pochi giorni prima che Will Forte (sua la voce di Willy il Coyote) potesse vederlo, il film è stato cancellato. La Warner Bros non ha semplicemente annullato la proiezione: ha proprio fatto fuori il film. Non era un rinvio dell’uscita nelle sale e nemmeno un ripiegamento sullo stream­ing. Hanno cancellato l’intero progetto.

Resurrezione di un film

“Ho pensato: ‘Be’, se lo hanno bocciato si vede che è venuto proprio male’”, racconta Forte. L’attore si è unito al resto del cast e alla troupe per vedere un film che sarebbe sparito, convinti che fosse pessimo. “È in quel momento che la questione è diventata surreale”, ricorda Forte. “Il film era esattamente come speravo che fosse, forse anche meglio. La cancellazione non aveva nessun senso. Ho attraversato una serie di emozioni: confusione, frustrazione, rabbia. Era incomprensibile. Ci siamo guardati intorno come a dire ‘che diavolo sta succedendo qui?’”.

L’eliminazione di un film già completato non si era mai vista. A quanto pare il motivo era che secondo David Zaslav, amministratore delegato della Warner, la spesa prevista per la promozione di Coyote vs. Acme sarebbe stata compresa tra trenta e quaranta milioni di dollari: troppo. Tanto valeva bloccare tutto e incassare una deduzione fiscale da 70 milioni di dollari. Così _Coyote vs. Acme _è sparito.

Fino a quando, a tre anni dal suo “funerale”, il film è risorto dalle sue ceneri esattamente come il suo impavido protagonista. Dopo un’ondata di proteste, infatti, la Warner ha messo in vendita Coyote vs. Acme, e a quel punto Ketchup Entertainment, distributore indipendente che l’anno scorso ha firmato un altro film dell’universo Looney Tunes intitolato Un’avventura spaziale, lo ha acquistato per circa 50 milioni di dollari. Il 28 agosto, finalmente, Coyote vs. Acme ha visto la luce del giorno.

Le persone coinvolte nel progetto hanno la sensazione di aver fatto un lungo giro sulle montagne russe. Eric Bauza, che nel film presta la voce a Duffy Duck, Bugs Bunny e altri personaggi, non ci ha creduto fino a quando non è passato davanti a un cinema vicino a casa. “C’era il poster di Coyote vs. Acme”, racconta. “L’idea che la gente avrebbe potuto vederlo mi ha emozionato”. In un’intervista recente, Green si è detto ancora incredulo. “Mi sembra un sogno. Non avrei mai pensato che oggi sarei stato qui a parlare con voi”.

Coyote vs. Acme (warner bros)

Gli autori e il nuovo distributore stanno approfittando della tortuosa storia del progetto per promuoverlo come “il film che Acme non voleva farvi vedere”, una scelta che dà a Coyote vs. Acme una nuova dimensione metanarrativa. La premessa della trama, infatti, è che Willy il Coyote, dopo aver utilizzato per anni prodotti difettosi della Acme nella sua caccia a Beep Beep, decide di portarla in tribunale. In questo senso gli eventi drammatici che hanno segnato la produzione del film rispecchiano la storia: un outsider vittima di una multinazionale. “Non posso fare a meno di percepire il film in una nuova luce”, spiega Green. “Sembra che abbiamo scritto la sceneggiature dopo la cancellazione”.

A molti le traversie del film non erano andate giù. Registi come Christopher Miller, Phil Lord, Daniel Kwan e Daniel Scheinert l’avevano definito troppo bello per finire nella pattumiera dell’intrattenimento, e perfino alcuni politici, come il parlamentare democratico del Texas Joaquin Castro, avevano invitato il ministero della giustizia a indagare sulla decisione della Warner Bros. Bauza, doppiatore esperto, ha fatto il possibile per diffondere sui social media l’hashtag #ReleaseCoyoteVsACME, ma la sua iniziativa più spettacolare è arrivata senz’altro in occasione degli Annie Awards, nel 2024, quando ha ottenuto un applauso scrosciante dalla platea lanciando un appello per il film con la voce di Duffy Duck. “Quando si tratta di supplicare, Duffy è il personaggio perfetto”, racconta. “Mi è sembrata una buona scelta”.

Il messaggio positivo

Sono stati in molti a dare battaglia per salvare il film. Anche per questo, Green non si è mai sentito solo nella sua causa. “Guardavo il telefono e vedevo il video di un tizio con indosso il costume di Willy il Coyote fuori dagli studi della Warner con un cartello di protesta in mano, sotto la pioggia. Sono cose incredibili”, racconta.

Allo stesso tempo, la vicenda testimonia una nuova svolta preoccupante nel mondo del cinema, che ha segnato profondamente tutte le persone coinvolte nella produzione di Coyote vs. Acme. Questo non è il caso di un giovane regista a cui non è stato permesso di completare il suo primo film, ma di due anni di lavoro su una delle saghe più rappresentative della Warner Bros. “Non so quale sia stato il loro giudizio”, ammette Bauza. “Sapevano cosa stavano facendo o si sono limitati a guardare i numeri? Vista da fuori è una situazione poco rassicurante. Qualunque professionista penserà: ‘Se trattano così i Looney Tunes, figuriamoci cosa faranno con il mio progetto’”.

“Negli ultimi anni il percorso dei film dalla nascita alla diffusione è cambiato profondamente”, aggiunge Bauza. Coyote vs. Acme era stato approvato quando la Warner Bros stava cercando di districarsi nel caos della pandemia e i cinema non riuscivano a sostenere l’attività. Ora, invece, il film arriva nelle sale in un contesto molto diverso, in cui le sale fanno affari d’oro.

Per Green, il fatto che Coyote vs. Acme sia finalmente sottoposto al giudizio del pubblico è il segno che Holly­wood sta tornando al passato. “L’industria del cinema, per quanto possa sembrare strano, è alimentata dal desiderio di creare degli artisti, dei registi, degli attori e degli sceneggiatori”, spiega Green. “Niente priverà i creativi di questo desiderio. E fino a quando continueremo a creare ci sarà un’industria del cinema”.

Forte non è ancora del tutto convinto da questo lieto fine. La cancellazione iniziale di Coyote vs. Acme è stata un colpo “crudele e spietato”, racconta. “Il messaggio sconsolante è: non fidarti più di nessuno. Ma ce n’è anche uno positivo: non abbandonare la speranza. Cercherò di concentrarmi sul secondo”. ◆ as

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Questo articolo è uscito sul numero 1682 di Internazionale, a pagina 74. Compra questo numero | Abbonati