Quando il covid-19 ha colpito per la prima volta l’Italia, travolgendo gli ospedali e innescando il primo lockdown in occidente, gli italiani sono stati una fonte d’ispirazione per il mondo con la loro capacità di reagire e il loro senso civico, restando a casa e cantando dai balconi. La ricompensa per quei mesi di quarantena è stata un forte calo dei contagi, il ritorno alla quasi normalità e la soddisfazione di essere indicati come un modello da tutti quelli che di solito hanno un atteggiamento paternalistico nei confronti dell’Italia.

Oggi il paese sembra molto lontano dalle canzoni e dall’estate di libertà. Mentre la seconda ondata del virus paralizza l’Europa rendendo necessarie nuove chiusure, l’Italia è l’emblema della disperazione, della stanchezza e della paura che si stanno diffondendo in tutto il continente. La Francia ha introdotto un nuovo lockdown nazionale per contenere un aumento esponenziale dei contagi e la Germania ha imposto restrizioni molto severe. L’Irlanda ha ridotto la possibilità di spostamenti e ha vietato le visite nelle case di amici e parenti. In tutta Europa i governi si stanno affrettando ad aiutare la popolazione, a mantenere le scuole aperte e a salvare l’economia. Se non sono state contagiate dal virus, le persone sono comunque stanche. In Italia questo sentimento si è trasformato in rabbia.

Euforia estiva

Il paese che ha dato all’occidente un’anteprima del terrificante impatto del covid-19, mostrando la necessità e l’efficacia di un lockdown nazionale, e che per un breve periodo estivo è sembrato un’oasi all’interno di un continente infetto, oggi deve affrontare una fase più cupa. La situazione italiana è diventata un simbolo del vantaggio sprecato dall’Europa, dell’impotenza delle mezze misure davanti a un virus che non scende a compromessi e delle conseguenze politiche e sociali dell’incapacità di mantenere le promesse.

Gli italiani, svanita l’euforia estiva, sono esasperati. “Siamo arrivati al limite”, conferma Emanuele Tudini, ricordando che all’inizio della crisi sua moglie aveva applaudito i medici dalle finestre di casa e i suoi figli avevano disegnato arcobaleni con la scritta “Andrà tutto bene”.

Incontro Tudini nel suo bar davanti al Pantheon, nel centro di Roma, dove alcuni cuochi, ristoratori e proprietari di bar si sono riuniti per protestare contro le nuove misure introdotte dal governo, che prevedono la chiusura dei locali alle 18. È stata una delle decine di proteste (in gran parte pacifiche) esplose in tutto il paese negli ultimi giorni. “C’è tanta rabbia, tanta sofferenza”, spiega Tudini.

Gli ospedali italiani sono di nuovo in difficoltà. Le terapie intensive si stanno riempiendo. Milano, motore dell’economia italiana, è la nuova capitale del contagio. Il sud, più povero e vulnerabile, è a rischio e i napoletani hanno protestato violentemente contro le chiusure imposte per evitare quello che potrebbe essere un massacro. I romani, aspettando un assedio, oscillano tra il godersi gli ultimi giorni di libertà e il rintanarsi durante notti insolitamente tranquille. In tutto il paese l’inquietudine si sta trasformando in agitazione. Una folla si è radunata a Trieste per chiedere di poter continuare a lavorare. I manifestanti hanno occupato le piazze di molte grandi città, a Palermo, a Bologna e a Verona. Le proteste sono state quasi sempre pacifiche, ma i manifestanti si sono scontrati con la polizia a Firenze e a Roma. Delinquenti, teppisti ed estremisti di destra hanno sfruttato la rabbia della popolazione infiltrandosi nelle manifestazioni a Napoli, Torino e Roma, incendiando cassonetti e lanciando bombe molotov. La polizia, onnipresente, ha risposto con gli idranti. Gli italiani sembrano sempre più intolleranti verso un governo che produce decreti d’emergenza con la frequenza con cui un croupier gira le carte sul tavolo da gioco. Il 12 ottobre il presidente del consiglio Giuseppe Conte, che inizialmente aveva garantito l’arrivo di un vaccino entro dicembre e ora promette un “sereno” Natale, aveva dichiarato: “Escluderei un nuovo lockdown e lo diciamo a ragion veduta”.

Il 28 ottobre Conte è stato meno categorico e ha annunciato che l’Italia è entrata in quello che ha definito “lo scenario di tipo 3”, invitando la popolazione a rispettare le nuove misure per evitare che il virus si diffonda in modo incontrollabile. Il 30 ottobre il governo ha cominciato a prepararsi per la “scenario 4”, che prevede l’introduzione dei lockdown nella maggioranza delle regioni. Ma per molti italiani il danno è già enorme.

Da sapere
Cosa prevede il nuovo decreto

◆ Il decreto del presidente del consiglio dei ministri (dpcm) firmato il 4 novembre da Giuseppe Conte prevede alcune restrizioni in tutto il territorio nazionale: limitazione della circolazione delle persone dopo le 22, chiusura di musei e mostre, attività didattica in presenza per scuole elementari e medie e per i servizi all’infanzia, didattica a distanza per le scuole superiori, capienza massima dei mezzi di trasporto pubblico ridotta al 50 per cento, ristoranti e bar aperti dalle 5 alle 18, ristorazione con consegna a domicilio fino alle 22. Inoltre il paese è diviso in fasce **a seconda dell’andamento epidemiologico: in quella che i giornali chiamano fascia **verde bisogna rispettare solo le restrizioni nazionali. In quella arancione è vietato ogni spostamento, in entrata e in uscita dalle regioni e nei comuni diversi da quello di residenza. Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione. Nella rossa è vietato ogni spostamento anche all’interno del territorio, salvo che per ragioni di salute, necessità, urgenza, per andare a scuola, per fare una passeggiata o fare sport (da soli) all’aperto. È stato deciso di chiudere i negozi al dettaglio, tranne alimentari, farmacie, edicole e parrucchieri. È prevista l’attività scolastica in presenza solo per scuola dell’infanzia, elementare e prima media. La definizione delle varie fasce è decisa dal ministero della salute, che si confronterà con le regioni, per un minimo di 15 giorni. Il decreto è in vigore dal 5 novembre al 3 dicembre. Il Post, Corriere della Sera


Conte ha spiegato che ci saranno nuovi aiuti alle aziende per almeno cinque miliardi di euro. Il 30 ottobre è stato introdotto, fino a marzo, un nuovo blocco dei licenziamenti. Il governo ribadisce di voler snellire la burocrazia e garantisce che gli aiuti economici arriveranno rapidamente agli italiani. Ma già in passato non è stato in grado di mantenere le promesse. Molti lavoratori dichiarano di non ricevere la cassa integrazione da maggio. I commercianti che in passato avevano sposato lo slogan “Resto a casa”, oggi sono passati a “Io resto aperto”. In Italia, a differenza di quanto succede in Francia o in Germania, la scuola in presenza non è una priorità, commentano gli esperti dell’istruzione.

Mesi fa il comitato tecnico-scientifico riunito dal governo Conte aveva chiesto di aumentare il personale medico, ma solo di recente l’esecutivo ha avviato le procedure per l’assunzione di migliaia di operatori sanitari e personale dedicato al tracciamento dei contatti. Ad aprile lo stesso comitato aveva invitato il governo a rafforzare la flotta di autobus per evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto. Ancora oggi i mezzi d’informazione diffondono immagini di autobus strapieni. Il capo del governo ha dichiarato che l’obiettivo principale delle nuove misure restrittive è ridurre l’uso dei mezzi pubblici.

Tasso di disoccupazione

“I ristoranti e i bar sono più sicuri dei trasporti pubblici”, sottolinea Sergio Paolantoni, presidente dell’associazione che ha organizzato la protesta al Pantheon di Roma, coordinata con altre manifestazioni in 23 città italiane. Considerando che il turismo è stato quasi cancellato e anche gli introiti della pausa pranzo sono stati decimati dal fatto che molti italiani lavorano da casa, Paolantoni è convinto che la chiusura alle 18 sia il colpo di grazia per i ristoratori. “È meglio imporre un lockdown totale piuttosto che colpire solo noi”. Le restrizioni per i bar e i ristoranti fanno parte di un pacchetto di misure che ha imposto la chiusura di cinema, palestre e teatri fino al 24 novembre. Il governo ha inoltre chiesto agli studenti liceali di fare le lezioni a distanza, confermando i divieti per i grandi assembramenti, tra cui i matrimoni. Ma l’impressione è che in qualsiasi momento queste misure possano essere rafforzate. Il governo sta già valutando la possibilità di chiudere i negozi e limitare i movimenti della popolazione.

Alcune critiche alla risposta del governo arrivano dall’interno della maggioranza. “Meglio un lockdown totale di queste misure a metà”, ha dichiarato il 28 ottobre Matteo Renzi. L’ex presidente del consiglio sostiene che chiudere i ristoranti a cena ma non a pranzo sia insensato, perché in questo modo non si limitano i contagi ma si aumenta il tasso di disoccupazione. Anche l’opposizione populista si è schierata dalla parte dei manifestanti. Matteo Salvini, in passato molto critico sull’uso delle mascherine, si è presentato alla manifestazione del Pan­the­­on con la mascherina per parlare con i ristoratori, ed è stato fischiato da molti di loro. Il leader della Lega, che aveva espresso forte scetticismo sull’eventualità di una seconda ondata, oggi accusa il governo di essersi seduto sugli allori durante l’estate, sottolineando che le autorità avrebbero dovuto procurare più autobus e ambulanze a maggio, non a ottobre, e dichiarando che se lo stato d’emergenza fosse reale, la risposta più giusta sarebbe un lockdown totale, non misure che colpiscono solo i commercianti. In questo contesto, segnato dallo scontro politico, alcune regioni hanno già inasprito le limitazioni perché temono che l’epidemia porti al collasso i sistemi sanitari. La Campania, dove ci sono state proteste violente, ha vietato gli spostamenti tra le province tranne che per esigenze lavorative e sanitarie o in caso d’emergenza. Inoltre sono state chiuse le scuole materne ed è stata istituita la didattica a distanza per gli studenti dalle elementari all’università. Altre regioni del sud, tra cui la Calabria e la Sicilia, hanno adottato ulteriori misure restrittive.

Non ci sono più soldi

La Lombardia, la regione che ha pagato il prezzo più alto per la prima ondata della pandemia, è stata colpita di nuovo e ha imposto un coprifuoco e lezioni a distanza. Ma stavolta sembra delinearsi lo scenario da incubo che era stato scongiurato in primavera: il contagio incontrollato a Milano, città in cui vivono 1,3 milioni di persone.

“A Milano e Napoli uno può infettarsi entrando al bar, al ristorante, prendendo l’autobus”, ha dichiarato Walter Ricciardi, consulente del ministro della salute, chiedendo un lockdown cittadino. Il governo potrebbe accogliere l’invito già dai primi di novembre, ma molti si oppongono a questa misura estrema. “Sarebbe una scelta sbagliata”, ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, per poi dichiarare al Corriere della Sera che il comune ha ancora almeno dieci giorni di tempo prima di dover prendere una decisione in merito.

Dopo la manifestazione dei ristoratori a Roma Fabiana Gargioli è tornata nel suo ristorante, Armando al Pantheon, dove ha accolto i clienti arrivati per pranzo e ha rifiutato un paio di prenotazioni per la sera. A marzo Gargioli, come altri milioni di italiani, si era affacciata al balcone per cantare “Il cielo è sempre più blu”. “Ma ora la situazione è diversa”, spiega. “Non ci sono più soldi”. ◆ as

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Questo articolo è uscito sul numero 1383 di Internazionale, a pagina 40. Compra questo numero | Abbonati