OnlyFans ha circa 190 milioni d’iscritti e più di due milioni di creator che realizzano contenuti su abbonamento. I “top”, quelli che superano il milione di dollari di ricavi all’anno, sono trecento, mentre gli altri si spartiscono gruzzoli dignitosi che nel loro insieme valgono cinque miliardi di euro l’anno. Il successo della piattaforma è arrivato grazie ai contenuti erotici e pornografici on demand distribuiti direttamente, saltando così la catena d’intermediari che fino a qualche anno fa deteneva il controllo dell’industria dell’eros. OnlyFans è una ricostruzione in scala del capitalismo totale contemporaneo: persone, tra cui molte adolescenti, che cercano di massimizzare il profitto in poco tempo vendendo tutto quello che possono vendere di sé, spinte dalla paura che il presente possa improvvisamente sparire e da una competizione estrema in cui l’altro è sempre e solo un ostacolo al proprio successo. L’inchiesta di Daniele Vaschi e Andrea Franceschi nel mondo della nuova pornografia digitale, nonostante qualche autocompiacimento e uno stile audio un po’ grossolano, ha il merito di non lasciare sco­perto nessun lato del fenomeno: quello performativo, quello psicologico e quello legale, concentrandosi su una nuova economia che rischiamo di commentare molto e capire poco. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1518 di Internazionale, a pagina 94. Compra questo numero | Abbonati