Torneremo indietro fino ai primordi,
dove le cose pulite, non mischiate, riposano in sé.
Sciacqueremo via la maionese dall’insalata
e suddivideremo in mucchietti gli ingredienti,
poi avvolti in cellofan li infileremo in freezer.
Lì staranno come nell’archivio di un filosofo
[della natura
e aspetteranno tempi nuovi, generazioni nuove,
che non amano il gusto delle cose mescolate,
che domineranno l’aria, il fuoco e l’acqua
sulla Terra piatta, dove ammassato in frigo
c’è tutto l’esistente. Ma l’inesistente non c’è.
Kārlis Vērdiņš è un poeta lettone nato nel 1979, teorico della letteratura e traduttore dall’inglese e dal russo. Questo testo è tratto dal suo ultimo libro, Nekas (Niente, Neputns 2026). Traduzione dal lettone di Margherita Carbonaro.
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Questo articolo è uscito sul numero 1672 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati