Meghan McCoy era pronta a riportare il figlio a scuola dopo le vacanze di Natale, ma avendo visto l’aumento dei casi di covid-19 a Salem, nel New Hampshire, ha cambiato idea. “In tutta coscienza non possiamo mandarli a scuola quando i contagi sono così numerosi”, dice la donna.

Nella prima settimana dopo la pausa di fine anno i distretti scolastici degli Stati Uniti hanno registrato un numero di assenze sopra la norma tra studenti, insegnanti, assistenti, autisti di scuolabus e personale di vario tipo. Questa dinamica ha portato a soluzioni insolite. A Miami il soprintendente scolastico ha dichiarato che gli allenatori sportivi e i dipendenti amministrativi abilitati all’insegnamento (lui compreso) sostituiranno gli insegnanti assenti. Altrove sono state cancellate le corse degli scuolabus. Molte scuole hanno interrotto l’attività o attivato la didattica a distanza. “È il terzo anno scolastico alterato dalla pandemia, e le conseguenze sono gravi”, dice Dan Domenech, direttore dell’Associazione dei soprintendenti scolastici.

Il tasso di assenze registrato dal 3 gennaio, primo giorno di scuola dopo le vacanze, varia molto in base all’istituto e al distretto. Le zone più colpite sono quelle con i livelli di contagio più elevati e i tassi di vaccinazione più bassi. Al contrario, nelle aree in cui i vaccinati sono molti e i contagi sono limitati “si è tornati all’insegnamento in presenza senza grossi problemi”, precisa Domenech. A Rochester, nello stato di New York, il 3 gennaio era assente il 40 per cento degli studenti. L’amministrazione di una scuola elementare di Portland, in Oregon, ha annunciato su Twitter che il 7 gennaio avrebbe chiuso l’istituto a causa di “assenze eccessive per studenti e personale e per mancanza di sostituti”. Significa che la scuola resterà chiusa anche la prossima settimana?, ha chiesto un genitore. La risposta è stata: “Ancora non lo sappiamo”.

Gli esperti sostengono che gran parte delle assenze è dovuta alle malattie, ma esistono anche situazioni diverse.
McCoy dice che suo figlio (dieci anni, vaccinato) resterà a casa finché non diminuiranno i contagi causati dalla variante omicron del virus sars-cov-2. McCoy sostiene di essere immunodepressa a causa di un disturbo cronico i cui sintomi sono simili a quelli del “covid lungo”, e teme che il figlio possa contagiarsi e subire le stesse conseguenze. “È frustrante, perché in tv tutti gli esperti dicono che le scuole sono importanti e dovrebbero restare aperte. Sono d’accordo, ma nessuno sta facendo quello che serve per garantire che le scuole rimangano aperte: limitare il contagio nelle comunità. Si organizzano ancora eventi sportivi. I bar e i ristornati sono aperti. Per qualche motivo teniamo tutto aperto fino a quando la situazione è talmente disperata da costringerci a chiudere le scuole perché gli insegnanti sono tutti malati”.

Lezioni improvvisate

Quasi due anni dopo l’inizio della pandemia, le autorità a tutti i livelli concordano sul fatto che le scuole dovrebbero rimanere aperte. Con l’arrivo della variante omicron i distretti scolastici hanno introdotto nuovi protocolli per limitare la circolazione del virus, in particolare attraverso un aumento dei test. Ma il ritorno a scuola dopo le vacanze ha moltiplicato i problemi. Secondo i dati della piattaforma tecnologica Burbio, che monitora la chiusura delle scuole negli Stati Uniti, a una settimana dall’inizio del nuovo semestre più di novecento scuole pubbliche si stavano preparando a chiudere per almeno un giorno nella prima settimana di gennaio. Alla fine della prima settimana di scuola gli istituti che avevano interrotto l’insegnamento in presenza erano cinquemila.

Da sapere
I voti delle scuole

◆ “In nessuna città il tema del ritorno a scuola durante la pandemia è delicato come a Chicago (Illinois)”, scrive il Chicago Tribune. Nel terzo distretto scolastico degli Stati Uniti – che conta circa 380mila studenti – gli istituti sono rimasti chiusi fino al 12 gennaio perché gli insegnanti sindacalizzati rifiutavano di tornare in classe. “Secondo i docenti non c’erano le condizioni per tornare in aula: tanti insegnanti malati non sono stati sostituiti, quelli sani rischiano di ammalarsi perché le autorità non hanno preso misure per garantire la sicurezza negli istituti, e infine mancano sia test rapidi per monitorare i contagi sia mascherine migliori di quelle chirurgiche”. I sindacati hanno fatto un passo indietro dopo che le autorità si sono impegnate ad affrontare questi problemi. Situazioni simili si stanno verificando su scala minore anche in altre città, come Milwaukee (Wisconsin) e New York. Le tensioni sul ritorno in classe potrebbero avere conseguenze politiche. “I leader del Partito democratico sono preoccupati, perché temono di mettersi contro un alleato importante come il sindacato. Con il rischio che alle elezioni di novembre si ripeta quello che è successo nel voto per il governatore della Virginia, dove gli elettori moderati hanno voluto punire il governatore democratico uscente per aver tenuto chiuse le scuole troppo a lungo”.


Nei dintorni di Chicago le chiusure sono avvenute “quasi senza preavviso” a causa di carenze croniche di personale, spiega Dennis Roche, presidente della Burbio. In stati come New York, Florida, Texas e Hawaii gli insegnanti mancavano già prima della pandemia. Nel distretto del nordovest di San Antonio, in Texas, il 3 gennaio mancavano circa 1.300 dipendenti su 13mila. A San Francisco, in California, novecento insegnanti e assistenti hanno scioperato perché il distretto scolastico non aveva introdotto le misure necessarie per proteggerli dal virus.

A Miami, in Florida, le assenze degli studenti non sono state molto più numerose rispetto al gennaio 2021, ma all’inizio della settimana mancavano all’appello circa 2.110 dipendenti, 777 in più rispetto al rientro dopo la pausa natalizia di un anno fa. Inoltre il distretto ha dovuto rinunciare a circa il 90 per cento degli autisti e al 43 per cento degli agenti di sicurezza. Alberto Carvalho, soprintendente della contea di Miami-Dade, ha tenuto una lezione di scienze ambientali in una prima superiore della Miami Jackson senior high school, la scuola dove ha cominciato a insegnare trent’anni fa. Domenech, il rappresentante dei soprintendenti scolastici, spera che la situazione migliori nelle prossime settimane. “Ma tutti i miei colleghi condividono la stessa preoccupazione: cosa succederà quando arriverà la prossima variante? Ci troveremo di nuovo in questa situazione?”. ◆ as

Questo articolo è uscito sul numero 1443 di Internazionale, a pagina 30. Compra questo numero | Abbonati