Abelardo de la Espriella non ha paura delle provocazioni. Al contrario, il nuovo presidente colombiano sembra galvanizzato dalle critiche. Nell’immagine più commentata degli ultimi giorni appare vestito di verde militare mentre cammina tra i corpi dei presunti criminali uccisi in un’operazione militare. Nonostante le condanne per aver esibito la morte come un trofeo, il presidente di estrema destra ha rifatto la stessa cosa il 4 settembre.

Nel suo primo mese di mandato non sono mancati i simboli, il pugno di ferro e i messaggi calibrati al millimetro, senza che ai giornalisti fosse permesso fare domande. Si è capito che nel suo governo convivono due anime: quella religiosa, che insiste sulla guerra culturale e sulla cancellazione di diritti acquisiti da tempo (come quello all’aborto) e quella tecnocratica, guidata dal vicepresidente José Manuel Restrepo. Negli ambienti più vicini all’esecutivo si vocifera che questa seconda corrente stia perdendo terreno.

Intanto de la Espriella continua a indossare l’abito del candidato. “Sta combattendo per incrementare la sua popolarità. Si comporta come se fosse ancora in campagna elettorale”, conferma l’avvocato e analista Héctor Riveros.

Riferimenti espliciti

L’impatto con la presidenza non è stato facile, considerando che nel primo giorno di mandato de la Espriella ha affrontato le conseguenze di un terremoto che ha provocato più di 300 morti e danni incalcolabili in quattro regioni del paese. La sua strategia è stata di farsi vedere sul campo e incontrare i sindaci, i governatori e la popolazione. Ha preso alcune decisioni parecchio discusse, come accettare solo gli aiuti internazionali degli alleati ideologici o incanalare le donazioni private verso la fondazione di sua moglie, a cui ha affidato la gestione degli aiuti.

Superata l’emergenza iniziale dopo il sisma, il presidente si è concentrato su una delle preoccupazioni principali dei colombiani: l’insicurezza. Molti elettori lo hanno votato per la sua promessa di combattere la criminalità. E questo gli ha dato l’opportunità di fare subito dei gesti simbolici: trasferire alcuni prigionieri, andare in giro vestito di verde, fare sempre il saluto militare e mostrarsi insieme ai “nemici” morti.

Il pugno di ferro ha fatto saltare il dialogo con i gruppi criminali avviato dall’ex presidente di sinistra Gustavo Petro. De la Espriella si affida molto agli Stati Uniti – più disposti a fornire assistenza e informazioni rispetto a pochi mesi fa – perché pensa di poterne ricavare risultati positivi da presentare alla popolazione. “L’immagine di questa persona che cammina tra i cadaveri è sconvolgente, ma di sicuro una buona percentuale di colombiani pensa: ‘È proprio quello di cui avevamo bisogno’”, dice Riveros.

Alcune azioni hanno portato all’arresto di leader di gruppi criminali, ma è arrivato anche un chiaro monito giudiziario. Dopo un bombardamento alla fine di agosto nel dipartimento del Guaviare, nel sud del paese, in cui sono morti tre minorenni, un giudice di Bogotá ha ordinato ai militari di non condurre operazioni aeree in zone in cui è nota la presenza di bambini.

Il tratto più vistoso del primo mese di mandato di de la Espriella è la religione. Durante la cerimonia d’insediamento il presidente ha inserito riferimenti religiosi così espliciti – quattro leader spirituali hanno invitato il pubblico alla preghiera, mentre sul palco c’era una statua della madonna di Fátima – che lo scorso 28 agosto un giudice lo ha obbligato a una rettifica. De la Espriella ha soddisfatto la richiesta durante un discorso presidenziale, ma poi ha concluso esclamando “viva Cristo re”, una frase che ora ripete sempre. Dopo la sentenza, la coppia presidenziale e buona parte dei ministri hanno partecipato a una cerimonia cristiana con musica religiosa e un’offerta alla Vergine per le vittime del terremoto.

Sono mosse calcolate per aumentare la popolarità: l’ultimo sondaggio disponibile indica un consenso per la chiesa cattolica tra il 65 e il 70 per cento, ben oltre il 49 per cento dei voti con cui de la Espriella ha conquistato la presidenza. “Questo indica che c’è uno spazio di crescita verso l’elettorato cattolico che non ha votato per lui”, sottolinea Martín Orozco, responsabile dell’istituto di ricerca Invamer.

Non scontentare nessuno

L’economia sarà un altro fronte prioritario del governo, ma in questo caso l’obiettivo è non scontentare nessuno. Il nuovo bilancio prevede un aumento della spesa del 10 per cento rispetto al governo di Petro, con incrementi per le pensioni, la sanità e i salari, e il mantenimento del sussidio per il diesel. Il deficit fiscale previsto per il 2027, intorno al 9,4 per cento del pil, secondo JP Morgan è “il secondo più alto della storia della Colombia”. Esponenti politici ed economisti concordano sul fatto che bisognerà fare dei tagli e che la manovra sarà dolorosa. L’ex ministro delle finanze, Juan Camilo Restrepo, ha dichiarato che il governo avrà “soltanto sei mesi di stato di grazia” per prendere le decisioni più difficili, prima che la politica complichi il suo cammino.

Finora de la Espriella ha preferito non allarmare nessuno. Ha congelato il prezzo della benzina per settembre e ha annunciato il suo sostegno economico alla costruzione delle nuove linee della metropolitana di Bogotá, rinviando però l’aumento del bonus per gli anziani per mancanza di risorse.

Per ora l’efficacia della sua gestione è testimoniata solo da quello che dicono i portavoce, dai video e dai comunicati stampa per i social media. I mezzi d’informazione colombiani (quasi tutti controllati da milionari che non vogliono inimicarsi il presidente) sono prudenti e concedono un ampio margine di manovra al governo.

De la Espriella, coinvolto in diverse cause giudiziarie con i giornalisti, ha una strategia chiara: circondarsi di amici. Le nuove norme obbligano i suoi ministri a chiedere il premesso prima di parlare con la stampa. Un portavoce terrà fino a tre interventi al giorno davanti ai cronisti senza concedere domande, mentre gli esponenti del governo potranno rilasciare dichiarazioni spontanee ma non potranno rispondere alle domande quando gli verrà accostato un microfono. Documenti interni venuti alla luce da poco rivelano la volontà di privilegiare le “testate amiche”, con un obiettivo prioritario: “Diffondere contenuti positivi”.◆as

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Questo articolo è uscito sul numero 1682 di Internazionale, a pagina 28. Compra questo numero | Abbonati