I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana Michael Braun del quotidiano berlinese Die Tageszeitung.
Del “modello albanese”, tanto caro a Giorgia Meloni, sui mezzi d’informazione italiani non si parla quasi più, così come dei due campi di Shëngjin e Gjadër aperti per “esternalizzare” in territorio albanese i migranti che provano ad arrivare in Italia, con il chiaro intento di rispedirli al più presto nei paesi di origine. Malgrado il silenzio quei campi sono sempre funzionanti, anche se in scala ridotta. Quando si fecero gli accordi tra l’Albania di Edi Rama e l’Italia di Meloni si parlava di 36mila migranti che dovevano passare ogni anno per quei campi. Dopo due anni dall’apertura delle strutture di Shëngjin e Gjadër, ce ne sono poche centinaia. Luca Rondi descrive quella che, almeno da un punto di vista “contabile”, sembra una pura follia. Ricostruisce minuziosamente, documenti alla mano, la genesi del progetto, gli appalti per la sua gestione, le criticità in merito al rispetto dei diritti umani dei migranti. Rondi inquadra questo caso nel contesto più ampio dell’inasprimento delle politiche di asilo non solo in Italia ma in tutta Europa. E ci fa capire che quello che a prima vista sembra un colossale spreco di risorse pubbliche, per il governo Meloni rimane un investimento prezioso, un tassello importante nella sua politica di deterrenza contro i migranti. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1684 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati