Il 21 gennaio il presidente eletto del Cile Gabriel Boric ha comunicato la lista dei ministri che formeranno il suo governo dall’11 marzo. L’età media è di 49 anni, ci sarà una maggioranza femminile (quattordici donne e dieci uomini) e una rappresentanza delle diverse regioni del paese: nove futuri ministri vengono da zone esterne all’area metropolitana di Santiago del Cile.

Il ministro dell’economia sarà Mario Marcel, attuale presidente della banca centrale cilena. È considerato un moderato e ha fatto parte di diversi governi dopo la fine della dittatura militare. Il suo compito sarà placare l’agitazione dei mercati, cominciata dopo l’elezione di Boric il 19 dicembre.

Secondo l’economista Rafael Pizarro uno dei punti di forza di Marcel è “la conoscenza dell’amministrazione pubblica, non porterà nel governo la mentalità delle aziende private. Inoltre ha già difeso l’idea di un reddito minimo universale”.

Una delle stelle della campagna elettorale, la dottoressa Izkia Siches, sarà la prima donna a capo del ministero dell’interno. Un ruolo di primo piano è stato assegnato anche ad altri collaboratori stretti di Boric, suoi compagni durante le proteste degli studenti nel 2011. Giorgio Jackson sarà segretario generale della presidenza mentre Camila Vallejo, del Partito comunista, sarà la portavoce.

Obiettivi principali

Nel suo discorso Boric si è detto orgoglioso di guidare un governo con molte donne e ha ricordato che anche l’ex presidente Michelle Bachelet ne aveva nominate molte. Poi ha elencato gli obiettivi principali dei prossimi anni: innanzitutto continuare a gestire “la difficile situazione creata dalla pandemia”, andando avanti con l’efficace strategia vaccinale ma preoccupandosi anche della salute mentale delle persone. “Dobbiamo ricostruire l’economia senza riproporre le disuguaglianze attuali”, ha detto. Il suo governo dovrà poi lavorare su alcune grandi riforme, “quella previdenziale e amministrativa, per migliorare la vita della popolazione del sud del paese e per superare la violenza storica contro i nativi mapuche”. Infine bisognerà “sostenere il processo costituente, garantendo che l’assemblea porti a termine il suo compito”.

Un altro elemento di spicco tra i nuovi ministri è l’ex deputata Maya Fernández Allende, nipote del presidente socialista Salvador Allende deposto dal colpo di stato del 1973. La socialista Antonia Urrejola, che ha lavorato alla commissione interamericana dei diritti umani, guiderà il ministero degli esteri. La scelta di affidare questo ruolo a una persona critica verso i governi autoritari del Venezuela e del Nicaragua dimostra che Boric non vuole essere accondiscendente con i due paesi. E neutralizza l’accusa, che gli era stata rivolta in campagna elettorale, di voler stringere un’alleanza con i comunisti per avere un punto di contatto con i leader venezuelano e nicaraguense.

Incarico da ripensare

Secondo l’analista José Francisco Lagos, Boric ha formato un governo che mette insieme esponenti di Apruebo dignidad (la coalizione che lo ha candidato alla presidenza) e del Partito socialista: “Ha costruito una squadra giovane ma legata alla tradizione”. Anche se non fa ufficialmente parte del governo, l’antropologa Irina Karamanos lavorerà al fianco del presidente. Karamanos, 32 anni, dal 2019 è la compagna di Boric, e dopo una reticenza iniziale ha accettato di ricoprire l’incarico di primera dama. In campagna elettorale Boric si era detto favorevole a cancellare questo ruolo, perché non dovrebbero esistere incarichi pubblici occupati sulla base dei rapporti personali con il presidente. Ma ha cambiato idea. La primera dama cilena non riceve un salario, ma amministra il budget milionario di una serie di istituti socioculturali legati alla presidenza. Karamanos cercherà di svincolare la sua posizione dall’attività benefica, riducendo il numero dei suoi collaboratori e adeguando gli stipendi. Poi ha detto che darà un indirizzo diverso e più femminista al suo ruolo, con un’attenzione speciale alle minoranze, in particolare alle persone transessuali e ai bambini migranti. ◆as

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Questo articolo è uscito sul numero 1445 di Internazionale, a pagina 28. Compra questo numero | Abbonati