Il 23 gennaio 2026 Michal Strnad ha assistito al debutto in borsa della sua azienda, il Czechoslovak Group (Csg). Nel primo giorno di contrattazioni il prezzo delle azioni del nuovo colosso europeo delle armi è salito del 28 per cento e la fortuna dell’imprenditore ceco è quasi raddoppiata, raggiungendo i 37 miliardi di dollari, circa il dieci per cento del pil del suo paese. Nelle prime settimane del 2026, solo il patrimonio di Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo, è cresciuto di più.

Fino a poco tempo fa Strnad era quasi sconosciuto, anche in cechia. Come ha scritto l’Economist, che lo ha incontrato di recente, il fabbricante d’armi ha sempre evitato di attirare l’attenzione, concentrandosi sulla gestione dell’azienda fondata dal padre, Jaroslav Strnad, che aveva iniziato negli anni novanta comprando materiale militare sovietico in dismissione, quando i paesi dell’Europa dell’est smantellavano i loro arsenali.

Nel 1995 Jaroslav fondò l’Excalibur Army, passando dalla vendita degli armamenti dismessi alla loro riqualificazione. Negli anni successivi il gruppo ha comprato vari impianti militari in Slovacchia, che dopo la separazione dalla Repubblica ceca aveva ereditato una parte significativa dell’industria della difesa cecoslovacca. Michal Strnad è diventato amministratore delegato dell’azienda a ventun anni, cambiandole il nome in Czechoslovak Group, e cinque anni dopo, nel 2018, ha assunto il controllo dell’intero gruppo.

La Csg produce munizioni di medio e grande calibro, veicoli corazzati, radar e sistemi per il controllo del traffico aereo. Secondo l’Economist, nel 2025 il gruppo ha fatturato 6,7 miliardi di euro, dodici volte i ricavi del 2021. È oggi il secondo produttore di munizioni in Europa, dopo la tedesca Rheinmetall, con margini operativi superiori al 25 per cento, quasi il doppio del concorrente tedesco, segnala lo Slovak Spectator. La ragione è semplice: le munizioni scarseggiano e chi le produce può imporre i prezzi.

La crescita è stata trainata dalla guerra in Ucraina. Dall’inizio dell’invasione la Csg ha consegnato più di due milioni di proiettili di grande calibro, riporta l’European Correspondent. Le vendite dirette a Kyiv hanno rappresentato il 27 per cento del fatturato dello scorso anno. Lo Stockholm international peace research institute ha classificato la Csg come l’azienda d’armi in più rapida espansione di sempre, con ricavi aumentati del 193 per cento in un anno. Il conflitto in Iran ha accelerato ulteriormente la domanda.

A Praga, presentando i risultati annuali, Strnad ha spiegato che i paesi del Golfo chiedono sistemi avanzati di difesa aerea, sistemi anti-drone e motori a reazione. “I conflitti di questo tipo si stanno spostando sempre di più nell’aria”, ha detto a Bloomberg. Il gruppo ha ordini per 15 miliardi di euro e prevede ricavi fino a 7,6 miliardi nel 2026.

Una rete di relazioni opache

A dicembre 2025, poche settimane prima del debutto in borsa della Csg, il ministero della difesa slovacco guidato da Robert Kaliňák ha firmato un contratto con la Zvs Holding – per metà di proprietà dello stato slovacco e per metà della Csg – per una fornitura di munizioni da 58 miliardi di euro in sette anni. Dall’insediamento di Kaliňák, il ministero ha firmato contratti con la Csg per più di 60 miliardi di euro in totale, una cifra ottocento volte più grande del valore di quelli assegnati dai cinque governi precedenti, secondo un’inchiesta del Centro investigativo Ján Kuciak pubblicata da VSquare.

“La stragrande maggioranza di questi contratti”, scrive il sito d’informazione centroeuropeo, “consiste in accordi quadro che le aziende non sono tenute a perfezionare, e a volte non sono neanche in grado di farlo. Ma potrebbero aver gonfiato il valore percepito delle azioni della Csg in vista del suo debutto in borsa, contribuendo a far diventare Strnad la terza persona più ricca del mondo sotto i 40 anni”.

Non sorprende quindi che il prospetto della quotazione in borsa citasse l’intesa con il governo slovacco tra i “contratti significativi attesi per supportare la crescita futura”: in altre parole, veniva presentato agli investitori come prova concreta delle prospettive di espansione dell’azienda.

La Csg e il ministero negano qualsiasi legame tra la firma del contratto e l’imminente quotazione, ma i tempi ravvicinati alimentano i sospetti. Kaliňák sostiene di non essere stato a conoscenza dell’operazione finanziaria, nonostante le notizie di una possibile quotazione circolassero già dall’agosto 2025.

A complicare ulteriormente il quadro, nessuno dei paesi europei indicati nel prospetto come potenziali acquirenti di quelle munizioni ha poi confermato l’intenzione di concludere gli accordi: un dettaglio che solleva dubbi sulla solidità delle proiezioni di crescita con cui la Csg si era presentata agli investitori.

Secondo lo European Correspondent, l’azienda è stata collegata al finanziamento occulto della campagna dell’ex presidente ceco Miloš Zeman. Inoltre nel 2017 le armi del gruppo erano comparse in una parata azerbaigiana: l’Excalibur (si chiamava ancora così) aveva venduto armamenti all’israeliana Elbit, che li aveva rivenduti all’Azerbaigian, allora sotto embargo. Infine pochi giorni prima della quotazione in borsa, una controllata della Csg è stata inserita in una lista nera della Nato per corruzione.

Strnad vuole fare della Csg la più grande produttrice di armi d’Europa. “Il momento per il consolidamento nel settore della difesa è adesso”, ha detto all’Economist.

Francesca Di Muro

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