Da mesi l’Hellwatt festival, che avrebbe dovuto tenersi a luglio alla Rcf Arena di Reggio Emilia, fa parlare molto di sé, e spesso non per i suoi meriti: l’evento lanciato dal direttore artistico Victor Yari Milani in collaborazione con C.Volo, il consorzio che si occupa dello spazio Campovolo, era stato presentato a dicembre come uno dei più ambiziosi dell’estate con le esibizioni di Ye/Kanye West, Travis Scott, Martin Garrix, Afrojack e altri.
Lo spazio della Rcf Arena, che ha una capienza di 103mila spettatori, negli anni scorsi ha ospitato alcuni concerti importanti, ma secondo gli addetti ai lavori finora non è stato sfruttato abbastanza rispetto alle sue reali potenzialità.
Nonostante le premesse trionfali, fin da subito l’Hellwatt festival ha dimostrato di soffrire di seri problemi organizzativi, a partire dalla gestione delle prevendite dei biglietti. Più l’evento si avvicinava, più Victor Yari Milani, alla sua prima esperienza con una manifestazione musicale di grandi dimensioni, dava l’impressione di non avere il polso della situazione.
E il problema delle prevendite si faceva sentire: secondo indiscrezioni, a parte la data di Kanye West le altre stavano vendendo troppo poco, esponendo il festival a notevoli rischi economici.
Il 6 maggio c’è stato il primo colpo di scena: Milani è stato sollevato dal suo incarico per volontà del consorzio C.Volo. Il festival ha cambiato nome, diventando il Pulse of Gaia, e la gestione delle date è stata affidata alla Zamna, un marchio di musica elettronica fondato in Messico che organizza festival in diverse parti del mondo.
L’intenzione del consorzio, a quel punto, sembrava quella di salvare il salvabile, affidando i concerti a persone più competenti. Il problema delle scarse prevendite, però, non si è risolto: stando a indiscrezioni, il concerto di Travis Scott era fermo a circa 20mila biglietti venduti. E c’era sempre meno tempo per recuperare terreno.
La sera del 29 maggio, infine, è arrivata un’altra notizia inaspettata. La prefettura di Reggio Emilia ha annullato i due concerti di Travis Scott e Kanye West alla Rcf Arena, previsti il 17 e 18 luglio.
La decisione, ha fatto sapere il prefetto Salvatore Angieri, “è stata assunta per esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, tenuto conto della stretta connessione temporale tra le manifestazioni e dell’elevato afflusso di pubblico previsto nell’arco di ventiquattr’ore. Sulla valutazione complessiva hanno, inoltre, assunto rilievo l’annullamento di precedenti concerti del rapper statunitense in altri paesi e il concreto rischio di contromanifestazioni”.
Gli organizzatori hanno preso atto della decisione e hanno detto che chi ha già comprato il biglietto potrà chiedere il rimborso.
Uno strano ritardo
Non sono un esperto di ordine pubblico e il prefetto avrà avuto sicuramente le sue buone motivazioni per fare questa scelta. Mi permetto, però, di fare due osservazioni, che prendo in prestito dal mio collega Damir Ivic, che ha seguito molto bene la vicenda fin dall’inizio.
Sul sito Soundwall Ivic ha scritto: “L’articolo 2 del Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) è da far scattare quando bisogna far fronte a circostanze impreviste e straordinarie. È questo a giustificare la sua ragion d’essere, e la sua immediata esecutività. Ma di ‘imprevisto e straordinario’ nell’ex Hellwatt ora Pulse of Gaia non c’è nulla. Nulla”.
“Si è sempre saputo”, continua Ivic, “che Kanye West e Travis Scott dovessero suonare uno dietro l’altro. Anzi: inizialmente si pensava/sperava che entrambi avrebbero fatto sold out (quindi più di 200mila persone complessive) e attualmente i due non cubavano nemmeno la metà di biglietti venduti, quindi ecco, figuriamoci, in teoria la situazione era ora molto più gestibile oggi di quello che poteva sembrare sei mesi fa. Eppure, solo ora la prefettura ha fatto presente che era un problema che i due eventi fossero così ravvicinati tra di loro. Solo ora”.
Riguardo invece all’“annullamento di precedenti concerti” citato nell’ordinanza del prefetto, mi viene da dire che, anche qui, è molto strano che la questione sia sollevata solo adesso.
Angieri fa probabilmente riferimento alle polemiche nate attorno alle frasi antisemite di Kanye West, che mesi fa ha chiesto pubblicamente scusa e sostiene di averle fatte in un momento in cui aveva seri problemi di salute mentale. Quelle parole avevano portato alcuni paesi, dal Regno Unito alla Francia, a costringere il rapper a cancellare le date del suo tour estivo.
Anche in questo caso, il problema era noto da tempo. Tanto è vero che gli stessi organizzatori, di fronte alle proteste dell’Anpi e della comunità ebraica sollevatesi già a dicembre, avevano confermato in più occasioni la data di West, e perfino l’amministrazione di Reggio Emilia non aveva preso posizione in modo esplicito contro il rapper.
Al momento il resto della programmazione del Pulse of Gaia è confermato, ma scommettiamo che salterà anche quella? Nel frattempo Victor Yari Milani, proprietario del marchio Hellwatt festival, sostiene di voler comunque andare avanti e su Instagram ha promesso che organizzerà la data di West in un altro posto, sempre il 18 luglio, invitando le persone in possesso di biglietti a fare una class action contro il consorzio C.Volo.
Nel suo articolo Damir Ivic riporta un’indiscrezione: Milani starebbe cercando di far suonare Ye e Travis Scott a San Marino. La storia dell’Hellwatt festival sembra un romanzo che nessuno aveva voglia di leggere. Soprattutto le persone che avevano speso soldi per prenotare hotel, treni e biglietti.
Questo testo è tratto dalla newsletter Musicale.
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