Tornano in sala le versioni restaurate di due film che vale la pena di vedere. Il primo è un giallo a tinte horror di uno dei “piccoli” maestri del nostro cinema, il secondo è una magnifica avventura di uno dei maestri assoluti del cinema d’animazione. Due film degli anni settanta, quando ancora esistevano i cinema di seconda visione.

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In La casa dalle finestre che ridono, film del 1976 di Pupi Avati, Lino Capolicchio (all’epoca attore feticcio di Avati) interpreta Stefano, un pittore che negli anni cinquanta è chiamato a restaurare un macabro affresco di un artista eccentrico (per non dire pazzo) in una chiesetta sperduta nelle campagne della bassa padana.

L’affresco, una terrificante e cruda rappresentazione del martirio di San Sebastiano, affascina Stefano, che comincia a ricostruire la vita e la figura dell’autore, imboccando una strada che punta dritta a un orribile segreto di provincia, una provincia italiana contadina, cupa, depressa e ancora selvaggia.

È uno dei pochi film che mi hanno fatto rizzare i capelli in testa e, secondo me, uno dei più riusciti del primo Pupi Avati, che ancora non era diventato l’autore perfettamente riconoscibile dello sceneggiato Rai Jazz band (tre puntate andate in onda nel 1978), di Una gita scolastica, Festa di laurea, Regalo di Natale e via dicendo.

A cinquant’anni dalla sua prima uscita, il film torna nelle sale in una versione restaurata nel leggendario laboratorio L’immagine ritrovata della Cineteca di Bologna. Solo questo sarebbe un buon motivo per andarlo a vedere. A questo link un elenco delle sale che lo programmeranno.

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Il castello di Cagliostro è il primo lungometraggio di Hayao Miyazaki, tratto dalla famosa serie animata sulle avventure di Lupin III. Il maestro giapponese ci arrivò quasi per caso nel 1971, dopo che il suo progetto di realizzare una serie a cartoni basata sul personaggio di Pippi Calzelunghe naufragò di fronte al rifiuto di Astrid Lindgren. Forse la scrittrice svedese era consapevole che la sua eroina, se immortalata dalla matita di Miyazaki, le sarebbe sfuggita di mano per sempre.

Comunque direi che è andata bene così. Tra l’altro il viaggio di Miyazaki in Svezia per presentare il suo progetto a Lindgren è stato probabilmente fondamentale per aggiungere quel tocco europeo agli splendidi scenari dei suoi film.

Non mi piace più di tanto la retorica sul fatto che i film vanno visti nelle sale. Da una parte mi sembra scontato dire che certe immagini sono esaltate dallo schermo grande. Dall’altra sono ormai abituato a vedere film in ogni modo possibile.

Detto questo, sicuramente Il castello di Cagliostro sul grande schermo vale il viaggio nel cinema più vicino a casa. Non c’è dubbio, è un’altra cosa, più emozionante. Quindi anche se avete già visto il film in tv, andare a vederlo anche al cinema è un’ottima idea. Anche questo film arriva in sala in versione restaurata con il doppiaggio originale.

La casa dalle finestre che ridono
Di Pupi Avati. Con Lino Capolicchio, Gianni Cavina, Francesca Marciano. Italia 1976, 106’. In sala dal 13 luglio
Il castello di Cagliostro
Di Hayao Miyazaki. Italia 1979, 100’. In sala dal 13 al 15 luglio

Questo testo è tratto dalla newsletter Schermi.

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