In assenza di un’offerta pubblica adeguata, gli studenti fuori sede devono affidarsi al mercato privato per continuare gli studi. Molte famiglie portoghesi sono quindi costrette a sobbarcarsi consistenti spese aggiuntive.
Secondo un rapporto dell’Osservatorio degli alloggi studenteschi pubblicato ad agosto, il prezzo medio di una stanza in Portogallo è di 437 euro al mese. Il rapporto è basato sulle offerte di alloggi privati per studenti presenti su più di venti piattaforme immobiliari.
Il prezzo di una stanza corrisponde al 31 per cento del reddito medio di una persona single senza figli (1.835 euro lordi al mese, secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica), e anche per una famiglia l’impatto può essere molto pesante, soprattutto se lo studente in questione non riceve sovvenzioni statali o deve ricorrere al mercato informale.
Per una famiglia con un figlio, in cui entrambi i genitori percepiscono uno stipendio medio, l’impatto è del 18,5 per cento. Il problema, come spiega all’Expresso il presidente della Federazione accademica di Porto (Fap), è che “è più facile trovare stanze con prezzo superiore alla media piuttosto che il contrario”. Secondo il rapporto dell’Osservatorio, il prezzo medio di una stanza a Porto è di 450 euro al mese.
Il prezzo medio più alto si registra a Lisbona, con 540 euro al mese. Da un’analisi delle principali soluzioni disponibili online emerge che la stanza più economica nella capitale costa 325 euro al mese, mentre per quella più cara bisogna pagare 1.628 euro al mese.
Nella maggior parte dei casi sono i genitori a pagare per l’alloggio del figlio. Senza considerare eventuali mutui, la stanza più cara di Lisbona corrisponde al 70 per cento del reddito di una famiglia in cui entrambi i genitori percepiscono il salario medio netto, una percentuale che supera di molto il limite massimo del 45 per cento del “tasso di sforzo” fissato dalla banca centrale del Portogallo (si tratta della soglia massima del reddito netto mensile che una famiglia può impegnare per pagare tutte le rate dei propri debiti).
Le altre spese
In una situazione simile, un nucleo familiare dovrebbe arrivare a guadagnare 3.650 euro netti al mese (6.370 lordi) per portare il tasso di sforzo al di sotto del 45 per cento, senza contare tutte le altre spese, come i trasporti, le tasse universitarie e il vitto.
Ma allora chi può permettersi sistemazioni come queste? Considerando la cifra mensile lorda necessaria per famiglia (6.370 euro, più di 89mila euro all’anno), parliamo delle ultime tre fasce di reddito Irs (l’imposta portoghese sul reddito delle persone fisiche). Nel 2024 queste tre fasce comprendevano 602mila famiglie, circa il 9,72 per cento del totale.
Bisogna però notare che la terzultima fascia di reddito è molto ampia (da 50mila a 100mila euro) e che una percentuale alta di queste famiglie potrebbe non essere in grado di pagare le stanze più care a Lisbona. Considerando tutte le altre spese, questi alloggi risultano accessibili solo alle famiglie delle ultime due fasce di reddito, che corrispondono al 2 per cento del totale.
C’è però una parte consistente degli alloggi per studenti, quelli disponibili sul mercato informale, che non è presa in considerazione nel rapporto. Diana Ralha, dell’associazione dei proprietari di Lisbona, sostiene che sia “impossibile” quantificare i prezzi su questo mercato.
L’associazione ha partecipato al progetto europeo Home (Home of mobile europeans, sviluppato nell’ambito del programma Erasmus+), promuovendo la creazione di un focus group in Portogallo. Alcuni dei partecipanti hanno spiegato che “negli affitti legali gli oneri fiscali e amministrativi spesso superano gli introiti netti, soprattutto per i piccoli proprietari”.
Come tutelarsi quindi, considerando le difficoltà di trovare alloggi sul mercato legale? “È molto difficile”, afferma Pedro Ventura, presidente dell’associazione degli inquilini di Lisbona, sottolineando il notevole peso economico sulle famiglie. “In questo momento la questione degli alloggi è un serio ostacolo agli studi universitari, ed è molto difficile sfuggire al mercato informale”. Ventura punta l’indice contro il governo: “Quando non si fanno controlli, l’economia parallela fiorisce”.
(Traduzione di Andrea Sparacino)
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