Il 6 settembre il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (Afd) potrebbe ottenere per la prima volta la guida di un land tedesco. Si voterà in Sassonia-Anhalt, uno dei sedici stati federati della Germania, dove secondo i sondaggi l’Afd – una formazione xenofoba, filorussa e sostenitrice di Donald Trump – è in testa con il 40 per cento dei voti.

Una vittoria assoluta nel land darebbe all’Afd ampi poteri in settori come la sanità e l’istruzione, ma potrebbe anche avere serie conseguenze in materia d’immigrazione e di sicurezza.

In particolare per i migranti che vivono nella regione: il capolista dell’Afd, Ulrich Siegmund, si è infatti impegnato a espellere tutti gli stranieri senza documenti, nonostante abbiano un ruolo fondamentale nell’economia locale.

Dopo la riunificazione della Germania, avvenuta nel 1990, la Sassonia-Anhalt, nel nordest del paese, ha perso quasi un quarto della sua popolazione, con migliaia di abitanti che si sono trasferiti a ovest in cerca di lavori con paghe migliori. La regione soffre quindi di una cronica carenza di manodopera e il ricorso ai lavoratori stranieri è indispensabile in quasi tutti i settori, compreso quello della sanità.

L’Afd sostiene di poter risolvere il problema incentivando il ritorno dei tedeschi che lavorano all’estero e stimolando la natalità, soluzioni che sono però considerate semplicistiche dagli esperti.

Il 26 agosto circa 150 commercianti di origine straniera hanno partecipato a uno sciopero a Magdeburgo, il capoluogo della Sassonia-Anhalt, per mettere in guardia gli elettori dalle conseguenze di una vittoria dell’estrema destra sia dal punto di vista economico sia da quello della sicurezza.

Il settimanale britannico The Economist ha analizzato le 258 pagine del programma elettorale dell’Afd in Sassonia-Anhalt: “I piani per il land sono tra i più radicali mai elaborati da un partito con concrete possibilità di vincere un’elezione. L’obiettivo è introdurre un ordinamento di tipo nuovo, che farebbe da modello per il resto della Germania. Ma molte delle proposte sono prive delle coperture di spesa e risultano quindi, in definitiva, poco serie”.

“Alcune, come l’abolizione del diritto d’asilo e la ripresa delle relazioni con la Russia, non rientrano nelle competenze dei governi regionali”, prosegue l’Economist. “Ma molte altre sì, a cominciare da quelle in materia d’istruzione. L’Afd vorrebbe allontanare i bambini con disabilità e i figli dei rifugiati dalle classi ordinarie, una misura che secondo gli esperti violerebbe il diritto europeo e internazionale. Vorrebbe inoltre potenziare l’insegnamento della lingua russa e abolire l’obbligo scolastico, oltre a riscrivere i programmi per eliminare quella che definisce ‘ideologia woke’, celebrando invece le conquiste storiche dei tedeschi”.

Il programma dell’Afd, prosegue il settimanale, prevede anche lo stravolgimento del sistema universitario e di quello radiotelevisivo pubblico.

Secondo l’Economist, l’attuazione del programma dell’Afd incontrerebbe però due grossi ostacoli. Il primo è la mancanza di competenza dei politici del partito: “Realizzare tutto questo presuppone un livello di competenza che molti, anche all’interno dell’Afd, riconoscono come del tutto insufficiente. A parte un paio di città e distretti, il partito non ha alcuna esperienza amministrativa. Due dei più stretti collaboratori di Siegmund facevano parte di un gruppo giovanile neonazista. Insomma, l’Afd non sembra avere le persone giuste per governare il land”.

Il secondo ostacolo è finanziario: “La Sassonia-Anhalt, una regione povera con 2,1 milioni di abitanti, ha un debito di circa 25 miliardi di euro e dipende dai trasferimenti dal governo centrale. Il programma dell’Afd, che comprende aumenti della spesa per l’assistenza all’infanzia e per i pasti scolastici, produrrebbe un deficit annuo di 2,2 miliardi di euro, secondo l’Istituto di ricerca economica di Halle”.

Violenze e intimidazioni

Il settimanale tedesco Die Zeit lancia l’allarme sulla trasformazione dell’Afd, che un tempo cercava di tranquillizzare gli elettori e che oggi sostiene apertamente violenze e intimidazioni: “Quella in Sassonia-Anhalt non è stata una normale campagna elettorale. Il dibattito politico è stato stravolto. La violenza, verbale e fisica, è stata sdoganata”.

La Zeit fa alcuni esempi: “A Dessau, durante un evento elettorale dell’Afd, un noto cabarettista ha pronunciato sul palco, davanti a un pubblico entusiasta, battute secondo cui bisognava far saltare in aria il cancelliere Friedrich Merz e mettere al muro l’ex cancelliera Angela Merkel. Siegmund e un leader nazionale del partito, Tino Chrupalla, presenti sul palco, non hanno fatto una piega. Un eurodeputato dell’Afd in Sassonia-Anhalt avrebbe invece aggredito con una mazza da baseball due adolescenti accusati di aver danneggiato un manifesto elettorale. Uno dei due, di 14 anni, è stato ricoverato in ospedale. Con l’indagine in corso, il politico si è vantato del suo comportamento su internet, raccogliendo grandi elogi. Un altro fatto da non dimenticare: di recente il leader dell’Afd nel vicino land della Turingia, Björn Höcke, si è attivato per reintegrare nel partito tre neonazisti accusati di terrorismo e in custodia cautelare”.

Siegmund non ha mai condannato questi episodi. “All’interno dell’Afd”, prosegue la Zeit, “è ormai emersa una linea che, qualche anno fa, sarebbe stata in minoranza, secondo cui prendere le distanze dagli estremisti significa perdere consensi. Il partito può permettersi questa svolta perché il pericolo che costituisce è stato minimizzato, anche all’esterno. Da anni ormai molti in Germania parlano dell’Afd come di un potenziale partner di governo e sminuiscono i legami con la galassia neonazista”.

Proposte irrealizzabili

Mentre il quotidiano tedesco Die Tageszeitung accusa il cancelliere Merz di aver contribuito involontariamente alla crescita dell’Afd, “liquidando con troppa disinvoltura le preoccupazioni, i bisogni e le difficoltà degli abitanti della Sassonia-Anhalt”, il settimanale Der Spiegel pubblica un ritratto di Siegmund, definendolo “l’uomo più pericoloso della Germania”.

In un articolo intitolato “Governare? Meglio di no”, la Süddeutsche Zeitung sostiene che una vittoria dell’Afd nelle elezioni del 6 settembre sarebbe un grande pericolo non solo per la Sassonia-Anhalt e per la Germania, ma anche per il partito stesso.

“Molti militanti dell’Afd hanno forti dubbi sulla capacità del partito di amministrare un land. La missione sarebbe quindi estremamente difficile, considerando anche che il programma elettorale del partito contiene proposte irrealizzabili sia dal punto di vista finanziario sia da quello giuridico. L’elettorato dell’Afd potrebbe quindi rimanere deluso”, afferma il quotidiano tedesco.

E conclude: “Per Siegmund, quindi, forse la cosa peggiore sarebbe dover effettivamente governare dopo il 6 settembre. Alcuni militanti dell’Afd potrebbero tirare un sospiro di sollievo se il partito non ottenesse la maggioranza assoluta”.

Secondo l’Economist, proprio per questo “ad alcuni oppositori dell’Afd non dispiacerebbe se il partito ottenesse la maggioranza assoluta. Sperano infatti che il fallimento al governo di un piccolo land gli faccia perdere la sua aura d’invincibilità. Ma per gli abitanti della Sassonia-Anhalt è diverso. ‘È facile dire queste cose a Berlino o nel sud della Germania. Ma noi dovremmo conviverci tutti i giorni’, dice l’attivista politico Lennart Birth”.

La Reuters si occupa invece delle elezioni in Sassonia-Anhalt soffermandosi sulla “questione russa”: “L’Afd ha più volte chiesto la fine del sostegno tedesco all’Ucraina e la ripresa delle importazioni di petrolio e gas dalla Russia. Il suo programma regionale prevede inoltre il rafforzamento dell’insegnamento della lingua russa nelle scuole”.

“Per la coalizione di governo guidata da Merz un esecutivo dell’Afd nel land favorirebbe il presidente russo Vladimir Putin, che di recente è stato accusato di condurre una guerra ibrida contro la Germania”, afferma l’agenzia di stampa britannica.

Oggi la Sassonia-Anhalt è amministrata dall’Unione cristianodemocratica (Cdu, centrodestra), il partito guidato dal cancelliere Merz, in coalizione con il Partito socialdemocratico (Spd) e i liberali dell’Fdp. La Cdu è al 23 per cento nei sondaggi.

Se l’Afd non riuscisse ad assicurarsi la maggioranza assoluta dei seggi, un’ipotesi concreta, la Cdu potrebbe cercare di formare un esecutivo con i partiti alla sua sinistra, tra cui l’Spd e i Verdi, ma probabilmente servirebbe anche il sostegno della Linke (sinistra radicale), con cui la formazione di Merz si è impegnata a non collaborare.

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