Difficile che non ve ne siate accorti, soprattutto se avete una figlia o una nipote. C’è un genere letterario che ha conquistato una nuova generazione di lettrici: il romance o new romance. Eredità del romanzo libertino e degli Harmony, oltre a dominare le classifiche e rappresentare la fascia più redditizia della narrativa commerciale in Italia, il romance è oggi al centro dell’attenzione anche per i suoi aspetti più controversi, che riguardano principalmente la presenza di scene di sesso esplicito (per le quali è generalmente usato il termine spicy, “piccante”) e la presenza (o l’assenza) dei trigger warning, le avvertenze, paratesti che sono ormai parte integrante del genere.
Una premessa: l’universo del romance è complesso e sfaccettato, e la rappresentazione della sessualità o del cosiddetto smut (sexual material), cambia a seconda del sottogenere: si va dal romcom (commedia romantica) al romantasy (da romance e fantasy), dove il confine tra passione e violenza si fa sottile e il tema del consenso diventa centrale, aprendo la strada al filone più controverso di tutti: il dark romance.
Nel dibattito sulla letteratura per adolescenti, liquidare il successo dei romance come una semplice moda significa ignorarne le radici sociologiche, le implicazioni pedagogiche, ma soprattutto la profonda distanza culturale tra genitori e figli: madri entusiaste perché finalmente le figlie leggono (non importa cosa) e ragazzine di dodici, tredici anni che si trovano tra le mani romanzi soft porn con copertine ingannevolmente innocenti.
Traumi, desideri e crescita
Che cosa sono i romance? Sono storie d’amore tra protagonisti giovani o giovanissimi che includono temi come desiderio, trauma, passaggio all’età adulta, e che seguono i trope, schemi narrativi ricorrenti attorno ai quali si sviluppano lunghe scene di sesso.
I trope possono riguardare dinamiche relazionali come quelle previste dallo schema enemies to lovers (da nemici ad amanti) o dal classico slow burn (con la tensione che cresce lentamente), oppure situazioni e contesti come nel modello secret identity (identità segreta) o infine direttamente i personaggi principali come per il grumpy x sunshine, dove un personaggio cupo e scontroso si innamora di uno solare e ottimista, di solito femmina.
Di trope ce ne sono ovviamente centinaia, per avere un’idea basta sfogliare Trope. I segreti della scrittura del romance e del romantasy (Il Castoro Off 2026) della francese Alice Doublier, uno dei primi libri di narratologia del romance disponibile in italiano (del resto è stata lanciata da poco anche una scuola di scrittura dedicata al genere, la New romance academy ideata da Martina Donati, in collaborazione con l’Accademia Molly Bloom).
Critiche
Tuttavia, da qualche tempo c’è un piccolo, ma non insignificante movimento di librai e genitori che sta sollevando delle critiche attraverso articoli, forum e interventi social. Secondo le titolari della libreria milanese In cerca di guai, gli editori di romance (che sono spesso editori di libri per adulti) hanno una grande responsabilità, perché “vendono pornografia a minori di dodici anni senza alcuna regola, mentre i genitori sono spesso ignari, anzi ben contenti che le figlie abbandonino il cellulare per leggere dei tomi da 700 pagine”, come si legge in un articolo sul sito della libreria.
Uno dei problemi più evidenti dell’editoria di romance in Italia è che a volte, nelle traduzioni, spariscono le avvertenze presenti nelle edizioni originali. Però il discorso non riguarda solo gli editori: “Questi libri raccontano qualcosa che esiste già nella società. L’editoria intercetta e cavalca una sottocultura”, mi dice una redattrice di una casa editrice che pubblica romance e preferisce non rivelare il suo nome. “Per questo è importante interrogarsi sul tipo di educazione affettiva che ricevono gli adolescenti, o che non ricevono. Le ragazze non hanno certo bisogno di storie che normalizzino la violenza o il sessismo, o peggio romanticizzino i rapporti tossici”.
Secondo Patrizia Nappi della libreria In cerca di guai, certi romance che hanno avuto grande successo di pubblico come le saghe di Limitless e Game of gods sollevano una questione pedagogica urgente: l’assenza di barriere tra contenuti sessualmente espliciti, che espone lettrici giovani – alcune addirittura delle elementari – a materiale non adatto alla loro età. “Le avvertenze, quando presenti, sono relegate all’interno del volume in corpo 8, praticamente invisibili. Inoltre, il profitto non deriva solo dalla vendita di libri, gadget o biglietti per gli eventi come all’ultimo Salone del libro di Torino, ma soprattutto dal tempo-attenzione chiesto alle giovani lettrici sui social media: interazioni su TikTok, Instagram, YouTube, canali Telegram e WhatsApp. Un ecosistema di ‘capitale digitale’ costruito sui target più vulnerabili”.
Per diversi editori il romance e il new romance sono ormai un pilastro di fatturato, al punto da sostenere interi cataloghi. Il successo peraltro è trasversale: grandi gruppi editoriali, medio-piccoli e brand digitali hanno creato collane apposite, mentre autrici italiane e straniere sono diventate fenomeni da decine di migliaia di copie.
Protagoniste di eventi dal vivo perennemente sold out nonostante prezzi dei biglietti a volte proibitivi, con firmacopie dalle file interminabili e gruppi di ragazze che aspettano ore per un selfie con la loro autrice preferita.
Grande successo ha avuto – prevedibilmente – il Romance pop up al Salone del libro di Torino con 6.500 visitatrici (e qualche visitatore) e più di 30mila copie di libri firmati in due giorni. Per il secondo anno la più grande fiera libraria italiana ha offerto alle lettrici una specie di “salone nel salone”, con un biglietto a parte (venticinque euro al giorno o quaranta per l’abbonamento).
La scrittrice italiana Erin Doom, autrice del bestseller Il fabbricante di lacrime e curatrice della sezione Romance a Torino, ha detto che questi libri dovrebbero avere la “stessa dignità degli altri generi editoriali”.
Anche a Napoli il prossimo 7 giugno ci sarà un evento dedicato, il Romance book party, unfestival con biglietti che vanno dai quaranta ai novanta euro.
Secondo Alice Bigli, formatrice, esperta di letteratura per ragazze e ragazzi e direttrice del festival per giovani lettori Mare di libri (a Rimini dal 12 giugno), una possibile chiave di lettura può essere una sorta di reazione alla nuova ondata di femminismo: “Molte ragazze giovani stanno leggendo tanti romance, che non sono chiaramente tutti uguali ma che in molti casi lasciano spazio a relazioni tossiche o poco equilibrate e paritarie. Tra le più giovani c’è però anche un’ondata di femminismo in cui questioni come quella del consenso creano consapevolezze nuove nell’educazione emotiva, affettiva e sessuale. Mi chiedo come stiano insieme queste due cose, se sono in qualche modo una la reazione all’altra”.
Negli ultimi anni, continua Bigli, si stanno pubblicando romanzi di formazione che includono scene esplicite, ma che sono raccontate con attenzione e che tengono conto del tema del consenso. “Un esempio significativo è il lavoro dell’editore Faros, nei cui libri la sessualità è descritta come parte naturale e sana della crescita. Rimane il dubbio tuttavia che si stiano abbassando troppo le età di esposizione a contenuti complessi, confondendo i confini dell’infanzia. Non è una questione di censura, ma di consapevolezza educativa e rispetto delle fasi evolutive”.
Paradossi
L’editoria per ragazzi vive un paradosso. Da un lato mancano rappresentazioni della sessualità credibili nei libri che leggono i più giovani: in questi testi infatti il sesso tende a scomparire, dato che gli editori temono le reazioni di genitori e insegnanti, che potrebbero evitare di adottarli in classe. Dall’altro molte ragazze raccontano di sentirsi costrette a leggere romance non per la qualità letteraria, ma perché altrove il sesso semplicemente non c’è. È difficile, inoltre, per una sedicenne immedesimarsi in modelli sentimentali ottocenteschi o novecenteschi, dove le relazioni tra i personaggi sono rigidissime e lontane dalla loro esperienza emotiva.
Per questo è prezioso e imprescindibile quello che dicono le ragazze, che raramente hanno avuto voce in capitolo in questo dibattito. Ho parlato con C., che ha quattordici anni e frequenta il primo anno di un liceo classico. “Leggo soprattutto classici, ma ogni tanto sento il bisogno di staccare”, dice. I romance la divertono anche perché spesso finiscono per assomigliarsi: il ragazzo ‘bello e dannato’, la ragazza ‘crocerossina’. “Mi piacciono però di più quelli che riescono a uscire da questi schemi, soprattutto quando il personaggio femminile è forte e non si lascia mettere i piedi in testa. Tra i miei preferiti c’è The truth untold di Rokia, perché ha una trama più originale rispetto ai romance classici e una protagonista lontana dagli stereotipi”. La saga che preferisce è invece Game of gods. “Anche perché unisce il romance alla mitologia greca, che adoro. Sul fatto che i romance possano essere sessisti, ci ho pensato spesso. Secondo me molti lo sono, soprattutto in certe dinamiche tra i personaggi e nelle scene sessuali, che infatti sono la parte che mi piace meno e che spesso salto. Però non bisogna generalizzare: dipende molto dal libro e dalla scrittrice”.
Nei romance come Limitless e Game of gods “non ci sono personaggi molto estremi”, dice Eleonora, 18 anni, che frequenta il liceo classico. “Ci sono figure che hanno dei problemi, ma sono dovuti per lo più alle loro famiglie e ai contesti di provenienza. Magari alcuni aspetti sono enfatizzati, ma non si fa ricorso alla violenza per provare emozioni”.
Secondo Eleonora, “i personaggi violenti sono figure che le autrici criticano. Inoltre, permettono di riflettere su tematiche che, in modo diverso, riguardano tutti noi”. Per Emma, 17 anni, studente di un liceo linguistico, le cose sono un po’ diverse: “Certe emozioni sono ingigantite, sembra che i personaggi possano provare qualcosa solo attraverso l’eccesso”. Sesso performativo, possessività, controllo esagerato diventano quotidianità. “Queste storie influenzano l’immaginario e per un po’ di tempo anch’io ho creduto che quello raccontato in questi romance fosse la realtà. Libri come Kiss me like you love me e Game of gods vanno contestualizzati e approcciati con una visione critica, senza prendere tutto quello che c’è scritto per vero”.
D., che frequenta il secondo anno di un liceo linguistico, grande appassionata di dark romance, mi ha detto che in effetti spesso i romance sono scritti male, con un linguaggio stereotipato, basico e un lessico povero, ma non sono tutti uguali: “Per esempio il famosissimo Love me love me è un libro che senza dubbio romanticizza le relazioni tossiche. A me piacciono di più i dark romance come That sik luv o la saga di Adeline di H.D. Carlton, tutti testi che contengono le avvertenze”. Perché li legge? “Mi interessano anche le emozioni negative, sono cose realistiche. Nei libri che mi piacciono di più non si leggono quasi mai, tranne che nei casi di personaggi laterali e minori”.
Sfogliando il manifesto del gruppo italiano dei giovani lettori dell’International board on books for young people (Ibby), diffuso in occasione della scorsa fiera del libro di Bologna, si legge che “dovrebbe essere proibito proibire i libri”.
Vittoria, 15 anni, mi ha detto: “Bisogna istruire il lettore a non idealizzare le storie invece di proibirle”. Elena, 16 anni, ha aggiunto: “Molto dipende dagli strumenti di cui dispone chi legge. Ovviamente, leggere è uno dei modi con cui possiamo trovare questi strumenti”. Le voci critiche sono tante e articolate: “Se una storia ha bisogno di violenza estrema per generare emozioni, forse è perché manca di profondità psicologica”, dice Teresa, 19 anni. “In una storia d’amore profonda non serve la violenza per renderla emozionante agli occhi del lettore”, spiega Sofia, 17 anni.
Ho provato a leggere qualche romance e dark romance, ma la noia ha prevalso. Mi sono invece appassionata a Il gusto del bacio (Faros 2025) di Camille Emmanuelle, dove la protagonista è una ragazza di 16 anni che perde l’olfatto a causa di un incidente in bici: come affrontare l’ingresso nella vita sessuale quando non si sentono più sapori e odori?
Il libro, che contiene diverse scene di sesso esplicito molto ben scritte, è una risposta a questa domanda decisamente “piccante”, per usare un termine noto alle fan del genere. La trama è originale e lontana dai tradizionali trope, e la protagonista è un personaggio tanto incasinato quanto realistico. In un breve saggio intitolato Lettre à celle qui lit mes romances érotiques et qui devrait arrêter tout de suite (Les Echappés), l’autrice racconta la sua fallimentare esperienza di scrittrice di romance commerciali. Attenzione, dice Emmanuelle, che a forza di raccontare una sessualità stereotipata e normalizzata, rischiamo che diventi un ostacolo a una vera liberazione sessuale della donna.
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