Mia figlia ha dodici anni e una solida conoscenza sulla letteratura per ragazzi – Dahl, Rodari, Agatha Christie, Henry Potter. Ora è rapita dal genere romance, fenomeno che ignoravo. Letteratura rosa con titoli come Love me love me o Il fabbricante di lacrime. Sia io sia la mamma siamo avidi lettori e guardiamo con sufficienza il genere. Dovremmo comunque incentivare questa passione, finanziandole gli acquisti fino a saturazione o continuare a lottare per una letteratura migliore?
–Pasquale

Il fatto che a dodici anni vostra figlia abbia alle spalle solide letture mi sembra già un grande obiettivo raggiunto, per lei e per voi. Ma visto che voi due siete avidi lettori, la cosa non mi stupisce: secondo l’Istat i figli minorenni di genitori che leggono sono quasi nell’80 per cento dei casi lettori anche loro (contro il 40 per cento di quelli i cui genitori non hanno l’abitudine di leggere). Vostra figlia ha chiaramente ereditato la vostra passione ma la sta adattando alla sua età. Avrei trovato più inusuale, se non preoccupante, se mi aveste detto che ora è immersa da mesi nella lettura di Marcel Proust. Non a caso i romanzi rosa di cui mi parli fanno parte della letteratura young adult , perché con la loro forte componente emotiva e drammatica ricalcano le emozioni che si provano durante l’adolescenza. Quindi la mia risposta è: assolutamente sì, continuate a incoraggiare e finanziare la passione di vostra figlia, perché l’importante è che continui a coltivare l’amore per la lettura. Per leggere La Recherche ci sarà sempre tempo.
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Questo articolo è uscito sul numero 1664 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati