07 luglio 2010 00:00

Emanuele Tonon,* Il nemico*

Isbn, 106 pagine, 14,00 euro

Leggo in ritardo un “dittico” che l’editore chiama “romanzo in due parti”, in realtà accostabili solo per meriti di scrittura e di (apparente) blasfemia religiosa.

Tonon stesso (o ancora l’editore) dà al volume il sottotitolo di “romanzo eretico” e si presenta (o viene presentato) come “teologo-operaio”. Ha quarant’anni e vive ai confini dell’Italia, oltre il Nordest. Le due parti di quest’esordio sono Sotto il sole di Lucifero e Il nemico (l’amore al tempo delle catacombe). Il primo titolo evoca Bernanos (Sotto il sole di Satana) e tutto l’insieme può ricordarlo.

La letteratura italiana di questo tipo non è molto ricca, neanche quella dichiaratamente cattolica, che è superficiale e ottimista come l’altra. Ma due nomi vengono in mente, Giovanni Testori e il suo allievo Luca Doninelli, rispetto ai quali Tonon appare incerto sulla strada da seguire, costretto dalla necessità di distinguersi e anche dalla retorica del grido.

È lo scandalo dell’esistenza, è il suo male che l’autore denuncia, raccontando prima la morte del padre, distrutto dal lavoro e dalla malattia, e poi una “sposa muta” e avvilita in una vita che non invoca salvezza, in un mondo che “non è l’immagine della felicità” ma “del dolore”. Sfogo violento e irritante contro la crudeltà della vita, Il nemico si avvinghia ferocemente su di sé incapace di carità (come era in Bernanos) e senza fede nella grazia.