Goffredo Fofi

È il direttore della rivista Lo straniero.

Goffredo Fofi
È un momento formidabile per il cinema italiano

Film come Dogman o Lazzaro felice dimostrano che il cinema italiano è vivo, anche se non è al centro dell’attenzione delle istituzioni e del potere. Ma forse è questo il motivo della sua freschezza, della sua importanza. Leggi

Un ricordo di Miloš Forman

Dalla nouvelle vague allo sbarco a Hollywood, il regista di Qualcuno volò sul nido del cuculo ha rappresentato le speranze della generazione degli anni sessanta. Leggi

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La terra dell’abbastanza esplora la precarietà del mondo

Il film di Damiano e Fabio D’Innocenzo racconta di due amici, del loro contesto sfasciato, e cerca una comunicazione diretta con un pubblico dalla coscienza addormentata. Leggi

Roma città libera, un piccolo film sottovalutato

Si intitolava La notte porta consiglio, ma fu poi diffuso con il titolo di Roma città libera per sfruttare il successo del film di Rossellini. Leggi

Koudelka fotografa la Terra santa è un documentario senza prediche

Il film di Gilad Baram ha seguito il fotografo nel suo itinerario per immagini lungo il muro costruito da Israele al confine con la Palestina. Leggi

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Napoli nell’acquario della Gatta Cenerentola

Gatta Cenerentola ha una sceneggiatura ridondante, per le troppe cose che vuol dire e i troppi modi in cui le dice. Eppure è il film italiano più sorprendente di questa stagione. Leggi

Com’era la scuola elementare italiana e com’è oggi

Il film di Alberto Lattuada del 1954, Scuola elementare, racconta l’Italia del dopoguerra in bilico tra autoritarismo e democrazia, in corsa verso il boom economico. Leggi

Una buona annata per il cinema italiano

Da Andrea Segre a Roberto De Paolis: i registi lontani dai salotti girano film belli, tra i migliori in Europa. Leggi

Le false emozioni di Dunkirk

Il film di Christopher Nolan racconta in modo meccanico uno degli episodi più importanti e drammatici della seconda guerra mondiale. Leggi

Cuori puri ha il coraggio di andare controcorrente

Il film di Roberto De Paolis è molto bello e presenta motivi di interesse cinematografico e sociale, perfino storico, per l’Italia di oggi. Leggi

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Un nido di serpi nel jet set

Torna Hanif Kureishi, con un breve romanzo di assoluto cinismo, magnificamente tradotto, sul jet set londinese interetnico. Leggi

Un giallo metafisico di Witold Gombrowicz

“Gialli” come Cosmo li sanno scrivere solo i grandi filosofi e teologi, o Kafka e Cervantes. Leggi

Bruciare tutto racconta il regno dell’ambiguità morale

Il protagonista è un prete, e il contesto è un mondo cattolico che, dopo il suicidio della sinistra, è l’unico che continua ad agitarsi, ma è zeppo di contraddizioni. Leggi

Perché don Milani dà ancora fastidio

Un ricordo sul prete toscano scritto da una sua stretta collaboratrice, oggi anziana ma ostinatamente onesta e intelligente. Leggi

I’m not your negro racconta la vita coraggiosa di James Baldwin 

Il film di Raoul Peck su James Baldwin non è diverso da altre biografie documentarie. Quello che lo rende un’opera eccezionale è proprio il personaggio che racconta. Leggi

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L’Asia della postmodernità

Un breve racconto-saggio con riflessioni tra le più interessanti sul mondo in cui viviamo, a partire dalla nuova Asia. Leggi

Una scrittrice in incognito

Non c’è solo Elena Ferrante ad aver scelto di scrivere con uno pseudonimo. Molte scrittrici lo hanno fatto, e non poche hanno scelto un nome maschile. I racconti di Alarico Cassé, pubblicati da Feltrinelli nel 1963, furono un caso letterario molto discusso e tornano ora, finalmente, in libreria. Leggi

Il libro di mio padre racconta una giovinezza europea

Il libro di Urs Widmer è la storia di una contrastata giovinezza ancora idealista e audace. È una storia che oggi sarebbe quasi impensabile. Non è una “lettera al padre” rivendicativa ed edipica, ma un romanzo che trasfigura personaggi reali. Leggi

L’altro volto della speranza non è il solito comizio sentimentale

L’ultimo film di Aki Kaurismäki racconta la grande tragedia dei nostri tempi mostrandola dal punto di vista degli emarginati, degli outsider. E il regista finlandese, nel panorama del cinema europeo, è l’unico ad aver scelto di stare per davvero dalla loro parte. Leggi

La vendetta di Arévalo è un piatto riscaldato male

Vale la pena di parlare del film spagnolo La vendetta di un uomo tranquillo (migliore il titolo originale: Tarde para la ira) di Raúl Arévalo, prevedibile e mediocre, e proprio perché è prevedibile e mediocre, perché è un buon esempio di quel che si fa nel cinema “ufficiale” europeo e in quello di mezzo mondo o di tutto il mondo. Leggi

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