Goffredo Fofi

È il direttore della rivista Lo straniero.

Goffredo Fofi
Un nido di serpi nel jet set

Torna Hanif Kureishi, con un breve romanzo di assoluto cinismo, magnificamente tradotto, sul jet set londinese interetnico. Leggi

Un giallo metafisico di Witold Gombrowicz

“Gialli” come Cosmo li sanno scrivere solo i grandi filosofi e teologi, o Kafka e Cervantes. Leggi

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Bruciare tutto racconta il regno dell’ambiguità morale

Il protagonista è un prete, e il contesto è un mondo cattolico che, dopo il suicidio della sinistra, è l’unico che continua ad agitarsi, ma è zeppo di contraddizioni. Leggi

Perché don Milani dà ancora fastidio

Un ricordo sul prete toscano scritto da una sua stretta collaboratrice, oggi anziana ma ostinatamente onesta e intelligente. Leggi

I’m not your negro racconta la vita coraggiosa di James Baldwin 

Il film di Raoul Peck su James Baldwin non è diverso da altre biografie documentarie. Quello che lo rende un’opera eccezionale è proprio il personaggio che racconta. Leggi

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L’Asia della postmodernità

Un breve racconto-saggio con riflessioni tra le più interessanti sul mondo in cui viviamo, a partire dalla nuova Asia. Leggi

Una scrittrice in incognito

Non c’è solo Elena Ferrante ad aver scelto di scrivere con uno pseudonimo. Molte scrittrici lo hanno fatto, e non poche hanno scelto un nome maschile. I racconti di Alarico Cassé, pubblicati da Feltrinelli nel 1963, furono un caso letterario molto discusso e tornano ora, finalmente, in libreria. Leggi

Il libro di mio padre racconta una giovinezza europea

Il libro di Urs Widmer è la storia di una contrastata giovinezza ancora idealista e audace. È una storia che oggi sarebbe quasi impensabile. Non è una “lettera al padre” rivendicativa ed edipica, ma un romanzo che trasfigura personaggi reali. Leggi

L’altro volto della speranza non è il solito comizio sentimentale

L’ultimo film di Aki Kaurismäki racconta la grande tragedia dei nostri tempi mostrandola dal punto di vista degli emarginati, degli outsider. E il regista finlandese, nel panorama del cinema europeo, è l’unico ad aver scelto di stare per davvero dalla loro parte. Leggi

La vendetta di Arévalo è un piatto riscaldato male

Vale la pena di parlare del film spagnolo La vendetta di un uomo tranquillo (migliore il titolo originale: Tarde para la ira) di Raúl Arévalo, prevedibile e mediocre, e proprio perché è prevedibile e mediocre, perché è un buon esempio di quel che si fa nel cinema “ufficiale” europeo e in quello di mezzo mondo o di tutto il mondo. Leggi

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Saggi inviti alla lettura

In questi testi, raccolti nel 1997 da Roberto Rossi, emerge la vena narrativa, la capacita di sintesi comunicativa, l’acutezza dei giudizi, la moralità ed eleganza della scrittura, l’ironia e la vitalità (oggi qualità rare) di Grazia Cherchi, basate sulla passione per la letteratura e sulla curiosità esigente per la società di quegli anni, sia la letteraria sia la politica. Leggi

Solo per Ida Brown è un thriller intellettuale

Il grande scrittore e critico argentino Ricardo Piglia è morto all’inizio di quest’anno ed esce ora il suo ultimo splendido romanzo, ambientato nel mondo universitario statunitense che ben conosceva. Leggi

Il passato non passa

Tanti sono gli orrori del mondo che l’uomo rapidamente dimentica, ma che non dimentica chi li ha subìti o chi li ha compiuti. Con coraggio e con strazio, una scrittrice ormai anziana rievoca in un grande romanzo personaggi e storie della ex Jugoslavia, tra un villaggio irlandese e la grande Londra. Leggi

La Sicilia tra mito e storia

Questo bizzarro romanzo del 1937 è uno dei piccoli gioielli misconosciuti della letteratura italiana, ammirato da Sciascia al punto che ribattezzò il suo paese Regalpetra così come Savarese aveva chiamato Petra la sua Enna. Lo ha recuperato una piccola casa editrice palermitana. Leggi

La macchina del tempo descrive un futuro senza progresso

In un’ottima traduzione e con un’ottima introduzione di Michele Mari, e in una delle poche belle collane di narrativa coerenti, le Letture Einaudi, torna un capolavoro della fantascienza delle origini (1895) che nulla ha perso del suo smalto e della capacità di inquietarci. Leggi

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Le nostre anime di notte di Kent Haruf racconta una storia delicata e perfetta

Dobbiamo a NN Editore la scoperta di uno scrittore statunitense di grande valore, Kent Haruf, e della sua Trilogia della pianura (Canto della pianura, Crepuscolo, Benedizione), che racconta l’immensa provincia americana e i suoi proletari con la misura, la comprensione, l’affetto e la malinconia appartenuti a Sherwood Anderson, a Margaret Laurence (ma la sua era provincia canadese) e a tanti altri, tra cui di recente la grandissima Marilynne Robinson. Leggi

Arturo Belluardo racconta la Sicilia tra vecchio e nuovo

L’eroe narrante di Minchia di mare è Davide Buscemi, prima bambino e poi adolescente, che cresce negli anni settanta in una provincia siciliana in continuo mutamento, come il suo dialetto. Leggi

Il Giappone post-Hiroshima nel romanzo di Abe Kōbō

Negli anni sessanta dello scorso secolo si restò sbalorditi da un film di Hiroshi Teshigahara, La donna di sabbia, e si scoprirono il teatro e la narrativa di Abe Kōbō, nato nel 1924 e morto nel 1993. Nelle avanguardie del tempo, fu uno dei più geniali e inquietanti tra gli eredi di Kafka. Leggi

La città interiore è un crocevia di storie

Nato a Trieste nel 1965, con un cognome slavo che originariamente doveva avere una k al posto della c iniziale, Mauro Covacich ha scritto buoni romanzi che sanno guardare al presente e si è molto occupato della sua città e dei dintorni, del suo contesto storico sociale culturale così complesso e affascinante. Leggi

L’animale notturno e l’insoddisfazione del giocatore

Un giovane sceneggiatore calabrese arenato a Roma, deluso dal mondo del cinema e dei salotti della capitale, vaga scontento finché non decide di comportarsi da ricco e giocare d’azzardo con la vita, incontrando persone da “grande bellezza” ma ben più radicate di quelle nella realtà della capitale e in una società imputridita. Leggi

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