Vasilij Šukšin
Viburno rosso
Marcos y Marcos, 224 pagine, 16 euro

Curato da Paolo Nori con un gruppo di giovani traduttrici e traduttori, torna il lungo racconto di un grande scrittore che fu anche attore e regista (bellissimo il film che trasse e interpretò da questo racconto nel 1973, un anno prima di morire, a 45 anni, e altrettanto belli Così vive un uomo, l’opera prima, e Strana gente). Dopo una gioventù sbandata, Šukšin aveva studiato cinema con Mikhail Romm e Aleksandr Tvardovskij, ed esordito da attore. Ma volle anche essere autore dei propri film, ben pochi purtroppo. Incarnò in Russia, con il poeta-cantante Vladimir Vysotskij (morto nel 1980 a 42 anni), le speranze e gli ardori di tutta una generazione. Fu tra l’altro il compagno di una poeta coetanea e brava quanto lui, Bella Achmadulina. Nel 1978 Serena Vitale pubblicò il Viburno e altri testi per gli Editori Riuniti, e in tanti potemmo amare sia il film sia il racconto, che avevano entrambi molto di autobiografico. Narrano di un malamente, Egor, che si è fatto cinque anni di carcere e torna al paese, alla madre e alla ragazza amata, e vorrebbe cambiare vita, non fosse che gli “amici” della banda lo vogliono di nuovo con loro e lo portano alla morte. Il personaggio e l’attore s’identificano nella nostra memoria con lo scrittore e il regista, e molti giovani potrebbero ancora riconoscersi in Egor in molte storie di oggi. Ma sono ben pochi quelli che saprebbero metterle su carta. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1437 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati