Giuliana Saladino
Romanzo civile
Sellerio, 86 pagine, 10 euro

Torna un gioiello della letteratura siciliana recente, anno 2000. Ed è qualcosa di meglio di un romanzo, è una memoria che racconta e fa capire un’epoca importante della nostra storia, gli anni del dopoguerra e oltre raccontati da una protagonista della sinistra palermitana, attiva con altri tra i contadini di Agrigento che scoprì diversi da come li si raccontava, anche all’interno del Partito comunista italiano (Pci), il suo partito. Compagna di Marcello Cimino, grande giornalista dell’Ora, fucina di talenti, Giuliana finì la sua vita da assessora alla cultura con Leoluca Orlando, e di questo esemplare romanzo-memoria fece protagonista, con il nome di Mars, il marito e, con il nome di Rocchi, un militante e intellettuale nisseno, Calogero Roxas, che malato terminale si dette la morte e che era stato lucidissimo attore di una storia politica complessa e discussa come quella del Pci e della sinistra isolana. Un altro grande palermitano, Francesco Orlando, scrisse a Giuliana e a Mars: “Si può capire e far capire ad altri, e tuttavia lasciare tragicamente le cose come sono. Ma nessuno mi leva dalla testa che capire è condizione, sufficiente no, necessaria sì”. Ci si augura che altri scrittori ne tengano ancora conto. Testimonianza, riflessione, narrazione. Romanzo civile è anche la confessione e la testimonianza di una donna straordinaria. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1435 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati