Caroline, giovane aspirante infermiera, stanca di veder morire gli anziani di cui si prende cura in un ospizio, accetta di lavorare per Violet e Ben Devereaux, proprietari di una grande tenuta isolata in mezzo alle paludi della Louisiana. Ben è stato colpito da un ictus, è praticamente paralizzato e non parla. Sua moglie Violet all’inizio appare diffidente nei confronti di Caroline, ma piano piano si apre con lei. Al contrario Caroline non riesce a fidarsi di Violet e si convince che Ben sia in realtà vittima di qualche rituale magico. Naturalmente nulla è come sembra.

The skeleton key di Iain Softley si spinge dalle parti dov’era già stato Alan Parker con Angel heart, ma risulta un film molto più leggero, nonostante sia considerato un horror e alcuni dettagli siano effettivamente terrificanti. I punti a suo favore sono tanti, prima di tutto il cast. A sorpresa Kate Hudson è perfetta per la parte, in più è sostenuta da due giganti come Gena Rowlands e John Hurt, e anche da Peter Sarsgaard che risulta sempre inevitabilmente ambiguo. Notevole la colonna sonora, e non potrebbe essere altrimenti visto che siamo in Louisiana. Il resto lo fa l’atmosfera di quella terra dove a ogni incrocio si può incontrare il diavolo. Forse, più che di un horror, sarebbe il caso di parlare di un thriller magico o di una favola, dipende quanto siete disposti a credere alla magia hoodoo. Due consigli: vederlo in versione originale e, per un’esperienza completa, aspettare i titoli di coda, quando arriva Elvis.

The skeleton key
Di Iain Softley. Con Kate Hudson, Gena Rowlands, John Hurt, Peter Sarsgaard. Stati Uniti/Germania 2005, 104’. A noleggio.

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