Il 2 marzo gli Stati Uniti hanno sanzionato l’esercito ruandese, accusato di continuare a sostenere il gruppo ribelle M23 nell’est della Repubblica Democratica del Congo (Rdc) nonostante l’accordo di pace firmato a dicembre con la mediazione del presidente statunitense Donald Trump.

Nell’ultimo anno l’M23 ha conquistato, con il sostegno dell’esercito ruandese, gran parte delle province congolesi del Nord e Sud Kivu, ricche di risorse naturali.

“Gli Stati Uniti hanno deciso di sanzionare le Forze di difesa ruandesi (Fdr) e quattro alti ufficiali per il sostegno operativo diretto all’offensiva dell’M23 nella Repubblica Democratica del Congo”, ha affermato il dipartimento di stato statunitense.

Tra gli ufficiali sanzionati c’è il capo di stato maggiore dell’esercito ruandese Vincent Nyakarundi.

Nel dicembre scorso Trump aveva invitato a Washington, per la firma di un accordo di pace, i presidenti del Ruanda e della Rdc, Paul Kagame e Félix Tshisekedi, ma pochi giorni dopo l’M23 aveva assunto il controllo della località strategica di Uvira, nel Sud Kivu.

“L’M23, sottoposto a sanzioni degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite, è responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui esecuzioni sommarie e violenze contro i civili, comprese donne e bambini”, ha dichiarato Tommy Pigott, portavoce del dipartimento di stato.

“Il sostegno delle Fdr non è mai venuto meno, consentendo all’M23 di continuare la sua avanzata e di compiere nuovi crimini”, ha affermato il dipartimento di stato.

“Come già sottolineato dal presidente Trump, gli Stati Uniti sono pronti a usare tutti i mezzi a loro disposizione per garantire che la Rdc e il Ruanda rispettino lo storico accordo”, ha aggiunto.

Il Ruanda ha reagito all’annuncio delle sanzioni denunciando “un’ingiustizia”. “Gli Stati Uniti prendono di mira solo una delle parti in causa e distorcono la realtà”, ha affermato.

Ha anche accusato la Rdc di aver violato più volte l’accordo di cessate il fuoco.

Kinshasa ha invece espresso in un comunicato “profonda gratitudine verso gli Stati Uniti”.

“Le sanzioni costituiscono un segnale forte per il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale della Rdc”, ha affermato.

L’accordo di pace firmato a dicembre prevede anche la conclusione di accordi bilaterali tra gli Stati Uniti e ciascuno dei due paesi africani per lo sfruttamento di minerali strategici, di cui l’est della Rdc è particolarmente ricco.