Il leader dell’opposizione ugandese Bobi Wine ha annunciato di aver lasciato temporaneamente il paese dopo due mesi trascorsi in clandestinità in seguito alle elezioni presidenziali di gennaio, che hanno visto la conferma del presidente Yoweri Museveni, in carica dal 1986.

Bobi Wine, il cui vero nome è Robert Kyagulanyi, aveva contestato l’esito del voto e denunciato brogli, e aveva lasciato la sua casa nella capitale Kampala facendo perdere le sue tracce.

In un videomessaggio di cinque minuti pubblicato il 14 marzo sul social network X, Wine ha detto di aver lasciato il paese per “importanti impegni all’estero”, senza fornire altri dettagli.

“Al momento giusto tornerò in Uganda per continuare la mia battaglia per la libertà e la democrazia”, ha aggiunto.

Bobi Wine, un ex cantante, aveva accusato le forze di sicurezza di aver ostacolato la sua campagna elettorale, bloccando i suoi comizi e arrestando i suoi sostenitori.

Nel video del 14 marzo Wine ha dichiarato che le forze di sicurezza avevano piazzato posti di blocco in tutto il paese per arrestarlo.

Il governo e l’esercito dell’Uganda non hanno ancora reagito al suo messaggio.

Nelle scorse settimane il capo dell’esercito Muhoozi Kainerugaba, figlio del presidente Museveni, aveva più volte dichiarato sui social network che i militari stavano cercando Bobi Wine, anche se non è chiaro di quale reato sia accusato.

Nel suo videomessaggio l’oppositore ha accusato Museveni di aver “usurpato la volontà del popolo”.

Museveni, 81 anni, guida l’Uganda dal 1986 e da allora ha ripetutamente vinto le elezioni con le intimidazioni e le violenze, come denunciano l’opposizione e le organizzazioni per i diritti umani.