Un attivista dell’organizzazione Pat Jasan dopo aver raccolto dei fiori di oppio su una collina del villaggio di Lung Zar, Birmania, il 1 febbraio 2016. (Hkun Lat, Ap/Ansa)
  • 04 Mar 2016 16.17

La battaglia dell’oppio in Birmania

04 marzo 2016 16:17

La dipendenza dall’oppio è un problema in molte delle comunità più povere della Birmania. Ma per gli agricoltori che lo coltivano è l’unica fonte di guadagno.

Questa contraddizione emerge sopratutto nello stato settentrionale di Kachin. Migliaia di uomini e donne fanno incursioni nei campi e sradicano i fiori di papavero da cui si ricavano l’oppio e il suo derivato, l’eroina. Appartengono al movimento Pat Jasan, un gruppo di religione battista.

Il 25 febbraio alcuni degli attivisti del gruppo si sono scontrati con i contadini che volevano proteggere i loro campi. Quindici anni fa, le autorità birmane avevano annunciato un piano per convertire le piantagioni d’oppio ed eliminarle entro il 2014. Si è registrata una riduzione significativa, ma il paese continua ad essere il secondo tra quelli che producono più oppio al mondo, dopo l’Afghanistan.

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