Un soldato delle Nazioni Unite nell’area lungo la “linea verde” che segna la divisione geografica tra le due parti di Cipro, il 4 gennaio 2017.
  • 10 Gen 2017 11.33

Riprendono i negoziati di pace per Cipro ma la riunificazione resta lontana 

10 gennaio 2017 11:33

È l’ennesimo tentativo di arrivare a una pace negoziata, che dopo più di quarant’anni è ancora lontana. Dal 9 all’11 gennaio il presidente della parte greca di Cipro, Nicos Anastasiades, e il rappresentante di quella turca, Mustafa Akıncı, s’incontrano a Ginevra per far avanzare il processo di riunificazione dell’isola. Con poco più di un milione di abitanti, Cipro è ancora divisa e vive bloccata nel passato, separata come nel 1974, quando l’esercito turco invase il nord dell’isola in reazione a un tentativo di colpo di stato dei greci ciprioti, sostenuti dalla dittatura dei colonnelli di Atene per riunire il paese alla Grecia in nome dell’enosis (unione).

Nel 1983 la parte settentrionale dell’isola dichiarò l’indipendenza come Repubblica Turca di Cipro del Nord (riconosciuta solo da Ankara). Nel frattempo l’isola è entrata nell’Unione europea, nel maggio del 2004, ma solo la parte greca, riconosciuta dalla comunità internazionale, beneficia di quest’adesione. Al problema geografico si accompagna un rompicapo politico-diplomatico.

Anche se i negoziati non riescono a superare gli ostacoli legati alla sicurezza e alla ripartizione territoriale – in particolare il futuro di quelle persone che sono state costrette ad abbandonare le loro case – il nuovo segretario generale delle Nazioni Unite, il portoghese António Guterres, si dice ottimista e convinto della necessità di cogliere “un’occasione storica”. Sul posto, lungo la “linea verde” – la zona demilitarizzata che segna la divisione geografica tra le due parti – il tempo sembra essersi fermato, osserva la Bbc, descrivendo i quartieri deserti e le case fatiscenti lungo le strade vuote.

La proposta federale
La principale soluzione avanzata finora si fonda sull’idea di uno stato federale formato da due entità distinte, che dovrebbero condividere il potere. Ma per farlo Atene e Ankara dovrebbero evitare drammatizzazioni inutili – citato in un articolo del quotidiano turco Hürriyet, il professore di storia İlber Ortaylı ha detto che “senza Cipro la Turchia annegherebbe”.

Si può sperare in un successo o quantomeno in un progresso dei negoziati? Gli esperti sono scettici. Il Cyprus Mail, però, in un editoriale esorta Anastasiades a non temporeggiare e a fare, se necessario, delle concessioni, l’unica strada possibile per arrivare a un compromesso duraturo.

(Traduzione di Andrea De Ritis)

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