• 16 Mar 2017 14.25

Attivi

Giovanni De Mauro
16 marzo 2017 14:25

Il 18 febbraio 160mila persone sono scese in piazza a Barcellona per protestare contro le politiche sull’immigrazione. Chiedevano al governo nazionale di rispettare gli accordi con l’Europa e di accogliere più rifugiati. A venti mesi dall’insediamento della nuova giunta della sindaca Ada Colau, due ricercatori britannici, Oscar Reyes e Bertie Russell, su Open Democracy hanno riassunto in otto punti la sua esperienza di governo.

  1. Per combattere in modo efficace la xenofobia bisogna affrontare le ragioni reali delle difficoltà economiche dei cittadini e proporre soluzioni altrettanto reali.
  2. Ada Colau è la prima donna a guidare la città. È una delle fondatrici della piattaforma cittadina Barcelona en comú (BComú) ed è portavoce della campagna contro gli sfratti. Guida un gruppo di undici consiglieri comunali, di cui sette sono donne. Rivendica uno stile politico che esprime apertamente contraddizioni e dubbi.
  3. BComú è nato attraverso un processo capillare e continuo di ascolto dei cittadini in incontri pubblici insieme a gruppi tecnici e di esperti.
  4. Il tentativo è trasformare i cittadini da destinatari passivi di scelte politiche ad agenti attivi nel cambiamento della città. È un percorso complicato e imperfetto, scrivono Reyes e Russell, ma per governare bene bisogna sperimentare nuovi processi che rispondano ai bisogni delle persone.
  5. BComú non è espressione locale di un partito nazionale, ma non rifiuta i partiti, e anzi amministra Barcellona insieme a Podemos e ai verdi catalani.
  6. Prendere il potere nelle istituzioni non basta se non c’è anche il potere che viene dai movimenti di base.
  7. È importante costruire una rete di relazioni con esperienze politiche di altri paesi.
  8. Nella gestione dei servizi essenziali la scelta non è solo tra privato e pubblico. C’è una terza possibilità: risorse e servizi trattati come beni comuni e controllati, prodotti e distribuiti dai cittadini in base ai loro bisogni.
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