Marino Sinibaldi

È il direttore di Rai Radio3

Il filo rosso che lega l’alluvione di Firenze ai terremoti di oggi

La storia delle catastrofi italiane è così ripetitiva che proporre riferimenti e paragoni con il passato rischia di suonare vacuo o patetico. Ma c’è proprio in questi giorni una coincidenza temporale che qualche utilità o anche solo qualche suggestione significativa la può offrire. Leggi

Sconcertante, entusiasmante, scandaloso, Dario Fo

È morto un grande artista che ha coltivato il suo straordinario talento artistico e insieme la sua ardita passione politica, senza mai lasciare che una vocazione cancellasse o indebolisse l’altra. Leggi

pubblicità
La polemica sulla maternità surrogata è frutto dell’omofobia

Cominciamo da una piccola ma fondamentale verità: se davvero lo spavento che il cosiddetto utero in affitto suscita non ha nulla a che fare con l’omosessualità o l’eterosessualità, come mai è emerso solo ora, di fronte a singoli casi di maternità surrogata cui sono ricorse coppie omosessuali, e non davanti alla massa di casi che ha riguardato e ancora riguarda un numero ben più ampio di coppie eterosessuali? Leggi

Il prezzo della memoria

“È vero, piangono molto. Gridano. Dopo un incontro, dopo che me ne sono andata, capita che debbano assumere dei farmaci per il cuore o addirittura che chiamino la guardia medica. Sono loro stesse a raccontarmelo poi, eppure insistono: ‘Torna a trovarmi, torna senz’altro. Abbiamo taciuto per così tanto tempo. Per quarant’anni abbiamo taciuto…’”. Nulla meglio di questo passo di un libro di Svetlana Aleksievič spiega il dolore e il dovere della memoria, il costo che si paga a ricordare. Leggi

La parola guerra e le profezie sbagliate dell’occidente

È la parola in questi giorni più pronunciata, più temuta e più esibita, lanciata come un grido esaltatorio o un epiteto ricattatorio. Siamo in guerra, riconosciamolo. Siamo in guerra, ammettetelo. Dai discorsi dei leader feriti (e indeboliti) la parola rimbalza ai titoli dei giornali come una pallina impazzita e incontrollabile. Leggi

pubblicità
La rivoluzione di Franco Basaglia nel più bel libro dell’anno

Un giorno, alla metà degli anni ottanta, una signora triestina che cerca una casa con giardino nella parte alta della città varca un portone un tempo serrato e scopre che quei ventidue ettari sono il famigerato Ospedale psichiatrico provinciale (Opp), da dove partì il lavoro di Franco Basaglia e della sua équipe. Di questo e di tanto altro parla L’istituzione inventata. Leggi

Roma e Milano divise dalla politica

L’aria da derby circolava da tempo e non c’era dubbio che in questi mesi amari i (cosiddetti o addirittura sedicenti) successi milanesi contribuissero ad alimentare la depressione dei romani. Un contributo marginale, forse irrilevante di fronte a tante altre più corpose ragioni per essere depressi in quanto romani, che però ha improvvisamente animato confronti e discussioni.  Leggi

Perché festeggio il 25 aprile

La prima cosa che andrebbe festeggiata settant’anni dopo è la capacità che individui spesso isolati hanno avuto di liberare anzitutto se stessi, di sottrarsi all’inquinamento delle menti e dei valori, di negare finalmente la rete di menzogne e seduzioni che sorregge ogni regime. Di ribellarsi, diremmo noi oggi, al Pensiero Unico. Qualche tempo fa ho sentito ricordare da un operaio protagonista degli scioperi che anticiparono la caduta del fascismo una verità semplice e fondamentale: “Mica eravamo stati a scuola di antifascismo, noi”. Leggi

Elena Ferrante, l’Amica degli Amici

L’identità della misteriosa Elena Ferrante è una delle poche pagine di interesse giornalistico della nostra letteratura. E il premio Strega è l’unico evento letterario che susciti un minimo di attenzione nella nostra opinione pubblica. È dunque comprensibile che l’autorevole proposta di una sua candidatura al premio abbia conquistato le prime pagine di siti e giornali. Leggi

Fare i conti con la storia, finalmente 

Come ricordare, rappresentare, trasmettere la profondità di quello che è accaduto ora che stanno scomparendo i sopravvissuti, ovvero i testimoni diretti che con le parole e i corpi segnati hanno oltrepassato ogni distanza e ogni rimozione? Leggi

pubblicità
Roma dovrebbe perdonare meno, soprattutto se stessa

Forse sarebbe meglio aspettare, forse c’è ancora qualcosa da scoperchiare, forse altre immagini e altre parole ci aiuteranno a capire meglio, ma per chi c’è nato e ci vive da sempre, per chi ha visto questa città cambiare, perdere le antiche identità e smarrire poi le nuove, la domanda fatale si impone già in queste ore: cosa è diventata Roma? Leggi

Meteopolitica

Si è discusso molto nei giorni scorsi della ricerca pubblicata dal Guardian che documenta come siamo il paese più inconsapevole, quello la cui opinione pubblica regolarmente sbaglia ogni risposta e amplifica ogni emergenza: pensa che i disoccupati siano la metà della popolazione (e non il 12 per cento), gli immigrati un terzo (e non il 7 per cento), le ragazze madri il 17 per cento (in realtà sono lo 0,5 per cento). Ma la discussione si è presto polarizzata intorno a due mezze verità: che si leggano troppi pochi giornali e si usino pochi mezzi di informazione da un lato; che essi informino male dall’altro. Leggi