L’abbassamento delle temperature in Europa dell’est ha causato in una settimana 112 morti. In Serbia, undicimila abitanti di villaggi di montagna sono bloccati nelle loro case.
L’aumento della disoccupazione sta spingendo ai margini della società milioni di cittadini che non avevano mai conosciuto problemi economici, cambiando la nostra idea della povertà.
Le misure di austerità decise nel summit europeo sono utili ma non sufficienti. Angela Merkel dovrebbe abbandonare la sua strategia troppo rigida e pensare come favorire la crescita dell’Europa.
Venticinque leader dell’Unione europea hanno firmato nella notte un nuovo trattato internazionale che prevede norme più rigide sui bilanci nazionali. Britannici e cechi se ne sono tirati fuori.
Secondo il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, c’è un solo modo per ridurre il debito greco. Per riportarlo a un livello sostenibile, cioè al 120 per cento del pil, gli stati della zona euro dovrebbero condonarne una parte.
I problemi economici sono all’origine di quasi tutte le migrazioni. Ma questa volta sono gli europei a lasciare i loro paesi. Spagnoli e portoghesi scelgono soprattutto la vivace America Latina, eletta a terra d’opportunità. Ma anche l’Africa sta diventando un rifugio per i profughi dell’eurozona.
La decisione di Standard & Poor’s di declassare nove paesi dell’eurozona, lascia solo la Germania con un rating AAA.
Il nuovo anno comincia com’era finito: con un incontro tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy.
Dopo l’inchiesta sul ruolo della cancelliera Merkel nelle dimissioni di Berlusconi, ecco un documentario del Wall Street Journal che ricostruisce le origini della crisi economica europea e il perché della sua diffusione.
Il futuro dell’Europa si deciderà in Germania, non nella periferia greco-britannica. L’analisi di José Ignacio Torreblanca.
“In una fredda giornata di ottobre, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha fatto una telefonata confidenziale a Roma per provare a salvare l’euro”. Comincia così la ricostruzione del Wall Street Journal di due anni di crisi.
Dal 1 gennaio in Europa saranno vietati gli allevamenti di galline ovaiole in batterie, cioè in gabbie con una superficie più piccola di un foglio A4. Ma non tutti i paesi sono già in regola. Francia, Spagna e Italia non sanno ancora quando riusciranno a dare più spazio alle galline.
La Banca centrale europea ha offerto alle banche liquidità illimitata attraverso prestiti a tre anni: 523 istituti si sono precipitati, chiedendo 489 miliardi di euro. Ed è solo l’inizio.
Il presidente francese definisce “un bambino ostinato” il premier britannico per il suo veto sui trattati europei.
Da una Germania europea si è passati a un’Europa germanizzata. Oggi Harry Kissinger avrebbe una risposta alla sua domanda su che numero comporre per parlare con l’Europa. Eccolo: +49 30 4000 2526. Quello dell’ufficio di Angela Merkel.
Restano almeno quattro questioni in sospeso.
Il vertice dell’eurozona di ieri si è concluso accogliendo nella sostanza la posizione franco-tedesca, concordata nell’incontro di lunedì scorso tra la cancelliera Merkel e il presidente Sarkozy. Ecco i punti salienti dell’accordo raggiunto.
L’unica cosa chiara, dopo ore di trattative, è che l’Europa si è divisa nelle sue fondamenta.
Il primo ministro britannico David Cameron a Bruxelles. (Eric Feferberg, Afp)
Nicolas Sarkozy e Angela Merkel nella sede dell’Unione europea a Bruxelles per il summit dei capi di governo. (Guido Bergmann, Bundesregierung/Afp)
Gli israeliani non sono riusciti a fermare il programma nucleare di Teheran. Per questo sono pronti a bombardare le centrali iraniane. L’inchiesta del New York Times Magazine