Immagine tratta dal fotoromanzo Qualcosa che si chiama onore, 1960. (Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori)

La riscoperta del fotoromanzo 

22 gennaio 2018 17:51

Nato in Italia nel 1947, il fotoromanzo ha conosciuto un successo immediato, e per più di venti anni è stato uno dei protagonisti dell’editoria internazionale. In Francia ha esordito negli anni cinquanta grazie al settimanale Nous deux. Nel 1957 il giornale contava un milione e mezzo di persone che lo leggevano, ed erano soprattutto lettrici.

Nonostante la sua grande popolarità, per molto tempo è stato considerato un genere minore della letteratura e raramente ha catturato l’attenzione degli storici dell’immagine o quella dei musei, o di altri centri dedicati all’arte. Una mostra al Mucem di Marsiglia ne ripercorre la storia, dalle origini alle influenze sugli artisti contemporanei.

Trecento le opere esposte, tra cui riviste, fotografie originali, prove d’impaginato, film, e materiali inediti provenienti dalla collezione Arnoldo Mondadori, editore che tra gli anni quaranta e ottanta pubblicò migliaia di fotoromanzi.

Attrici famose come Sophia Loren e Gina Lollobrigida hanno posato per queste riviste, anche se molti accusavano le pubblicazioni di sentimentalismo e di perversione. Parte della mostra è anche dedicata alla diffusione del genere in Spagna, Libano, Argentina.

Anche se l’età d’oro del fotoromanzo è finita, alcune riviste sono sopravvissute, come Noux deux, considerata dal semiologo e scrittore francese Roland Barthes – affascinato dal genere – “più oscena di Sade”. Oggi la rivista distribuisce 350mila copie a settimana e si può leggere anche su tablet.

La mostra Roman-photo al Mucem di Marsiglia durerà fino al 23 aprile 2018.

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