Sophia, l’umanoide più sofisticato costruito fino ad oggi. (Giulio Di Sturco)

Storie dal futuro 

14 marzo 2018 18:01

Futuro presente è la mostra dedicata al lavoro di venti fotografi che raccontano le conseguenze della tecnologia sulle persone, la scienza e la cultura. Il progetto, curato da Artsfor, inaugura il 15 marzo in occasione della Milano digital week e si svolge negli spazi di Base, a Milano, fino al 18 marzo.

Tra i lavori esposti c’è Technically intimate di Evan Baden, sul modo in cui l’uso prolungato degli smartphone condiziona il nostro modo di interagire con gli altri e il rapporto con la privacy. Spirit is a bone è il progetto con cui gli artisti Broomberg & Chanarin hanno raccolto foto scattate dalle macchine di sorveglianza, ispirandosi a un sistema di riconoscimento facciale russo ideato per ragioni di pubblica sicurezza e per il controllo delle frontiere.

Stephanie Buret in Futuristic utopia racconta Songdo – in Corea del Sud, a sessanta chilometri da Seoul – la prima città al mondo concepita come una smart city: funzionale, all’avanguardia, connessa ed ecologica. Mentre Catherine Leutenegger nel suo progetto Kodak city, racconta la città di Rochester, New York, dove tra il 1887 e il 1889 George Eastman fondò la multinazionale Eastman Kodak. Con l’avvento del digitale l’azienda ha subìto un rapido declino.

Giorgio Di Noto in The iceberg esplora il deep web, un network criptato che sfugge ai motori di ricerca, in cui vige il totale anonimato e al quale si accede solo attraverso specifici software. In questo spazio emerge un complesso commercio di materiale per lo più illegale. Giulio Di Sturco invece racconta Sophia, l’umanoide più sofisticato costruito finora. Il robot è stato riconosciuto come cittadino dall’Arabia Saudita. Mentre Fernando Moleres ha documentato con Internet gaming addicts una struttura di Pechino dedicata alla cura della dipendenza da internet, con pazienti che vanno dai dodici ai trent’anni.

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