NUOVE NOTIZIE
  • 01 Giu 2020 18.14

Il punto sul coronavirus in Italia

Il 1 giugno, alle ore 18, la protezione civile ha presentato il bollettino sulla diffusione del nuovo coronavirus (Sars-cov-2) in Italia.

  • Il 1 giugno ci sono stati 178 nuovi contagi, il dato più basso dal 26 febbraio. Ieri erano stati 355. Le persone contagiate dall’inizio dell’epidemia sono 233.197, compresi i morti e i guariti.
  • Attualmente risultano positive 41.367 persone, 708 in meno rispetto al 31 maggio.
  • Il 1 giugno ci sono stati 60 decessi, ieri erano stati 75. In totale sono morte 33.475 persone.
  • Il numero dei guariti sale a 158.355, 848 in più rispetto al giorno precedente.
  • A oggi 6.099 persone sono ricoverate con sintomi e 424 si trovano in terapia intensiva, 12 in meno rispetto a ieri.
  • 01 Giu 2020 17.35

A Hong Kong vietata la veglia per l’anniversario di piazza Tiananmen

Per la prima volta in trent’anni la polizia di Hong Kong non ha autorizzato la veglia per l’anniversario del massacro di piazza Tiananmen, perché a causa del covid-19 “avrebbe costituito una grave minaccia alla vita e alla salute della popolazione”. La veglia si è tenuta il 4 giugno di ogni anno ed era l’unico evento in territorio cinese per ricordare le vittime della repressione delle proteste a Pechino nel 1989.

Finora a Hong Kong ci sono stati solo mille casi di covid-19 e quattro decessi. Nelle ultime settimane bar, ristoranti, piscine e cinema sono stati riaperti. Gli organizzatori della veglia hanno chiesto ai cittadini di Hong Kong di accendere una candela e osservare un minuto di silenzio ovunque si trovino alle 20.00 di giovedì.

Nelle ultime settimane Hong Kong è stata teatro di violente manifestazioni contro la decisione del governo cinese di imporre una nuova “legge sulla sicurezza” contro gli atti di sovversione, il secessionismo e l’ingerenza straniera, senza passare per il parlamento del territorio.

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  • 01 Giu 2020 16.28

I moscoviti tornano a uscire dopo più di due mesi

Da oggi i moscoviti possono uscire a passeggiare per la prima volta da nove settimane. Il sindaco Sergej Sobjanin ha infatti deciso di allentare alcune delle misure imposte alla fine di marzo per fermare la diffusione del nuovo coronavirus.

I cittadini possono uscire tre volte alla settimana, seguendo un sistema di turni basato sull’indirizzo della loro abitazione. Inoltre è possibile uscire per fare esercizio fisico, ma solo tra le 5 e le 9 di mattina. Diverse categorie di negozi ed esercizi commerciali sono stati autorizzati a riaprire, così come i parchi pubblici.

Alcuni hanno espresso dubbi sulle riaperture, dato che a Mosca il tasso di contagio è ancora molto alto. Il 31 maggio sono stati registrati ben 2.595 nuovi casi, ma la situazione è migliorata notevolmente rispetto ai giorni scorsi, quando i nuovi positivi erano arrivati a toccare i seimila al giorno. Le cifre sono comunque oggetto di dibattito, specialmente dopo che la autorità hanno rivelato che ad aprile i morti di covid-19 in città sono stati 1.561 e non 639 come era stato precedentemente riferito.

Andamento dell’epidemia di covid-19 in Russia (The Moscow Times)

Finora in Russia sono stati registrati 414.878 casi di covid-19, il terzo dato più alto del mondo dopo quelli di Stati Uniti e Brasile. I decessi attribuiti al virus sono 4.855. Secondo la Reuters dall’11 giugno le autorità russe dovrebbero dare il via libera all’uso dell’Avifavir, un farmaco antivirale basato su un medicinale già testato in Giappone.

Il 1 giugno il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che il referendum sulla riforma costituzionale che dovrebbe permettergli di candidarsi per altri due mandati si svolgerà il 1 luglio. Il voto era previsto per il 22 aprile ma era stato rimandato a causa della pandemia. In alcune regioni potrebbe essere usato un sistema di voto elettronico.

  • 01 Giu 2020 15.45

Gli attivisti congolesi combattono la disinformazione sul virus


Nella Repubblica Democratica del Congo i casi di covid-19, più di tremila confermati finora, continuano ad aumentare, ma non tutti sono convinti della presenza del virus nel paese. Di fronte a salari più bassi e alle difficoltà economiche, molti se la prendono con le misure di contenimento imposte dal governo.

I primi dubbi tra la popolazione, spiega Al Jazeera, sono sorti dopo la conferma del primo contagio a marzo: inizialmente si era parlato di un cittadino belga, che si è poi rivelato congolese, e che successivamente ha negato di essere stato malato. Il governo è quindi accusato di usare il covid-19 per ottenere più aiuti dalla comunità internazionale. A questo si aggiunge un numero molto basso di test effettuati tra la popolazione: meno di cinquemila su una popolazione che, secondo alcune stime, raggiunge gli 84 milioni di abitanti. Intanto, nell’est del paese, mezzo milione di persone hanno dovuto abbandonare le loro case negli ultimi mesi a causa degli attacchi di gruppi armati, uno spostamento che preoccupa anche per l’eventuale propagazione del virus.

Per combattere lo scetticismo e chiarire i numerosi dubbi che serpeggiano tra la popolazione, gli attivisti politici di gruppi giovanili come Lucha e Filimbi vanno in giro tra le persone per far circolare informazioni corrette su come proteggersi dal contagio.

Intanto il ministro della sanità Eteni Longondo ha annunciato che è stato scoperto un nuovo focolaio di ebola nel nordovest del paese, con cinque casi confermati.

  • 01 Giu 2020 15.02

Il Brasile diviso in due

Il 31 maggio il presidente brasiliano Jair Bolsonaro si è concesso un bagno di folla tra i suoi sostenitori, mentre migliaia di persone protestavano accusandolo di non prendere sul serio la minaccia del nuovo coronavirus.

Negli stessi giorni, scrive France24, gli Stati Uniti hanno mandato in Brasile due milioni di dosi di idrossiclorochina, l’antimalarico che il presidente statunitense Donald Trump promuove per curare il covid-19, nonostante l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) abbia sospeso la sperimentazione sul farmaco.

Il Brasile ha registrato più di 500mila contagi da nuovo coronavirus e il bilancio è di quasi 28mila morti, il più alto al mondo dopo Stati Uniti, Regno Unito e Italia. Nonostante ciò ieri Bolsonaro ha incontrato a Brasília un folto gruppo di sostenitori che gridavano “Mito! Mito! Mito!”, riprendendo le sue parole sulla pandemia. Dopo essersi avvicinato alla folla, il presidente si è concesso una passeggiata a cavallo.

La crisi sanitaria brasiliana si è intrecciata con una crisi politica, che vede uno scontro fortissimo sulle misure di contenimento del virus tra il presidente di estrema destra e le autorità locali.

A São Paulo il 31 maggio ci sono stati scontri violenti tra i sostenitori di Bolsonaro e quelli che manifestavano contro di lui, con la polizia che ha represso duramente i manifestanti critici verso Bolsonaro. Secondo un sondaggio, il 45 per cento dei brasiliani non pensa che il presidente sia responsabile per la tragica situazione sanitaria in Brasile.

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  • 01 Giu 2020 13.24

Il distanziamento sociale mette in difficoltà Nollywood

L’industria cinematografica nigeriana si sta rimettendo lentamente in moto dopo l’allentamento delle misure di contenimento del virus, e una delle prime produzioni a riprendere è quella di una serie tv su una malattia altamente contagiosa che ha devastato il mondo, scrive la Reuters.

La pandemia ha danneggiato profondamente Nollywood, denunciano gli analisti finanziari e i manager del settore. Le chiusure dei cinema durante il lockdown sono state “catastrofiche” per un’industria dove i biglietti venduti equivalgono alla metà dei ricavi. Le sale in Nigeria sono tuttora chiuse e la società di consulenza Financial Derivatives prevede che in tutto il settore 250mila persone potrebbero perdere il lavoro.

Da una parte il successo delle piattaforme di streaming come Netflix è servito ad arginare un po’ le perdite ma, come spiega il produttore Moses Babatope, molte case di produzione hanno visto sparire clienti importanti, come le compagnie aeree.

E anche se la produzione lentamente sta riprendendo, le regole sul distanziamento sociale rendono molti copioni impossibili da realizzare, denuncia Fred Amata, presidente della Directors guild of Nigeria.

Sui set lavora una media di trenta persone, che possono diventare cinquanta a seconda dell’importanza del progetto. È evidente che mantenere una distanza dagli altri di almeno due metri è praticamente impossibile, scrive il sito nigeriano Tech Cabal.

  • 01 Giu 2020 12.20

I tunisini temono le ricadute economiche dell’epidemia

“Negli ultimi giorni in sette città tunisine centinaia di persone sono scese in piazza per reclamare nuovi posti di lavoro, il miglioramento delle loro condizioni di vita e dei progetti di sviluppo locale. Il paese infatti deve affrontare una grave crisi economica legata, tra le altre cose, alla pandemia di nuovo coronavirus”, scrive il quotidiano algerino Liberté.

Il 28 maggio sono scoppiate le prime proteste a Hajeb el Ayoun e a Sidi Bouzid, la città simbolo della rivoluzione dei gelsomini del 2011. A Gafsa, nel sudovest del paese, centinaia di neolaureati si sono radunati davanti alla sede del governo scandendo slogan contro il premier Elyes Fakhfakh. Nelle ore successive le manifestazioni si sono diffuse anche a Kasserine, Tozeur e in altre città.

Con l’epidemia di covid-19 la Tunisia si aspetta che l’economia cali del 4,3 per cento, la peggior contrazione dai tempi dell’indipendenza. I prossimi mesi si annunciano molto agitati, continua Liberté: da marzo i movimenti di protesta nel paese sono stati più di 220. Le misure di contenimento del virus hanno spinto le famiglie più povere ad alzare la voce, soprattutto al sud, dove la povertà è più diffusa.

In Tunisia i casi di nuovo coronavirus sono attualmente più di mille, e i decessi registrati sono stati 48.

  • 01 Giu 2020 11.32

Il Regno Unito allenta le regole ma non tutti sono convinti

Da oggi nel Regno Unito sono state allentate alcune delle misure d’isolamento imposte per contenere l’epidemia di covid-19. In Inghilterra fino a sei persone non conviventi possono incontrarsi all’aperto mantenendo una distanza di almeno due metri, e si può uscire di casa anche senza una ragione valida. In Scozia, Galles e Irlanda del Nord valgono regole diverse. La regina Elisabetta II ne ha approfittato per farsi ritrarre a cavallo nella sua prima uscita pubblica dall’inizio dell’epidemia.

Molti medici e scienziati però sono convinti che l’allentamento sia prematuro, dato che nel paese l’epidemia non sembra ancora sotto controllo (il 31 maggio sono stati registrati quasi duemila nuovi casi). L’Association of directors of public health ha rivolto al governo un appello a ristabilire le misure di distanziamento, avvertendo che il paese non è pronto ad affrontare una seconda ondata di contagi. Alcuni inoltre temono che la disponibilità dei cittadini a seguire le norme anticontagio sia stata compromessa dalla vicenda di Dominc Cummings, il consigliere del premier Boris Johnson accusato di aver violato più volte il lockdown.

Anche alcune scuole inglesi sono state autorizzate a riaprire dopo dieci settimane di chiusura, ma la decisione non sembra aver convinto tutti. Secondo un sondaggio realizzato dalla National foundation for educational research, il 46 per cento dei genitori è intenzionato a tenere i propri figli a casa e il 25 per cento degli insegnanti potrebbe essere assente per motivi di salute o familiari. Diverse scuole inoltre hanno deciso che non riapriranno finché non sarà dimostrata l’efficacia del sistema di test e tracciamento avviato il 28 maggio.

  • 01 Giu 2020 09.46

Negli Stati Uniti con le proteste crescono i rischi di contagio

Negli Stati Uniti gli esperti sanitari e i leader politici temono che le proteste contro le violenze della polizia scoppiate in decine di città possano aumentare la possibilità di una seconda ondata di covid-19.

Le proteste sono cominciate nei giorni in cui il paese superava i centomila morti causati dal virus e quando tutti gli stati avevano già riaperto (in modi diversi) le attività economiche, nella maggior parte dei casi senza avere il sistema di test e tracciamento che servirebbe per contenere la diffusione della malattia.

I dati mostrano che negli Stati Uniti il covid-19 colpisce in modo sproporzionato neri e ispanici. A Minneapolis, la città dove sono cominciate le proteste dopo che un poliziotto ha ucciso George Floyd, un nero di 46 anni, gli afroamericani costituiscono il 19 per cento della popolazione e il 34 per cento dei casi positivi (i bianchi, il 64 per cento della popolazione, sono il 24 per cento dei positivi).

In molti casi i manifestanti indossano mascherine, ma gli assembramenti e gli scontri con la polizia potrebbero far aumentare di nuovo il numero dei contagi giornalieri.

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