Sesto giorno dell’offensiva russa in Ucraina

Le truppe di Mosca si dirigono verso Kiev, missili contro la seconda città del paese, si indaga per crimini di guerra: notizie, foto e commenti.

NUOVE NOTIZIE
  • 01 Mar 2022 19.10

Questo live blog è chiuso.

  • 01 Mar 2022 18.15
La torre della televisione nazionale colpita a Kiev. (Carlos Barria, Reuters/Contrasto)

Il punto alle 18

  • Il 1 marzo, sesto giorno dell’offensiva russa in Ucraina, Mosca ha preso di mira le città di Kiev e Charkiv, dove i bombardamenti hanno ucciso molti civili, spingendo gli europei, esortati ad agire da parte del presidente ucraino, ad aumentare le sanzioni contro la Russia.
  • A Kiev, circondata dalle forze russe, è stata bombardata la torre della televisione, che ha interrotto le trasmissioni. Almeno cinque persone sarebbero morte e altre cinque ferite nell’attacco. Nel pomeriggio il ministero della difesa russo aveva invitato i civili di Kiev ad abbandonare gli edifici prossimi a infrastrutture dei servizi di sicurezza ucraini o ad altri obiettivi strategici.
  • A Charkiv, seconda città del paese, un bombardamento della piazza centrale ha colpito la sede dell’amministrazione regionale, ha denunciato il governatore Oleg Sinegoubov in un video su Telegram che mostra l’esplosione. Almeno dieci persone sono morte e più di venti sono rimaste ferite, secondo i servizi di emergenza ucraini. Un altro raid su un edificio residenziale ha fatto sei morti e sei feriti.
  • L’Ucraina si prepara a un altro incontro con la delegazione russa se necessario, ha affermato il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba, che ha precisato che l’Ucraina crede nella diplomazia ed è disposta a prendere parte a una nuova tornata di colloqui a patto che dalla Russia non vengano ultimatum. Secondo fonti russe un nuovo round di incontri sarebbe fissato per il 2 marzo.
  • Sono già circa 660mila i rifugiati fuggiti dall’Ucraina verso i paesi confinanti negli ultimi sei giorni, secondo i più recenti dati messi a disposizione dai governi e raccolti dall’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. La maggior parte si è rifugiata in Polonia, Ungheria, Moldova, Romania, Slovacchia. L’Agenzia è inoltre a conoscenza di un numero considerevole di persone che si è diretto verso la Federazione Russa.
  • Il Comitato olimpico internazionale aveva lanciato la protesta il 28 febbraio e ora anche altre associazioni sportive sospendono la partecipazione di Russia e Bielorussia: la Union of european football associations (Uefa) e la Fédération internationale de football association (Fifa), l’International skating union, l’Eurolega di basket, la Federazione internazionale di hockey su ghiaccio, la Federazione internazionale di rugby e quella di badminton. La Federazione internazionale di pallavolo ha annunciato la cancellazione dei Mondiali previsti in Russia il 26 agosto.
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  • 01 Mar 2022 18.13

In Russia continuano gli arresti di chi si oppone alla guerra

Dal 24 febbraio sono 6.613 le persone arrestate in Russia durante le proteste contro la guerra in Ucraina, riporta Ovd-info. Ecco cosa succede a San Pietroburgo, il 1 marzo 2022, dal sito di Bumaga.

  • 01 Mar 2022 18.01
Eindhoven, Paesi Bassi. La raccolta di beni di prima necessità da spedire in Ucraina. (Rob Engelaar, Afp)
  • 01 Mar 2022 17.37

Profughi di serie B

L’Unione africana ha condannato il 28 febbraio gli episodi di razzismo subiti da alcuni cittadini africani alle frontiere ucraine, dove gli sarebbe stato impedito di passare insieme agli altri profughi.

“Le immagini sono scioccanti, le testimonianze rivoltanti”, scrive il quotidiano burkinabé Aujourd’hui au Faso, che parla di “segregazione vergognosa”: “Molti africani che fuggono dai combattimenti in Ucraina vengono maltrattati o gli viene impedito di salire sugli autobus e i treni riservati ai civili che vogliono uscire dal paese”. Tra i racconti che circolano sui mezzi d’informazione c’è quello di Ngubu, studente nigeriano a Kiev, che dice al sito Sahara Reporters di essere stato spinto giù da un treno diretto in Polonia e di aver ricevuto un pannolino sporco in faccia.

In Nigeria decine di genitori dei circa quattromila studenti bloccati nel paese in guerra hanno protestato davanti all’ambasciata russa ad Abuja. In risposta, il governo nigeriano ha organizzato dei voli verso i paesi confinanti con l’Ucraina per rimpatriare i propri cittadini, scrive The Punch.

Anche in Libano sono scoppiate proteste contro il governo di Beirut, accusato di aver abbandonato a loro stessi migliaia di libanesi, scrive L’Orient-Le Jour.

Meno di una decina di paesi africani ha un’ambasciata o un consolato in Ucraina, fa notare Jeune Afrique, cosa che rende ancora più difficile i rimpatri dal punto di vista logistico. Prima dello scoppio della guerra poco meno di ventimila studenti africani – in gran parte originari di Marocco, Egitto, Nigeria e Ghana – studiavano nel paese esteuropeo, attirati dalle rette universitarie basse, dal costo della vita abbordabile e dalla relativa sicurezza. Che oggi non c’è più: il 26 febbraio uno studente algerino di 25 anni è morto a Charkiv, colpito da un proiettile vagante, riporta Middle East Eye. Era in Ucraina per studiare ingegneria aerospaziale. L’Algeria, che gode di buoni rapporti con la Russia, non aveva invitato i suoi cittadini a lasciare il paese.

Profughi alla frontiera con la Polonia. Mostyska, Ucraina 1 marzo 2022. (Thomas Peter, Reuters/Contrasto)
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  • 01 Mar 2022 17.21

Il giornale russo Novaja Gazeta costretto ad accettare i comunicati ufficiali in tempo di guerra

Tenendo presente la massima di Eschilo, “in guerra la verità è la prima vittima”, il giornale russo Novaja Gazeta – per il quale lavorava anche Anna Politkovskaja, la giornalista russa uccisa il 7 ottobre 2006 che aveva denunciato le atrocità della guerra in Cecenia e le complicità della Russia – continua la sua battaglia per un’informazione libera. Ecco cosa recita l’account Telegram del giornale:

“Sul lavoro in tempo di guerra. La posizione dei redattori di Novaja e dei loro sostenitori. L’ufficio del procuratore generale e Roskomnadzor [l’agenzia federale russa per i mezzi di comunicazione] chiedono che Novaja Gazeta e altri mezzi d’informazione indipendenti rimuovano i materiali in cui le operazioni militari sul territorio dell’Ucraina sono chiamate guerra, aggressione o invasione. Altrimenti ci saranno multe gigantesche (che ci stanno già arrivando) e la prospettiva di finire in liquidazione. Abbiamo discusso di questa situazione in redazione, individuato due possibili approcci e chiesto ai nostri collaboratori di votarne uno. Ecco come hanno votato 4.460 persone:
• continuare a lavorare sotto censura militare, rispettando i requisiti delle autorità: 93,9 per cento;
• sospendere i lavori della redazione fino alla fine della guerra: 6,1 per cento.

🔹Pertanto, continuiamo a fare giornalismo onesto insieme a voi. Grazie per il vostro supporto e la fiducia in questo momento!”.

  • 01 Mar 2022 16.57

L’Italia cerca il gas algerino

“Nel quinto giorno dell’operazione militare lanciata dalla Russia in Ucraina, il ministro degli affari esteri italiano è andato ad Algeri”, scrive il sito Tout sur l’Algérie.

L’obiettivo principale della visita, avvenuta il 28 febbraio, era convincere l’Algeria a fornire ulteriori quantità di gas per ovviare a una possibile mancanza nelle consegne russe. Luigi Di Maio era accompagnato, tra gli altri funzionari italiani, da un alto dirigente del gruppo Eni.

Pur indicando che il suo paese sta cercando di aumentare le sue importazioni di gas da diversi partner, il ministro italiano ha sottolineato il ruolo dell’Algeria come fornitore affidabile di energia.

L’Algeria è collegata all’Italia e alla Spagna, i suoi due principali clienti europei, attraverso dei gasdotti. Già prima dell’inizio dell’operazione militare russa, era stato citato come alternativa al gas russo in caso di interruzione dei rifornimenti.

L’Italia importa il 35 per cento del proprio fabbisogno di gas in Algeria e l’Europa l’11 per cento.

  • 01 Mar 2022 15.19
Civili si passano dei fucili su un ponte danneggiato dai bombardamenti, sul fronte settentrionale di Kiev. (Aris Messinis, Afp)
  • 01 Mar 2022 14.50

La richiesta dell’Ucraina di accelerare l’entrata nell’Ue commentata dai mezzi d’informazione europei

L’Ucraina ha chiesto di entrare nell’Unione europea grazie a una procedura speciale. Il 27 febbraio la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato durante un’intervista: “Hanno un posto tra noi, sono dei nostri e vogliamo averli nell’Unione”. È possibile un’adesione con procedura accelerata? È opportuna? I mezzi d’informazione europei dibattono la questione.

“È umanamente comprensibile, ma rischia di creare delle false aspettative”, commenta Stephan Ueberbach sul sito tedesco tagesschau.de, “dato che una decisione presa con procedura accelerata, come vorrebbe il presidente ucraino, non ci sarà. I paesi candidati all’adesione si avvicinano all’Ue poco alla volta, progressivamente. È una procedura che richiede anni, in modo che siano compiute le riforme e i cambiamenti richiesti dai valori e dalle leggi dell’Ue. Voler dare una speranza del genere ai coraggiosi ucraini che affrontano una terribile guerra è comprensibile sul piano umano. Ma poco saggio sul piano politico”.

Bart Eeckhout sul belga De Morgen echeggia posizioni simili in un articolo intitolato “Mantenere il sangue freddo”: “Se è importante dare il sostegno umano agli ucraini e ancora più importante mantenere il sangue freddo. Come si potrebbe in effetti accettare nell’Ue un paese in piena guerra? Ovviamente, in questa guerra orribile, in quanto europei dobbiamo essere al fianco dell’Ucraina. Ma evitando tuttavia di gettarci senza riflettere nella mischia militare. Le parole di Ursula von der Leyen devono essere intese principalmente come un sostegno politico e simbolico. Ma i leader dell’Ue dovrebbero mostrare più cautela. Poiché se faranno promesse che non potranno mantenere questo potrebbe causare delusione e ostilità”.

Tendere la mano agli ucraini, è invece l’appello di 16 personalità politiche, diplomatiche e scientifiche pubblicato da Le Monde il 24 febbraio e aggiornato il giorno dopo. “Dal 2014 l’Ucraina ha pagato cara la sua sete di libertà e la sua fede nell’ideale europeo. È per questo che adesso la Russia invade e bombarda il suo territorio colpendo civili, militari e infrastrutture. È per questo che la Crimea è stata annessa, che il Donbass è stato occupato. Malgrado gli attacchi, malgrado le minacce l’Ucraina vuole raggiungere l’Europa. Ci mostrano, se l’avessimo dimenticato cosa significa essere europei: condividere valori e una storia, ed essere liberi di scegliere il proprio destino. Ascoltiamo il loro appello e tendiamogli la mano”.

Dalla Bulgaria, paese che fa parte dell’Ue e della Nato, il giornalista Veselin Želev usa toni duri con l’Ue: “Bruxelles non merita Kiev”, scrive su Club Z: “L’Ucraina combatte il tentativo di Putin di creare una nuova Unione Sovietica. L’Ucraina dunque combatte per l’Europa, e mette in gioco le sue vite, mentre l’Europa fa solo calcoli, per esempio sul prezzo del gas. Se l’Ucraina sopravvive e continua a presentare la candidatura all’Ue, quelli preoccupati del prezzo del gas dovranno decidere se il paese soddisfa i criteri di Maastricht e di Copenhagen. Non so se l’Ucraina soddisferà questi criteri, ma so che oggi l’Europa non soddisfa i criteri degli ucraini”.

  • 01 Mar 2022 14.32

Volodymyr Zelenskyj parla al parlamento europeo

Durante la seduta del parlamento europeo dedicata alla situazione in Ucraina sono intervenuti la presidente della Commissione, Ursula von Der Leyen, e il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj.

  • Zelenskyj, seduto davanti alla bandiera del paese, ha detto che per alcuni dei suoi cittadini che stavano difendendo il paese oggi sarebbe stato l’ultimo giorno. L’Ucraina, ha detto, sta pagando un prezzo altissimo per gli ideali europei: “Migliaia di persone uccise, due rivoluzioni, una guerra e cinque giorni di invasione su vasta scala”. “Non sto leggendo una sceneggiatura, perché la fase delle sceneggiature per l’Ucraina è terminata. Ora abbiamo a che fare con la morte, la vita reale”, ha aggiunto.
  • Il presidente ucraino ha detto che stava parlando tra i bombardamenti. “Stiamo combattendo per la sopravvivenza. Stiamo lottando per essere membri paritari dell’Europa. Siamo esattamente come voi. Ora tocca a voi dimostrare che siete con noi. Dimostrate che siete davvero europei e allora la vita vincerà sulla morte e la luce vincerà sulle tenebre. Gloria all’Ucraina”.


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  • 01 Mar 2022 13.17

Un bilancio pesante

L’ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha reso noto un bilancio delle vittime dal 24 febbraio, il giorno dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, fino alla mezzanotte del 28 febbraio. I civili uccisi sono 136, tra cui 13 bambini, e i feriti quattrocento, di cui 26 bambini. Ma la portavoce Liz Throssell durante una conferenza stampa ha detto che “il bilancio reale potrebbe essere molto più alto”.

  • 01 Mar 2022 12.20

L’invasione dell’Ucraina vista dai vignettisti di tutto il mondo

I giornali stranieri hanno pubblicato delle vignette sull’invasione russa dell’Ucraina, espressione delle diverse sensibilità di autrici e autori, scrive Voxeurop.

  • 01 Mar 2022 11.31

Charkiv dopo i bombardamenti

Uffici amministrativi a Charkiv. (Sergey Bobok, Afp)
Un uomo armato nel centro della città. (Sergey Bobok, Afp)
  • 01 Mar 2022 10.55

In fuga dai bombardamenti

Dopo giorni trascorsi in un rifugio antiaereo, una famiglia di Kiev è tornata a casa per fare colazione. E lì ha assistito a un attacco missilistico su un condominio vicino. Il video reportage del New York Times.

  • 01 Mar 2022 10.26

Putin non fermerà la sua guerra senza ottenere qualcosa in cambio

Gli occidentali vogliono far crescere il costo di questa guerra per Putin, ma questa logica classica potrebbe non funzionare con un uomo disposto a sbandierare l’arma nucleare per intimidire i suoi avversari, scrive Pierre Haski.

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  • 01 Mar 2022 09.58

Il punto alle 10

  • Almeno settanta soldati ucraini sono stati uccisi in un attacco dell’artiglieria russa contro una base militare a Okhtyrka, una città tra Charkiv e Kiev, ha scritto su Telegram il presidente della regione.
  • Gli attacchi missilistici contro la seconda città ucraina, Charkiv, hanno ucciso “decine” di civili, secondo le autorità locali.
  • Il presidente ucraino ha chiesto una no-fly zone per missili, aerei ed elicotteri russi dopo l’attacco a Charkiv.
  • Le truppe di Mosca hanno cominciato un nuovo assalto alla capitale Kiev. Alcune immagini satellitari scattate il 28 febbraio mostrano un convoglio militare russo a nordovest di Kiev che si estende per circa 60 chilometri.

  • La città di Kherson, nell’Ucraina meridionale, è “circondata” da soldati russi, secondo i resoconti di una giornalista ucraina, Alyona Panina, e del sindaco della città.

  • Il pubblico ministero della Corte penale internazionale ha annunciato che avvierà un’indagine su possibili crimini di guerra o crimini contro l’umanità commessi in Ucraina.
  • Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) il conflitto ha già causato almeno 102 morti e trecento feriti tra i civili. Quasi 520mila ucraini in fuga dall’invasione russa si sono riversati nei paesi vicini da giovedì scorso.
  • Gli Stati Uniti hanno promesso maggiori sanzioni contro la Russia e più armi per l’esercito ucraino, secondo il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba.
  • Il Canada fornirà munizioni potenziate e armi anticarro all’Ucraina, ha affermato il primo ministro Justin Trudeau.
  • L’Ucraina ha aperto i suoi confini agli stranieri disposti a combattere. Il presidente dell’Ucraina ha emesso un decreto che revoca temporaneamente i requisiti per i visti d’ingresso.
  • Fifa e Uefa hanno sospeso le nazionali e i club di calcio russi da tutte le competizioni internazionali fino a nuovo avviso.
  • YouTube ha bloccato in tutta Europa i canali dei mezzi d’informazione russi Rt e Sputnik.
  • Gli Stati Uniti espelleranno 12 rappresentanti della missione russa presso le Nazioni Unite, con l’accusa di aver “abusato dei loro privilegi” per operare uno spionaggio dannoso per la sicurezza nazionale.
  • I colloqui ad alto livello tra Ucraina e Russia che si sono svolti lunedì mattina al confine con la Bielorussia si sono conclusi senza una svolta. Entrambe le parti hanno convenuto di portare avanti i negoziati e nei prossimi giorni potrebbe aver luogo un secondo round di colloqui.
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