Settimo giorno dell’offensiva russa in Ucraina

Si intensificano gli attacchi contro le città ucraine, il presidente chiede aiuti all’Europa e si prepara a nuove trattative: notizie, foto e commenti.

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  • 02 Mar 2022 22.05

Questo live blog è chiuso.

  • 02 Mar 2022 18.30
Abitanti di Kiev aspettano un treno per andare via dalla città. (Gleb Garanich, Reuters/Contrasto)
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  • 02 Mar 2022 17.31

Boicottaggi, censura e discriminazione

La guerra in Ucraina sta coinvolgendo la vita culturale internazionale: il direttore d’orchestra russo Valerij Gergiev, che rifiuta di prendere pubblicamente le distanze dall’amico Vladimir Putin, è stato licenziato dall’orchestra filarmonica di Monaco e non condurrà i previsti concerti alla Scala di Milano. La soprano Anna Netrebko, che ha detto di essere contraria a costringere gli artisti a rivelare le proprie convinzioni politiche, ha subìto la stessa sorte. I commenti dei mezzi d’informazione sono contrastanti.

In Grecia la ministra della cultura Lina Mendoni ha deciso di annullare la trasmissione in diretta da una sala da concerto ad Atene del Lago dei cigni, uno spettacolo del teatro Bolshoi di Mosca, e di sospendere la cooperazione con le organizzazioni culturali russe. Iniziative approvate dall’editorialista Aris Hatzistefanou, sul portale Infowar: “La trasmissione è stata posticipata non perché l’opera è stata scritta da un russo, Ciajkovskij, ma perché lo spettacolo è fornito da un’istituzione finanziata dallo stato russo, che attualmente sta bombardando un paese indipendente. Per l’esattezza, il teatro Bolshoi, che è anche la sede del Bolshoi ballet, è controllato da una squadra di politici, banchieri e imprenditori selezionati personalmente da Putin”.

Anche il mondo dello sport sta lavorando per escludere gli atleti russi dalle federazioni e dalle competizioni. Mentre alcune misure hanno una portata simbolica, altre hanno ripercussioni molto concrete. Flavio Viglezio sul Corriere del Ticino ricorda che ci sono molti esempi del genere nel passato : “Attese, richieste a gran voce, inevitabili. Sulla Russia, dopo quelle economiche e politiche, si sono abbattute anche le sanzioni sportive. Ed è tutto fuorché una sorpresa: perché lo sport è anche e soprattutto – in particolare ai massimi livelli – economia e politica. Genera cifre d’affari milionarie ed è da sempre uno strumento di propaganda politica”.

In Italia, su La Stampa la filosofa Donatella Di Cesare esprime forte preoccupazione per quanto sta accadendo nel mondo delle università e della cultura: “Che chi è russo debba essere qui improvvisamente additato a nemico appare non solo inconcepibile, ma anche indegno di un paese civile. È vero che i venti di guerra soffiano forti ormai anche per le nostre strade e nelle nostre piazze, e che c’è chi fa di tutto per accendere gli animi, ma forse occorrerebbe fermarsi prima di compiere gesti di cui pentirsi e vergognarsi. […] C’è un equilibro da mantenere, che non è equilibrismo, c’è una assennatezza etica e politica che fa parte integrante della maturità di un paese. Se molti leader politici si sono messi l’elmetto, occorre allora disobbedire, perché qui ne va davvero della civiltà; discriminare un altro solo sulla base della sua nascita, della sua appartenenza a una nazione, è un atto discriminatorio e razzista. Non vogliamo che i nostri teatri, i nostri stadi, le nostre università, le nostre piazze diventino altrettanti fronti di guerra”

La guerra diventa anche battaglia per controllare l’opinione pubblica. Per prevenire la propaganda russa in occidente, l’Ue intende vietare la trasmissione dei mezzi d’informazione statali russi Rt e Sputnik. Il Cremlino, da parte sua, ha bandito i canali critici del potere in Russia e ha inasprito le leggi relative ai media. Anche se le misure adottate in Europa non sono paragonabili alla censura russa, i mezzi di comunicazione chiedono il mantenimento della libertà di opinione.

La Repubblica Ceca ha chiuso diversi siti filorussi accusandoli di “istigazione all’odio”. Una decisione sbagliata, secondo l’opinione di Martin Komárek apparsa
su Deník: “Le opinioni filo-Putin e le fake news sono una minaccia per la nostra sicurezza? La risposta è no. La maggioranza dell’opinione pubblica condanna l’invasione dell’Ucraina. Molte persone stanno offrendo aiuto. Può una manciata di troll cambiare tutto questo? Appoggiare l’aggressione è un crimine. Ma ciò non significa che sia una buona cosa mettere a tacere le piattaforme che potrebbero farlo. La libertà di opinione è uno dei beni più preziosi della democrazia. Se vogliamo la libertà, dovremo sopportare le bugie, ma senza crederci”.

Secondo Ben Krischke, sul mensile tedesco Cicero, si tratta di un pericoloso precedente: “Un divieto del genere viola chiaramente i princìpi della libertà di stampa e della libertà di opinione, e potrebbe avere gravi conseguenze per il pluralismo alle nostre latitudini. Quando applichiamo una censura una volta per controllare l’opinione pubblica, qualunque sia la nobiltà delle ragioni per giustificarla, rischiamo di farlo una seconda volta, prima o poi. La differenza è che la prossima volta o quella dopo non colpirà più solo i mezzi d’informazione propagandisti, ma forse anche coloro che, nel dibattito pubblico, si rifiutano di trasmettere certe storie qualificate come ‘verità’ dai leader, quando in fondo si tratta solo di opinioni”.

In prima pagina e nel suo editoriale, il quotidiano danese Politiken si rivolge direttamente alla popolazione russa, nella lingua di Puškin: “Le sanzioni che isoleranno e impoveriranno la Russia renderanno la vostra vita più difficile. Il loro obiettivo non è prendere di mira la popolazione russa, ma aiutare l’Ucraina e il vostro stesso popolo. Diciamo no alla sanguinosa aggressione del presidente Putin. Diciamo sì alla Russia e alle persone che meritano di meglio di Putin e della sua autocrazia assassina e dispotica. E come quotidiano danese, diciamo prima di sì alla copertura giornalistica onesta e sincera di questa atroce guerra, in cui il vostro presidente ha precipitato l’Ucraina e il resto d’Europa”.

  • 02 Mar 2022 16.12

Il punto alle 16

  • Nel settimo giorno dell’invasione dell’Ucraina lanciata da Vladimir Putin, le truppe aviotrasportate russe sono sbarcate a Charkiv, la seconda città del paese.
  • Dopo i bombardamenti del 1 marzo, in cui erano morte almeno 21 persone, nuovi raid hanno colpito il quartier generale regionale delle forze di sicurezza e di polizia, nonché l’università e il municipio della città che si trova a 50 chilometri dal confine russo. I servizi di emergenza hanno riportato almeno quattro morti e nove feriti.
  • Nella capitale Kiev, circa 500 chilometri più a ovest, il 2 marzo regna una relativa calma, dopo l’attacco del giorno prima alla torre della televisione, che ha provocato la morte di cinque persone. La torre domina il distretto del parco commemorativo di Babi Yar, dove più di 33mila ebrei furono massacrati nel 1941, sotto l’occupazione nazista.
  • Anche se nessun monumento in omaggio alle vittime di questo massacro è stato toccato, Volodymyr Zelenskyj, il primo presidente ebreo dell’Ucraina, ha accusato Mosca di voler “cancellare” l’Ucraina e ha invitato gli ebrei a “non restare in silenzio”.
  • Le foto della società americana di immagini satellitari Maxar, pubblicate durante la notte tra lunedì a martedì, avevano mostrato un lungo convoglio russo che avanzava verso la capitale. Un funzionario del Pentagono, tuttavia, sostiene che il suo cammino verso la capitale sembra “fermo”, adducendo problemi come l’approvvigionamento di cibo e carburante.
  • Nel sud, l’esercito russo aveva rivendicato il controllo completo della città di Cherson. Ma il suo sindaco, Igor Kolykhaiev, ha comunque assicurato che la città è ancora sotto il controllo ucraino.
  • A Mariupol, più a est, più di cento persone erano rimaste ferite il 1 marzo in un attacco russo, secondo il municipio. Il controllo di questo porto è di fondamentale importanza per l’esercito di Mosca, al fine di garantire la continuità territoriale tra le forze provenienti dalla Crimea e quelle provenienti dai territori separatisti del Donbass più a nord.
  • In questo contesto di offensiva generalizzata, il portavoce del Cremlino ha annunciato che una delegazione russa avrebbe incontrato la sera del 2 marzo, in un luogo indeterminato, “i negoziatori ucraini”. Il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba, tuttavia, ha affermato che non era stata concordata una data e ha accusato la Russia di emettere ultimatum.
  • Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha dichiarato durante il suo primo discorso sullo stato dell’Unione che Vladimir Putin è ora “più isolato che mai dal resto del mondo”. Ha detto che il “dittatore” del Cremlino ha sbagliato a “pensare che l’occidente e la Nato non avrebbero risposto” a questa invasione. “Siamo uniti”, ha detto da Washington.
  • L’Unione europea ha confermato il 2 marzo che sette banche russe, incluso il secondo istituto più grande del paese, Vtb, saranno escluse dal sistema di messaggistica Swift, un ingranaggio chiave della finanza internazionale, dal 12 marzo. La misura, tuttavia, risparmia la prima banca russa, Sberbank – la cui filiale europea ha dichiarato fallimento – e Gazprombank, il braccio finanziario di Gazprom.
  • Berlino ha anche annunciato mercoledì lo stanziamento di 1,5 miliardi di euro per acquistare gas naturale liquefatto al di fuori della Russia.
  • Visa, Mastercard e American Express hanno annunciato misure per impedire alle banche russe di utilizzare la propria rete di pagamento.
  • Il rublo ha perso in pochi giorni più di un terzo del suo valore in valuta estera e il 2 marzo i prezzi di petrolio, gas e materie prime di cui la Russia è uno dei principali esportatori sono aumentati vertiginosamente. In particolare, il barile di petrolio Wti ha raggiunto per la prima volta dal 2013 i 111,5 dollari, mentre il prezzo di riferimento europeo del gas naturale, il Ttf, ha raggiunto il massimo storico di 194,715 euro per megawattora.
  • Stessa tendenza per grano e mais, a livello record in Europa.
  • Oltre alle sanzioni economiche, la Russia è stata esclusa da una moltitudine di eventi sportivi e culturali, dai Mondiali del 2022 alla Coppa Davis di tennis al festival del cinema di Cannes.
  • In Russia, l’oppositore Aleksey Navalnyj, dalla prigione, ha invitato i suoi concittadini a manifestare ogni giorno, definendo Putin un “piccolo zar completamente pazzo”.
  • La chiusura il 1 marzo di due rinomati mezzi d’informazione indipendenti, la radio Echo Moscow e la televisione online Dojd, tuttavia, ha sollevato il timore che le ultime voci dissenzienti e le fonti alternative di informazione sulla guerra in Ucraina siano soffocate.
  • Dopo quasi una settimana di conflitto, sempre più ucraini stanno fuggendo. Dall’inizio dell’invasione il 24 febbraio, più di 836mila persone sono andate all’estero, ha affermato l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati. La maggior parte di loro fugge a ovest, in particolare, via Leopoli, in Polonia, Ungheria, Slovacchia e Romania, tutti i paesi dell’Unione europea e della Nato.
  • La Banca mondiale ha annunciato tre miliardi di dollari in aiuti d’urgenza per l’Ucraina. Almeno 350 milioni potrebbero essere stanziati questa settimana.
  • 02 Mar 2022 15.40
Un bambino nato nel rifugio di un centro perinatale a Kiev. (Valentyn Ogirenko, Reuters/Contrasto)
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  • 02 Mar 2022 13.55

Voci da Charkiv

Il sito d’informazione francese Mediapart ha parlato con alcuni abitanti della città di Charkiv, nell’est dell’Ucraina, dove abitano 1,4 milioni di persone assediate dall’esercito russo.

Vladimir Putin pensava di ripetere quello che era era riuscito a fare in Crimea nel 2014: conquistare Charkiv senza combattere. Ma si sbagliava. Dal 24 febbraio la seconda città dell’Ucraina è sotto assedio.

I bombardamenti contro i quartieri residenziali e diversi edifici amministrativi nel centro della città hanno finito per convincere la popolazione, per lo più di lingua russa, a “non voler essere liberata dalle bombe di Putin”, racconta Sergej, un abitante della città. Charkiv, 1,4 milioni di abitanti, situata nel nord dell’Ucraina a due passi dalla Russia, è un concentrato di tutta la complessità del giovane stato ucraino. Da un lato i trionfali edifici sovietici che hanno fatto la gloria di questa ex capitale, un’economia fortemente industriale (aerei, carri armati, trattori, eccetera), a lungo concentrata nelle esportazioni verso Mosca. Nel 2014, quando il Cremlino accendeva la miccia nell’estremo oriente dell’Ucraina, i militanti separatisti tentarono perfino di issare la bandiera russa sopra l’edificio dell’amministrazione regionale. Dall’altro lato, l’università di Charkiv – dove hanno studiato migliaia di studenti, soprattutto africani o arabi – che, dall’indipendenza dell’Ucraina, ha coltivato una ricca tradizione intellettuale, culturale e politica. La città ha intrapreso anche una vera svolta economica, investendo massicciamente nelle nuove tecnologie, “che possono essere vendute ovunque nel mondo e non solo alla Russia”, spiega Sergej. La grande statua di Lenin che un tempo dominava la piazza centrale è stata abbattuta nel 2014.

Chiudere gli occhi
Dal 2014, racconta poi un’altra abitante, Anna, molti sia all’est sia all’ovest del paese, hanno chiuso un occhio sulla breccia aperta dall’annessione della Crimea, nonché sul conflitto congelato intorno alle due autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk, che da solo ha il pesante bilancio di 13mila morti e 730mila sfollati. “Solo i pochi che lavorano per le organizzazioni umanitarie internazionali hanno visto da vicino cosa sta succedendo lì”, dice Anna. “Il resto di noi si è concentrato sui propri affari… Tutti si sono in qualche modo abituati alla situazione e alla propaganda dei mezzi d’informazione. Non nego che qualcuno ancora sogni la Russia, ma lo scenario più spaventoso è diventare come quelle repubbliche autonome”.

Lo spettro del separatismo, e soprattutto l’aperto intervento militare russo in questi giorni, ha compattato l’unità del popolo ucraino. Sergej spiega di essere uno di quei russofoni che hanno sostenuto “la prima e la seconda Maidan” (le proteste del 2004 e del 2014). “La questione etnica, se sei russo, ucraino o ebreo, ora non ha importanza. Anche se, per me, la questione linguistica è più complicata. Ritengo che i leader di questo paese mi abbiano reso un cittadino di terza classe negli ultimi anni. Ma a dire il vero, non importa ora che siamo in guerra”.

“L’impressione comune è che l’esercito ucraino resisterà fino alla fine”, conferma un’altra ragazza, Anastasia. “E anche se le autorità lasciassero entrare i russi, gli abitanti non accetterebbero una tale occupazione. Lo so perché chi avrebbe mai immaginato di vedere professori universitari, medici, dentisti, donne, uomini iscriversi e mettersi in fila per difendere la propria città?”.

  • 02 Mar 2022 12.44
Un appartamento bombardato a Yasynuvata, nella regione di Donetsk. (Alexander Ermochenko, Reuters/Contrasto)
  • 02 Mar 2022 11.27

Navalnyj invita a scendere in piazza

Il politico russo d’opposizione russo Aleksey Navalnyj, attualmente in carcere, ha invitato la popolazione di Russia, Bielorussia e altri paesi a intraprendere azioni quotidiane contro l’invasione russa dell’Ucraina. Un post con questa esortazione è stato pubblicato sull’account Instagram di Navalnyj e su Twitter dalla sua portavoce, Kira Yarmysh.

“Navalnyj invita a protestare contro la guerra ogni giorno alle 19 e nel fine settimana alle 14, nelle piazze di ogni città, ovunque voi siate”.

  • 02 Mar 2022 10.54

La Polonia al centro della solidarietà dell’Europa

Il governo di Varsavia si è mobilitato per accogliere i profughi ucraini ed è diventato uno snodo per le forniture belliche e umanitarie inviate dall’Ue, che ora vive una storica inversione di rotta infrangendo il tabù della “potenza”. Il commento di Pierre Haski.

  • 02 Mar 2022 10.28
Civili si allenano a lanciare molotov a Zhytomyr, a ovest di Kiev, 1 marzo 2022. (Viacheslav Ratynskyi, Reuters/Contrasto)
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  • 02 Mar 2022 10.08

Il punto alle 10

  • Secondo il servizio di sicurezza ucraino, le truppe russe sono sbarcate a Charkiv, la seconda città dell’Ucraina. Le autorità ucraine hanno affermato che le truppe aviotrasportate russe sono atterrate intorno alle tre del mattino e che sono in corso in pesanti combattimenti con le forze ucraine.
  • Le autorità ucraine affermano che un attacco missilistico russo ha colpito questa mattina un edificio della polizia e un’università a Charkiv. Secondo il governatore della regione, almeno 21 persone sono state uccise e 112 ferite dai bombardamenti.
  • A Cherson, sul mar Nero, nell’Ucraina meridionale, le forze russe hanno preso il controllo della stazione ferroviaria e del porto durante la notte, ha dichiarato il sindaco della città Igor Kolykhayev.
  • La città sudorientale di Mariupol è oggetto di intensi bombardamenti dalla sera del 1 marzo e non è stato possibile trasferire i feriti, dichiara il sindaco.
  • Il ministro della difesa ucraino Oleksij Reznikov ha dichiarato che l’Ucraina riceverà ulteriori missili Stinger e Javelin dall’estero, oltre a un’altra spedizione di droni dalla Turchia.
  • Ancora incerto il secondo round di colloqui tra le parti al confine tra Bielorussia e Polonia, previsto per oggi, che potrebbe saltare o essere comunque rinviato. Fonti confermano a Ria Novosti che la delegazione ucraina non è per ora arrivata sul luogo previsto e assicurano che “le trattative si terranno, forse in serata”.
  • Più di 450mila persone sono entrate in Polonia dall’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa giovedì scorso, ha detto il viceministro dell’interno polacco Paweł Szefernaker a Radio Zet.
  • Le Nazioni Unite hanno affermato che almeno 136 civili sono stati uccisi durante l’invasione, anche se il numero reale è probabilmente molto più alto.
  • La banca russa Sberbank, sanzionata da Unione europea e Stati Uniti, ha deciso di lasciare il mercato europeo.
  • La borsa di Mosca rimarrà chiusa per il terzo giorno consecutivo, riporta il Moscow Times.
  • Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto per vietare ai russi di lasciare il paese con più di diecimila dollari in valuta estera, riporta l’agenzia di notizie russa Tass.
  • Il 1 marzo il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha pronunciato il suo primo discorso sullo stato dell’Unione, elogiando la determinazione del popolo ucraino a combattere e affermando che Putin “pagherà un prezzo” per le sue azioni in Ucraina.
  • Gli Stati Uniti vieteranno il loro spazio aereo ai voli russi, ha confermato Biden.
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